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I
sommari di Libertaria e gli articoli on-line
Dal
1999 a oggi, on-line tutti i sommari e le copertine
dei numeri usciti in libreria. Progressivamente
saranno disponibili gli articoli da scaricare
in formato pdf.
1999
- 2000 - 2001
- 2002 - 2003
2004 - 2005
- 2006 - 2007
- 2008 - 2009
2009
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QUEGLI
ANNI SONO ANCORA TRA NOI
La
strage di piazza Fontana raccontata da
chi non era ancora nato nel 1969. Un’analisi
fatta da giovani studenti. Per loro analizzare
la portata sociale e politica delle bombe
di quel 12 dicembre significa capire le
ragioni dell’oggi e attrezzarsi diversamente
per affrontare un futuro pieno d’ incognite...
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RISCOPRIAMO
LA CONVIVIALITA'
La
crisi sta per finire ripetono in modo
ossessivo coloro che l’hanno creata.Una
sciocchezza. Che altri smentiscono. Insomma
un gioco delle parti fatto per confondere.
Purtroppo la crisi sta per dare i suoi
frutti peggiori. Però...
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LA
CRISI? PUO' ESSERE UN'OCCASIONE
L'ipercapitalismo
finanziario ha creato un dissesto che
nemmeno i "padroni dell'economia"
riescono a quantificare. E saranno "quelli
che stanno" sotto a dover pagare
il conto più salato. Ma proprio
il loro crack finanziario può aprire
nuove opportunità. Quali?
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2008
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FONDAZIONI
UNIVERSITARIE: E PERCHÉ NO?
È
scoppiato un nuovo Sessantotto? Non scherziamo.
Quarant'anni sono tanti. E la realtà sociale
è completamente cambiata. Così come sono
cambiati modo di agire, di comportarsi,
di vedere il mondo di chi oggi ha vent'anni.
Però queste manifestazioni sono una ventata
di aria nuova. Con qualcosa d'antico.
E per quanto riguarda le ventilate fondazioni
proprietarie delle università...
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ELEZIONI:
QUELLI CHE NON CI STANNO
Quasi
un elettore su quattro si è defilato dalla
competizione nelle urne. Con l’astensione,
annullando la scheda o lasciandola in
bianco. Circa 10 milioni di persone. E
adesso?
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2007
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SCUSATE
SE PARLIAMO (ANCORA) DI PINELLI
Un
fatto vecchio e da dimenticare? No! "La
morte accidentale di un anarchico" non
è un episodio marginale. Il "volo" di
Giuseppe Pinelli dal quarto piano della
questura di Milano, insieme alla strage
di piazza Fontana del 12 dicembre 1969,
mette a nudo la criminalità del potere.
Perché la memoria dà gli strumenti per
costruire il futuro. Diverso e migliore.
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I
LUOGHI DELL'ALTERNATIVA RADICALE
"Per fortuna che ci sono i kosovari e
gli albanesi", ha sicuramente pensato
George W. Bush rientrando negli Stati
Uniti dopo l'incontro del G8 e il suo
giro in Europa. Sì, perché sia in Germania
sia in Italia l'accoglienza non è stata
delle più festose. Mentre grandi manifestazioni
a Rostock (ma anche a Heiligendamm) e
a Roma hanno dato il segno di quanto sia
amato il boss degli Stati Uniti, responsabile
di due guerre, per di più "impantanate".
Quelle manifestazioni hanno dato un segnale
preciso: i movimenti non assistono passivamente
"all'arroganza del potere". Facciamoci,
però, una domanda. La dimensione dell'alternativa
più radicale (che non vuol dire truculenta)
è data dalla sua capacità di contestare
l'istituito? Oppure dalla sua capacità
di avere una dimensione a-istituente?
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LIBERISMO
SOTTO CONTROLLO
Si apre un nuovo fronte di competizione
fra manager pubblici e privati. Il segnale
è dato dalla nascita del Fondo italiano
per le infrastrutture. Controllato dalla
Cassa depositi e prestiti, grandi istituti
di credito e fondazioni bancarie. Per
rilanciare l'economia mista. Di cui era
un tempo alfiere l'Iri.
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2006
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ALL'IPERCAPITALISMO
FINANZIARIO PIACCIONO LE SPIE
Il clamoroso caso Telecom Italia mescola
telefoni, finanza e spionaggio. Agenzie
private d'informazioni e servizi segreti
dello stato. Noti personaggi pubblici
e uomini fino a ieri sconosciuti. Un intreccio
che non racconta soltanto una questione
di malaffare all'italiana. No, c'è qualcosa
di più rilevante. Perché è in corso una
lotta a colpi bassi per il riassetto generale
dei poteri. Chi comanderà domani?
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CI
VORREBBE UN PIZZICO DI UTOPIA
La chiamata alle armi per battere Berlusconi
non ha certo sortito gli effetti che le
sinistre speravano. Ma poi, chi l'ha detto
che per cambiare realmente le cose si
debba andare a votare? Cioè scegliere
chi ci governa. Se "un altro mondo è possibile"
non uscirà certo dalle cabine elettorali.
E al potere invece dei politici non sarebbe
meglio metterci la fantasia?
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VITTORIA
DEI POTERI FORTI?
SÌ MA NUOVI
Avanza una nuova figura. Racchiude in
sé economia, politica, informazione e
spionaggio. Travolgendo i tradizionali
assetti su cui si fondava il controllo
sulla società italiana. L'impresa si fa
direttamente partito. E mette sotto commissariamento
la sfera della politica. Prossimo passo?
La bancarotta.
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2005
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LA POLITICA DELLE BOMBE
Iraq e Afghanistan sono i casi più evidenti
del rapporto tra Occidente e resto del
mondo. Un rapporto basato sulla violenza.
Ma la guerra guerreggiata in corso a Baghdad
e nelle altri parti del globo sta facendo
nascere un nuovo potere musulmano. Un
potere che si legittima nella lotta all'Occidente.
Pronto, però, a esercitare un suo dominio
transnazionale e panarabo.
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STRETTI FRA DUE INTEGRALISMI
Fanatici cristiani e musulmani stanno
sempre più occupando la scena sociale.
La loro contrapposizione tende a eliminare
dal terreno del confronto politico soprattutto
i sostenitori delle più complete forme
di libertà. E i segnali sono davvero preoccupanti.
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INVENTIAMO NUOVE REGOLE DEL GIOCO
L'involuzione istituzionale del movimento
no-new global sembra ormai inarrestabile.
Involuzione che porta il cosiddetto movimento
dei movimenti a scimmiottare le forme
della politica dei potenti. Ma c'e un
modo per realizzare istituzioni realmente
partecipate da tutti? C'è un modo per
sfuggire alla trappola della delega della
democrazia rappresentativa?
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2004
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VIA DALLA PAZZA ECONOMIA
Tre articoli che compaiono su questo
numero sono uno dei temi che Libertaria
vuole sempre più sviluppare. Perché si
tratta di ipotesi e di esperienze destinate
a sviluppare un ampio dibattito fra chi
si muove per l'alternativa sociale. È
da una discussione (e da una pratica)
di tale segno che si costruisce la comunità
di chi non accetta le regole della società
del dominio.
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RISCOPRIAMO LA PROGETTUALITA'
Gli ultimi grandi crack finanziari
hanno portato in evidenza un problema:
tanti lavoratori e pensionati non hanno
alternativa che dare i loro risparmi ai
"padroni del vapore". Che poi
li truffano. Perchè non ci sono
più quelle casse mutue e di resistenza
che hanno accompagnato lo sviluppo del
movimento di opposizione. E se le riscoprissimo
in chiave moderna come luoghi di produzione
e di vita alternativa?
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IL SUPERMERCATO DELL'ISTRUZIONE
Da un sistema impositivo e centralizzato
si passa a uno focalizzato sulle scelte
dell'utenza, che si risolve in una logica
consumistica di acquisto di pacchetti
formativi. Ma la posta in palio non è
solo contrastare la logica di questa trasformazione.
Qui si gioca una partita che va al di
là di tanto sindacalese della sinistra.
Qui è in ballo un problema sociale
più ampio: il senso da dare alla
scuola.
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IL FUTURO NON E' PIU' QUELLO DI
UNA VOLTA
La società in cui viviamo ha
smesso di pensare al futuro? Certo. E
come potrebbe essere altrimenti in un
mondo dove i potenti uccidono il sogno
mentre fanno uccidere gli uomini? E questo
2004 si apre all'insegna del pessimismo.
Eppure gli irriducibili utopisti non potrebbero
avere occasione igliore per rilanciare
la voglia di cambiare. In meglio.
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2003
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LA POLITICA DELLA PATACCA
Il caso delle tangenti di Telekom
Serbia è diventato un tormentone.
Destra e sinistra si accapigliano e si
lanciano in accuse reciproche. Insomma,
il solito teatrino all'italiana su cui
non converrebbe perdere tempo più
di tanto. Ma c'è un aspetto rilevante
in tutta la questione, che mette in luce
il lato nascosto dello stato italiano.
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LA SFIDA DELLA GRANDE EUROPA
Lo spazio istituzionale del vecchio
continente passa da quindici a venticinque
stati. Nacerà un potere sovrannazionale
capace di estendere il controllo, una
prospettiva tutt'altro che allettante
per chi vuole un mondo senza stati e senza
dominio. Ma ci sono anche possibilità
nuove da non sottovalutare e, soprattutto,
da utilizzare.
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LA NUOVA FRONTIERA DI BUSH? TUTTO
IL MONDO
Il presidente degli Stati Uniti voleva
la guerra e l’ha fatta. Nonostante l’opposizione
di gran parte dei popoli della terra.
Nel frattempo George Bush ha dato impulso
al nuovo corso: contrassegnare il ventunesimo
come il secolo del predominio incontrastato
degli Usa. E ci sono tutte le condizioni
perché possa farlo. Purtroppo. Nel frattempo,
però, i morti causati dalle sue guerre
mettono in chiaro una realtà troppo spesso
dimenticata: la criminalità del potere.
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QUELLI CHE... SONO CONTRO L'ALTERNATIVA
Attentati, invii di pacchi-bomba.
E subito poliziotti, inquirenti, giornali
e televisioni li attribuiscono ad anarchici
un po’ particolari: anarco-insurrezionalisti.
Anche se le rivendicazioni, quando ci
sono, rinviano a gruppi sconosciuti. Non
si sa chi mette queste bombette. Ma una
cosa è certa: si muove contro il rinato
"movimento".
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2002
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PER UN PUGNO DI POZZI
Non è solo per il petrolio che il
presidente americano si prepara a una
nuova guerra. Dopo quella inariditasi
sulle montagne dell'Afghanistan. E nessuno
è tanto allocco da pensare che l'Iraq
di Saddam Hussein sia pronto a massacrare
l'Occidente. No, questo conflitto serve
a una strategia di immagine: è un messaggio
chiaro. George Bush si incorona "imperatore
del mondo libero". Ma per fortuna
tanti sudditi alzano la testa. E si apre
una nuova stagione. Difficile. Ma da giocare
fino in fondo.
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E' IL MOMENTO DI CAMBIARE STRADA
Dopo quasi tre anni dalla ventata
di Seattle, il cosiddetto movimento è
entrato in una situazione di stallo. Questa
ventata di aria fresca e galvanizzante
si è esaurita in una ritualità
scandita da manifestazioni che rincorrevano
gli appuntamenti dei potenti della Terra.
E che hanno portato alla ribalta una nuova
leadership: la burocrazia del dissenso.
Non sarebbe il caso di imboccare altri
percorsi? Meno appariscenti e più
concreti.
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QUEL MAGICO NUMERO 18
Lo scontro tra sindacati e governo-Confindustria
ha solo come pretesto la modifica di un
articolo dello Statuto dei lavoratori.
In ballo c'è il tentativo di dare
ancora più potere a chi già
comanda nelle imprese e nella politica.
E le prospettive non sono esaltanti.
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CONFLITTI GLOBALI
Guerra e globalizzazione dominano
la scena di questo nuovo anno. Uno scenario
pieno di incognite preoccupanti, anche
perchè coloro che si oppongono
a questo imbarbarimento planetario non
sembrano avere strumenti aggiornati e
capaci di contrastare con efficacia le
tendenze in atto.
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2001
LASCIAMO
IL PESSIMISMO PER TEMPI MIGLIORI
La
situazione si fa sempre più difficile? Il
terrorismo, arrivato nella capitale dell'impero,
innesca L'escalation militare? Si restringono
gli spazi di libertà? La logica della guerra
crea censura e autocensura? Lo scenario
sociale tende al cupo? È arrivato il momento
di tirare fuori tutto il nostro ottimismo.
Non è una follia. Ma la ricetta per non
lasciare la parola solo alle armi.
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MI
RIVOLTO, DUNQUE SIAMO
Agli
incontri dei potenti della terra si fronteggiano
due tipi diversi di violenza. Quella di
chi gestisce e sfrutta il mondo e quella
di chi non vuole subire passivamente.
Insomma, evento e contro-evento. Violenza
istituzionale, garantita dalla legge e
violenza "illegale" di chi si oppone all'oppressione
e allo sfruttamento. Ma è questa l'unica
logica?
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NOI
CHE ABBIAMO VISTO GENOVA
Questo
diranno dopo il 22 luglio gli antiglobalizzatori
che manifesteranno contro la riunione
del G8 nel capoluogo ligure. Quell'incontro-scontro
è l'occasione per ripensare i percorsi
su cui si sta avviando il "popolo
di Seattle".
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IL
NUOVO CAPITALISMO? SEMBRA QUELLO DELL'OTTOCENTO
La
virtualità della new economy sta
dissolvendo un secolo e mezzo di lotte
e di conquiste del movimento operaio.
Stipendi bassi e flessibilità sono
le parole d'ordine, un fatto che lascia
spazio al più sfrenato sfruttamento
senza più remore e senza limiti.
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2000
COLPEVOLI?
I SOLITI ANARCHICI
Non
si potrà mai arrivare alla verità
su piazza Fontana e sugli attentati degli
anni sessanta e settanta. Perchè
c'è stata una vasta azione di depistaggio.
A sostenerlo sono gli eredi del Movimento
sociale che in commissione stragi hanno
presentato relazioni che riscrivono, a loro
uso e consumo, la storia. Ma l'obiettivo
è un altro: sollevare un gran polverono
per amnistiare tutti.
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FABBRICA ADDIO. IL PROFITTO E'
ALTROVE
Nasce un nuovo tipo di controllo sociale:
dai produttori si passa ai consumatori.
Su questa originale configurazione del
dominio è urgente intervenire per costruire
le alternative
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LA GUERRA DEI BIT
Su
Internet si sta giocando una partita importante.
Perché lì si formano una nuova gerarchia
e un nuovo dominio del sapere. Processo
messo a nudo, "analizzato",
proprio dalle azioni degli hacker. Dove
ci porta la guerriglia in corso sulla
"grande rete"? Nessuno può prevederlo
con esattezza. Però alcuni indizi sono
significativi.
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IL MONDO NON E' UNA MERCE
Il
processo di globalizzazione avanza nonostante
la battuta darresto a Seattle della
Wto. Quali forme di resistenza possono
essere messe in campo?
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1999
ECCO
LIBERTARIA. PERCHE' UNA NUOVA RIVISTA
Come
vuole una buona regola, il nuovo arrivato
si presenta. Una breve descrizione delle
ragioni che hanno portato alla creazione
di questa rivista, Il contesto in cui nasce.
Gli obiettivi che si pone, il rapporto con
i lettori. |
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