CHE LA CRISI SI AGGRAVI

Il titolo del profetico libro di François Partant è forse l’indicazione migliore per comprendere la situazione
attuale. E per individuare e costruire percorsi alternativi ai modelli economici e di vita imperanti.

  Libertaria n. 1/2 del 2010
Presto il numero 1/2 - 2010 completo (.pdf)

piano sequenza

Per una storia della corruzione in Italia

di Aldo Giannuli

Non è un fenomeno che appare saltuariamente: è una costante della storia italiana.Ma la forma in cui si presenta cambia. Ecco come si è trasformata la corruzione in Italia dal dopoguerra a oggi. Aldo Giannuli è autore, fra l’altro, di Come funzionano i servizi segreti (2009), L’abuso pubblico
della storia (2009), Bombe a inchiostro (2008), La guerra fredda delle spie,
La strategia della tensione, L’armadio della repubblica, la guerra dei mondi
e Una strana vittoria (tutti usciti nel 2005).

rifrazioni

Ripensare il movimento anarchico nell’era del collasso

di Stefano Boni

 

Oggi l’anarchismo come teoria, ma soprattutto come prassi, prende forme
variegate. Si caratterizza in lotte, iniziative e progetti con rapporti interni
egualitari e partecipati. Si diffondono situazioni con una sensibilità libertaria
che viene messa in pratica in varie forme. In questi contesti l’ecologia non è una rubrica del discorso anarchico. È qualcosa di più profondo e impegnativo.
Le preoccupazioni, riscontrabili in numero sempre crescente nella prassi
e nelle pubblicazioni anarchiche, si soffermano su due aspetti cruciali: il primo è una critica all’allontanamento dell’umanità dal suo ambiente; il secondo è che questo allontanamento, in un’epoca di potenziale catastrofe
dell’impalcatura tecnologica, può avere conseguenze disastrose. Ecco
la lucida analisi di Stefano Boni, docente di antropologia politica
e antropologia sociale all’università di Modena, autore di Le strutture
della disuguaglianza (2003) e Vivere senza padroni (2006).

laboratorio

L’anarchismo e la disputa sulla postmodernità

di Eduardo Colombo

Due tendenze, «liberale» e «postmoderna», si muovono nella direzione delle esigenze del neoliberalismo oggi dominante.Queste due tendenze determinano modifiche importanti nel corpus teorico dell’anarchismo, ma influiscono anche nelle pratiche delle lotte sociali. Le critiche al corpus teorico dell’anarchismo, sia della componente liberale sia di quella postmoderna,
ci interrogano sulla specificità o l’identità dell’anarchismo. Così a scoprire che il nodo centrale della critica postmoderna si riassume nella denuncia dell’Illuminismo, considerato come ideologia legittimante la modernità. In questo modo si mettono in un angolo tutti i progressi della modernità critica e rivoluzionaria del diciannovesimo e della prima metà
del ventesimo secolo. Da queste considerazioni muove Eduardo
Colombo su anarchismo e postanarchismo. Colombo, professore
di psicologia sociale nelle università di La Plata e Buenos Aires, è stato costretto a lasciare l’insegnamento dopo il colpo di stato del generale Juan Carlos Ongania.Ha diretto la rivista Psiquiatria Social dal 1967 al 1970, quando si è trasferito a Parigi.Dove
esercita la professione di psicoanalista. Redattore della rivista semestrale Réfractions (questo saggio è tradotto dal n. 20/2008). In Italia ha pubblicato Lo spazio politico dell’anarchia (2008).

persone

Il seme sotto la neve

di Francesco Codello

Un anarchico pragmatico, questa era la definizione ricorrente di Colin Ward
morto l’11 febbraio. Inglese, nato nel 1924, architetto, insegnante, giornalista
e scrittore ha pubblicato oltre trenta libri di argomento politico, urbanistico
e pedagogico.Ward è una figura di primo piano dell’anarchismo. I suoi libri
pubblicati in italiano: Anarchia come organizzazione (1996), Dopo
l’automobile (1992), Acqua e comunità (2003), L’anarchia. Un approccio
essenziale (2008), Conversazioni con Colin Ward (a cura di David Goodway,
2003) tutti pubblicati da Elèuthera. E La città dei ricchi e la città dei poveri
(1998), Il bambino e la città (2000).Mentre il Bollettino dell’Archivio
G. Pinelli (supplemento al n. 30) ha pubblicato L’anarchismo pragmatico
di Colin Ward. Qui ne tratteggia la figura e il pensiero Francesco Codello,
dirigente scolastico a Treviso, autore di Educazione e anarchismo (1995),
La buona educazione (2005), Vaso, creta o fiore? (2005), Né obbedire
né comandare (2009) e Gli anarchismi (2009).

dietro i fatti

Quel teatrino di Davos

di Massimo Amato

«Migliorare lo stato del mondo: ripensare, riprogettare, ricostruire», è il titolo dell’incontro annuale del World economic forum-WEF a Davos a fine
gennaio. Il programma? «Come rafforzare il benessere economico e sociale», «come mitigare i rischi globali e far fronte ai fallimenti sistematici», «come assicurare la sostenibilità», «come migliorare la sicurezza», «come creare un quadro di valori» e «come costruire istituzioni efficaci». Un programma decisamente ambizioso e che ha visto la partecipazione di colossi quali Alcoa, Alcatel-Lucent, Bahrain Economic Development Board, Bank of America, Barclays, AT&T, Chevron, Coca-Cola, Credit Suisse,DuPont,Dow Chemical, JPMorgan,Microsoft,National Bank of Kuwait,Nestlé,Nike, Renault,
Siemens,Ubs,Unilever,Volkswagen. Tanto per fare qualche nome. E che cosa hanno deciso i signori di quel Forum fondato nel 1971 da Klaus Schwab?
Molto poco. Insomma tanto rumore per nulla. Eppure… Ecco l’analisi
di Massimo Amato, docente di storia economica all’università Bocconi
di Milano. Amato è autore (con Luca Fantacci) di Fine della finanza (2009)
e L’enigma della moneta (2010).