FONDAZIONI UNIVERSITARIE: E PERCHÉ NO?

È scoppiato un nuovo Sessantotto? Non scherziamo. Quarant'anni sono tanti. E la realtà sociale è completamente cambiata. Così come sono cambiati modo di agire, di comportarsi, di vedere il mondo di chi oggi ha vent'anni. Però queste manifestazioni sono una ventata di aria nuova. Con qualcosa d'antico. E per quanto riguarda le ventilate fondazioni proprietarie delle università...?

  Libertaria n. 3-4 del 2008

LA NUOVA DISSIDENZA TIBETANA

di Giulio Spiazzi

C'è una variabile che il governo di Pechino non aveva previsto: la nuova dissidenza tibetana. Non violenta ma molto diversa da quella espressa nell'ultimo mezzo secolo dagli stretti seguaci del Dalai Lama. E ha usato l'appuntamento mondiale delle olimpiadi. A Lhasa, capitale del Tibet, è apparsa una contestazione capace di esprimersi in nuove forme contro l'oppressione cinese. Un'oppressione che tende al genocidio. Un'oppressione che i governi occidentali non vogliono vedere per non recare danno ai traffici e agli affari con il nuovo colosso industriale dell'estremo oriente. Ecco cosa è accaduto in quei giorni. Lo racconta ai lettori di Libertaria Giulio Spiazzi, giornalista free lance specializzato in politica estera.

LA SBORNIA FINANZIARIA E' FINITA

di Massimo Amato e Luca Fantacci

I grandi operatori e i sacerdoti della finanza occidentale non sanno più cosa dire. Sentono che per loro è finita un'epoca. E che l'hanno fatta finire per tanti. Ma questa crisi cosa ci dice? Da quali premesse è originata? Quali scenari prospetta? Che ruolo assegna allo stato e alla regolazione dopo tanti anni di deregulation? A questi interrogativi danno prime risposte Massimo Amato e Luca Fantacci. I due insegnano storia economica all'università Bocconi di Milano. Da tempo studiano i sistemi monetari e finanziari sia in prospettiva storica sia in vista della loro riformabilità.

UMANO, TROPPO UMANO, POSTUMANO

intervista ad Alberto Giovanni Biuso di Franco Melandri

L'essere umano come pura "naturalità" non esiste, non è mai esistito. Non c'è mai un corpo distinto dal pensiero. L'essere umano è immediatamente tecnologia, cioè intervento nel mondo e ibridazione continua. La sfera umana non esiste come luogo unicamente umano, perché essa ha innanzitutto a che fare con gli altri animali, cui gli esseri umani devono la loro sopravvivenza biologica. E a questa dimensione si aggiunge la sfera del sacro: niente a che vedere con la religione positiva, con la trascendenza. Il sacro è dare un significato all'esistenza. Allora il postumano tecnologico non solo sarà, accadrà, ma è bene che sia: non sarà altro che un proseguimento dell'ibridazione che costituisce l'uomo. Per nulla signore del cosmo. Antropocentrismo addio. Ecco il messaggio di Alberto Giovanni Biuso, docente di filosofia della mente all'università di Catania, studioso di Friedrich Nietzsche e delle nuove tecnologie.

DALL'ANARCHISMO AL POSTANARCHISMO

di Tomás Ibañez e di Uri Gordon

L'anarchismo è un'arma temibile contro qualsiasi trascendenza, ma è un'arma che sarà apprezzata veramente dalle nuove generazioni solo se sarà il primo a riconoscere il carattere relativo dei suoi fondamenti e a sapere che, non essendo basato su niente di assoluto, è del tutto transitorio. Ma proprio perché è una delle rare ideologie, se non l'unica, in grado di rivolgere a se stessa un tale sguardo critico, l'anarchismo continua a ispirare le rivolte più sovversive. E soprattutto se sarà capace di andare oltre la tradizione.

L'anarchismo nell'era della globalizzazione ha ampiamente modificato le sue prospettive. gran parte degli anarchici di oggi non si muovono più per la realizzazione di una società perfetta da raggiungere attraverso quel momento "magico" chiamato rivoluzione. Anarchismo oggi significa realizzare già nella vita quotidiana comportamenti egualitari, non improntati a dominazione. Un qui e ora che tende a modificare la società dal suo interno. Ecco quanto analizza Uri Gordon, attivista anarchico israeliano, membro di Anarchici contro il muro, organizzazione che lotta con azioni dirette contro la costruzione del muro tra Israele e la Palestina. Ed è ricercatore nel dipartimento di politica e relazioni internazionali di Oxford.

LA RIFORMA E' PESSIMA MA L'ESISTENTE E' MEGLIO?

di Francesco Codello

Destra e sinistra si scontrano sul nuovo corso voluto dalla ministra Mariastella Gelmini. Un preciso disegno di restaurazione. Però sindacati e forze riformiste sono arroccati sulla difesa dell'esistente. E in fondo nessuno pensa veramente al soggetto principale: gli studenti.

 

 

 

 

 
 
 
       
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