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conversazioni
Il
crimine non esiste
intervista
a Nils Christie
di
Zenone Sovilla
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C'è
l'azione cui viene dato un significato positivo
e negativo. E questo vuol dire che la trasgressione
dipende da che cosa in una data società
viene considerata tale. E quali sono le
condizioni sociali che determinano la lettura
di un'azione nell'una o nell'altra direzione?
Se si è favorevoli a una comunità civile,
fatta di individui responsabili, allora
si deve tendere a un'organizzazione sociale
che valuti le azioni come qualcosa di diverso
da un "delitto". Perché le azioni non sono,
diventano. Insomma, la criminalità è soprattutto
un'opinione. Ecco che cosa sostiene Nils
Christie in questa intervista rilasciata
a Zenone Sovilla, redattore della rivista
on line Nonluoghi.Christie, docente all'università
di Oslo, è uno dei più noti criminologi
a livello mondiale. È stato ricercatore
per la Rockefeller Foundation e visiting
professor in numerose università europee
e statunitensi. Ha scritto una dozzina di
libri tradotti in varie lingue. In italiano
sono stati pubblicati Abolire le pene? (1985),
Il business penitenziario (1998) e tra poco
uscirà Oltre la solitudine e le istituzioni
(Elèuthera) |
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diverso
parere
Israeliani
palestinesi: il muro dell'odio
di
Stanley Maron
Le ragioni del gap economico
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Il divario tra Israele e Palestina è destinato
ad aumentare.Il primo Paese è già entrato
nella rivoluzione digitale, mentre il secondo
è ancora a una fase preindustriale.E nel
futuro prevedibile, ben difficilmente la
Palestina attraverserà una fase di rivoluzione
industriale e ancor meno di rivoluzione
informatica. È quindi probabile che resti
un'economia limitata, instabile e povera,
a meno di non accettare uno stato di dipendenza,
assoggettandosi agli interessi nazionali
israeliani e mantenendo con il più potente
vicino relazioni pacifiche e non violente.
Questa la tesi di Stanley Maron, economista,
che ha insegnato negli Stati Uniti e alla
Sorbona di Parigi. Poi si è trasferito in
un kibbutz israeliano. Tra i suoi libri
Mercato e comunità (1994) |
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Basta
con le violenze
David
Newman
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Gli
israeliani di sinistra che vogliono costruire
una vera pace con i palestinesi sono trattati
come traditori dalle formazioni di destra
e dagli ortodossi religiosi. Ma non c'è
altra possibilità: lavorare per rendere
possibile una convivenza decente tra le
due popolazioni. Però troppi (sia israeliani
sia palestinesi) si muovono contro la pace,
denuncia David Newman, capo del dipartimento
di politica e governo all'università Ben
Gurion del Negev. Newman è anche direttore
editoriale della rivista internazionale
Geopolitics e commentatore politico sul
quotidiano Jerusalem Post |
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Israele
non vuole una vera pace
Ghazi
Falah
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I
leader politici ebrei e la maggioranza della
popolazione vogliono solo prendere tempo,
ritardando la firma di accordi precisi,
in modo da poter aumentare gli insediamenti
di coloni nei territori occupati: Cisgiordania
e Gaza. E infatti dal 1993 a oggi il numero
dei coloni è raddoppiato. Mentre metà della
popolazione palestinese ormai vive in esilio.
Così gli ebrei violano continuamente gli
accordi e le risoluzioni di organismi internazionali
come l'Onu. Fortunatamente, una parte dell'opinione
pubblica israeliana non si fa più convincere
dalla propaganda governativa e vuole arrivare
ad accordi di pace. Però... Ecco l'accusa
di Ghazi Falah, docente di geopolitica al
Centre for Urban and Community Studies della
University of Toronto, in Canada |
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dietro
i fatti
Dimmi
chi ammazzi e ti dirò chi sei
di
Carlos Semprún Maura
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Le
informazioni che circolano sull'Eta danno
spesso un'immagine distorta di questo "movimento
di liberazione del Paese Basco". Per troppo
tempo la sinistra ha guardato con simpatia
alle azioni e agli uomini dell'Euzkadi.
Ma quale ideologia muove questo movimento?
Quanto consenso riscuote presso i baschi?
Per che cosa veramente lotta? A queste domande
risponde Carlos Semprún Maura, giornalista
e scrittore, autore tra l'altro di Libertad!
Rivoluzione e controrivoluzione in Catalogna
(1996), Vida y mentira di Jean-Paul Sartre
(1996), El exilio fue una fiesta. Memoria
informal de un español de Paris (1998) e
Franco est mort dans son lit (1980)
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laboratorio
Autonomia
scolastica: una occasione o una truffa?
di
Fabrizio Eva
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La
scuola italiana è in trasformazione. Dopo
anni di letargo qualcosa si muove. Eppure
i più scontenti sembrano proprio i professori
"progressisti". Ma anche i "conservatori"
si lamentano. Per non dire degli studenti.
Che cosa sta veramente succedendo nelle
medie superiori? E nelle inferiori? I motivi
del contendere e i contorni del cambiamento
sfuggono ai più. Fabrizio Eva, professore
in un liceo milanese, fa il punto della
situazione |
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laboratorio
Arriva
il bambino a una dimensione
di Francesco Codello
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I
sistemi educativi nelle società del primo
mondo stanno formando nuovi soggetti. Adatti
alle esigenze della new economy e alla divisione
internazionale del lavoro. L'apprendimento
deve quindi essere necessariamente e utilmente
parcellizzato. Un processo che determina
la formazione di una mente duttile, elastica,
flessibile priva però di valori di riferimento
e assoggettata a una funzione di dominio
e potere che si regge proprio sull'assenza
di principi come la libertà e la diversità.
Insomma, sta nascendo un nuovo dominio basato
sulla centralità e sull'importanza della
formazione strutturale dell'uomo. Questa
è la riflessione che propone Francesco Codello,
dirigente scolastico a Treviso e studioso
dei problemi dell'educazione |
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laboratorio
Fare
i conti con Borghi
di
Goffredo Fofi
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Lamberto
Borghi, uno dei maggiori pedagogisti italiani,
è morto il 12 dicembre 2000. Per ricordarlo
Libertaria propone la prefazione di Goffredo
Fofi al libro di scritti scelti di Borghi,
La città e la scuola (Elèuthera, Milano,
2000). Qui Fofi sostiene che non è pensabile
un futuro decente senza un'idea di "educazione"
e di "scuola" che superi i balordi aggiustamenti
e i confusi bisogni immediati dell'economia
e delle grandi corporazioni. Compresa quella
degli insegnanti. Ed è, quindi, arrivato
il momento di ricominciare a discutere "alla
grande" di educazione e di scuola come attività
di trasmissione dei valori e delle conoscenze.
Altrimenti non si può intervenire efficacemente
nel presente e, di conseguenza, aprirsi
al futuro. E per affrontare questo compito
è assolutamente necessario riscoprire e
utilizzare la grande lezione di Borghi |
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Antonio
Santoni Rugiu / Borghi / dalla filologia
alla pedagogia
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Ecco
come Antonio Santoni Rugiu ricorda Lamberto
Borghi. Santoni Rugiu è autore, tra l'altro,
di Storia sociale dell'educazione (1979);
Il braccio e la mente (1995); Si fa presto
a dire scuola (1998) |
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Aldo
Visalberghi / Borghi / il lavoro come
gioco
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Uno
degli aspetti più interessanti del pensiero
di Borghi è l'attenzione al problema delle
attività gratificanti e di quelle necessarie,
ma faticose. Una sensibilità mutuata dai
pensatori anarchici Michail Bakunin e Pëtr
Kropotkin. Qui ne parla Aldo Visalberghi.
Tra i suoi lavori: Pedagogia e scienze dell'educazione
(1978); Educazione e divisione del lavoro
(1973) |
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laboratorio
Tucker?
un salutare provocatore
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In
tempi "politicamente corretti" le tesi di
Benjamin Tucker possono sembrare quasi assurde.
Eppure questo anarchico americano vissuto
a cavallo di Ottocento e Novecento ha il
pregio di porre problemi che vanno alla
radice di quell'anarchismo che mette in
primo piano la difesa della libertà dell'individuo.
Qui vengono riportati due suoi articoli
sulla scuola pubblicati sul periodico da
lui diretto: Liberty. Due testi che sicuramente
susciteranno reazioni contrastanti. Due
articoli che vanno controcorrente. Ma che
invitano alla riflessione. Disincantata.
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dibattito
Linsostenibile
leggerezza del revisionismo storico
di
Aldo Giannuli
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Alle
verità ossificate della vulgata, ma anche
dell'accademia, di sinistra si oppone da
qualche anno un'offensiva culturale della
destra. L'obiettivo è chiaro: demonizzare
il concetto di modernità. Che ha generato
un mostro prima sconosciuto: il totalitarismo.
Perché, si sostiene, viviamo in un'epoca
segnata dalla nefasta utopia di un mondo
di liberi ed eguali. Vale a dire lo schermo
ideologico dei fanatismi che ha spalancato
la porta all'orrore totalitario. Sulla portata
di questa operazione politico-culturale
lo storico Aldo Giannuli (autore, tra l'altro,
con Paolo Cucchiarelli di Lo stato parallelo,
1997) invita a una discussione |
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pensiero
eccentrico
Vi
ricordate il grande crack del 2003?
di
Alessandro Curioni
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Siamo
nel 2028 e quello che 25 anni prima era
un "rampante manager" dell'economia virtuale
ricorda come si arrivò a una profonda, inaspettata
crisi. Un'intervista fantastica, ma non
impossibile. Perché Alessandro Curioni,
giornalista scientifico ed economico, racconta
qualcosa che già oggi è possibile vedere
se solo non venisse alzata una cortina fumogena
sui veri interessi in gioco nella new economy.
E soprattutto se la maggioranza delle persone
non fosse attratta in modo irresistibile
dalla febbre dell'euforia finanziaria. Una
malattia antica nata nei primi anni del
Seicento in Olanda e nota come "tulipanomania".
Riaffiorata poi a cadenze quasi regolari
fino a oggi |
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personaggi
Luce
Fabbri, storia di una donna libera
di
Pietro Adamo
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Nel
1929 lascia l'Italia per seguire il padre
Luigi, personaggio di spicco nel movimento
anarchico italiano. E a Montevideo inizia
un percorso intellettuale che la porta a
rivisitare criticamente il pensiero libertario
per depurarlo sia dagli schematismi ottocenteschi
sia dall'influenza del marxismo. Per affrontare
in modo disincantato la mutata realtà sociale
contrassegnata dalla "scomparsa" del proletariato.
Ecco il ritratto intellettuale di un'anarchica
controcorrente morta pochi mesi fa |
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lanterna
magica
luoghi
e nonluoghi
Meno
estetica più etica
di
Franco Buncuga e Tullio Zampedri
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Less
aesthetics more ethics è il titolo della
settima Mostra internazionale di architettura
organizzata dalla Biennale di Venezia nelle
sue sedi dei Giardini di Castello e dell'Arsenale
dal 18 giugno al 29 ottobre 2000. Un evento
preparato a lungo, che ha coinvolto anche
strutture espositive esterne alla Biennale
e ha presentato un fitto calendario di eventi,
spettacoli, conferenze, workshop e forum.
Non solo: la Biennale ha creato un sito
Internet (www.labiennale.org) e una mostra
on line in cui ha messo a disposizione tutto
il materiale raccolto sul tema. Il risultato?
Sei milioni di contatti in sei mesi. È stato
allestito Expo on line, spazio espositivo
virtuale di idee e progetti inviati da tutto
il mondo. Il dialogo che Libertaria propone
è la trascrizione di alcune opinioni espresse
ad alta voce da due architetti mentre visitavano
insieme la Biennale di architettura di Venezia.
Un architetto che "fa" l'architetto, Tullio
Zampedri, e un altro, Franco Bunc?uga, docente
di storia dell'arte e redattore di questa
rivista. Opinioni e parole diventate riflessione
scritta proprio nei giorni dell'allontanamento,
ai primi di novembre, di Massimiliano Fuksas,
direttore del settore architettura della
Biennale. Perché questa rottura? Profonde
divergenze con il presidente dell'istituzione,
Paolo Baratta. Contrasti incomprensibili
se si tiene conto che l'allestimento di
Fuksas ha avuto successo (per vendita di
biglietti e di materiale), buona critica
e risonanza internazionale (cosa rara per
gli eventi di architettura italiana). Eppure
Fuksas se n'è dovuto andare. Misteri d'Italia!
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La
proprietà furto? Sì però..
di
Giampietro Nico Berti
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La
recente pubblicazione di due libri di Pierre-Joseph
Proudhon sembra mettere in ulteriore evidenza
le contraddizioni del pensatore francese.
Alla riedizione di Teoria della proprietà
è seguita quella del volume più famoso Che
cos'è la proprietà. Nel 1840 Proudhon lancia
il famoso slogan: la propriété est le vol,
venticinque anni dopo (poco prima di morire)
la rivaluta e la difende. Che cos'è successo
in quel lasso di tempo? Perché un voltafaccia
così clamoroso? Secondo lo storico del pensiero
anarchico Giampietro Nico Berti non c'è
una rilevante differenza tra questi due
momenti dell'anarchismo del poliedrico personaggio
nato a Besançon il 15 gennaio 1809 e morto
a Passy il 19 gennaio 1865. È "una rettifica
di metodo", come sostiene lo stesso pensatore
francese. |
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libraria
Siamo
nell'era del fascismo rosa
Jessica
Rubin
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Viviamo
nell'epoca contrassegnata dai sette vizi
capitali della pubblicità. In questa fase
storica schizofrenica il messaggio pubblicitario
ha una chiarezza assente nella vita di tutti
i giorni: questo è in, questo è out; questo
ti fa star bene, quest'altro male. Da qui
la tentazione di consegnarsi a coloro che
pensano per te. Questo è uno dei messaggi
contenuti nel libro di prossima pubblicazione
Il fascino del fascismo rosa di Jessica
Rubin (Malatempora). Libertaria ne anticipa
alcuni brani |
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archivio
Silone
e PCI: cronaca di una espulsione
di
Mimmo Franzinelli
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Nel
1930 l'autore di Fontamara ha ormai maturato
la sua rottura con il Partito. Ma non riesce
a prendere una posizione precisa. Tentenna.
È contraddittorio. Alla fine ci penseranno
i dirigenti comunisti a cacciare Ignazio
Silone. Ecco, sulla base di documenti finora
inediti, che cosa veramente avvenne grazie
alla ricostruzione dello storico Mimmo Franzinelli;
autore tra l'altro di I tentacoli dell'Ovra
(1999), Stellette, croce e fascio littorio
(1995), Il riarmo dello spirito. I cappellani
militari nella seconda guerra mondiale (1991).
Recentemente ha curato una nuova edizione
del libro di Ernesto Rossi, Una spia del
regime. Carlo Re e la provocazione contro
Giustizia e Libertà (2000) ed è di imminente
pubblicazione Delatori (Mondadori) |
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