Libertaria n. 1 - 2002


CONFLITTI GLOBALI
Guerra e globalizzazione dominano la scena di questo nuovo anno. Uno scenario pieno di incognite preoccupanti, anche perchè coloro che si oppongono a questo imbarbarimento planetario non sembrano avere strumenti aggiornati e capaci di contrastare con efficacia le tendenze in atto.

piano sequenza

Un mondo in guerra

Fabrizio Eva

L'attenzione dei mass media è tutta concentrata sul conflitto in Afghanistan e la sanguinosa crisi tra Israele e Palestina. Ma ci sono altre lotte armate e altri scontri, più o meno cruenti, che incendiano vaste aree della Terra. Il numero dei conflitti in corso nel mondo è stabilmente elevato: dai 90 ai 100. Ecco la mappa delle zone più calde. L'America Latina è l'area delle guerriglie e dei movimenti ribellistici dei contadini e degli indios. L'Africa è la terra dei colpi di stato militari. Molti paesi islamici vivono forti conflitti interni sulla corretta applicazione della sharia, o tra movimenti religiosi e lo stato "laico". Miliardi di persone in Asia vivono sotto sistemi sociali rigidi. Mentre i conflitti tra stati sono molto diminuiti dalla fine del confronto Usa-Urss. Tutte queste lotte sembrano avere un detonatore comune: lo stato. È quanto sostiene Fabrizio Eva, geografo politico, autore tra l'altro di Cina e Giappone (2000)

piano sequenza

Afghanistan e media: il codice di autocensura

di Maso Notarianni

La guerra contro i talebani segna probabilmente il punto più basso dell'obiettività dell'informazione. Per troppo tempo non si sono potute dare notizie. Anche perché i morti tra i civili non interessavano i grandi mass media. Così gran parte di quello che appariva sui video era solo una caricatura della realtà. Troppo scomoda da raccontare fino in fondo. Ecco le riflessioni di Maso Notarianni, giornalista free lance, sulla sua esperienza dal fronte afghano

piano sequenza

Ok il prezzo è giusto

di Edward S. Herman

I morti degli attentati a New York e a Washington sono più importanti, hanno diritto a una commiserazione non dovuta al mezzo milione di bambini iracheni morti a causa delle sanzioni in atto da oltre dieci anni. Partendo da questa constatazione Edward S. Herman analizza il ruolo di intellettuali e media americani nella formazione del consenso. Anche di fronte a politiche militari assimilabili al terrorismo di stato. Herman è professore emerito di finanza alla Wharton school, dipartimento di economia dell'università della Pennsylvania. Tra i suoi libri: La fabbrica del consenso (con Noam Chomsky, 1998), Triumph of the Market. Essays on Economics, Politics, and the Media (1995), The Global Media: The New Missionaries of Global Capitalism (1997). Titolo originale di questo articolo pubblicato su ZNet: The Price is Worth it

dietro i fatti

La globalizzazione? Grande produttrice di povertà

di Mark Weisbrot, Robert Naiman e Joyce Kim

Neppure nel cuore dell'impero, gli Stati Uniti, la globalizzazione ha prodotto benefici effetti sul tenore di vita dei lavoratori. La retribuzione media reale negli States è la stessa di 28 anni fa. Mentre nei 27 anni precedenti il salario medio era cresciuto dell'80 per cento. Se poi analizziamo la situazione nel resto del mondo le cose vanno ancora peggio. Nei paesi meno sviluppati dal 1980 al 2000 la crescita economica ha subito un drastico rallentamento rispetto al periodo 1960-1980. In pratica, non esiste una zona del mondo che Fondo monetario internazionale e Banca mondiale possano additare come esempio di sviluppo determinato dai loro interventi economici. Ecco la documentata denuncia di Mark Weisbrot (uno dei direttori del Center for Economic and Policy Research, Cepr), Robert Naiman (analista politico) e Joyce Kim (ricercatrice). Questo articolo è stato pubblicato nei rapporti del Cepr con il titolo The Emperor Has No Growth. Declining Economic Growth Rates in the Era of Globalization

conversazioni

Sands School: la pratica della libertà

intervista a David Gribble

di Francesco Codello

Il fondatore della libertaria Sands school racconta la sua formazione di insegnante. I suoi metodi. Frutto di esperienze più che di teorizzazioni. Un approccio pragmatico e ragionevole per realizzare un'educazione capace di valorizzare appieno le potenzialità dei piccoli. Con una saggezza semplice, quanto profonda: i bambini imparano a usare la libertà se sono messi in condizione di essere liberi. Questo è il filo conduttore del colloquio di David Gribble, uno dei più originali pedagogisti contemporanei, con Francesco Codello, studioso di problemi dell'educazione

laboratorio

Strategie contro il dominio

di Saul Newman

L'anarchismo è per Friedrich Nietzsche l'erede più radicale dei valori democratici, è l'espressione più rabbiosa dell'istinto del gregge. Cerca di livellare le differenze tra gli individui, di abolire le distinzioni di classe, di radere al suolo le gerarchie, di rendere uguali potenti e diseredati, ricchi e poveri, servi e padroni.

pensiero eccentrico

Il potere della memoria: i musei

La proposta di privatizzare i musei agita un acceso dibattito sulla politica culturale. Ma non solo. Ci sono in gioco anche problemi economici. E soprattutto di immagine per i privati che gestiranno questi luoghi dove per secoli è stata ricostruita e modellata l'immagine della società attuale attraverso l'interpretazione del passato. E oggi da sorta di tempio laico del ricordo i musei si trasformano in momento di consumo della cultura. Sempre però all'insegna dell'orwelliano "chi controlla il passato controlla il futuro". Così esamina il problema musei Andrea Perin, architetto e allestitore di musei

pietra filosofale

Il femminismo ci ha cambiato la vita

di Pietro M. Toesca

Il movimento nato negli anni Sessanta ha rappresentato e rappresenta il principio di una grande trasformazione. Una trasformazione epocale. Per comprendere fino in fondo la portata del movimento delle donne bisogna con fermezza respingere l'obiezione principale alle ipotesi di cambiamento: l'esperienza storica relega tali prospettive nel regno dell'utopia. In effetti si tratta di situazioni che non sono di questo mondo, non sono mai state realizzate. Ma si possono prendere le distanze da un giudizio così assoluto: la storia non consiste nella ripetizione indeterminata di occasioni e situazioni, ma nell'accumulo di un patrimonio di opere che nascono da una progettazione funzionale alla costruzione dell'uomo. Cioè all'acquisizione della coscienza di sé e alla realizzazione delle condizioni per questa acquisizione da parte di un numero via via crescente di persone. In questa prospettiva l'irrompere alcuni decenni fa del femminismo rappresenta uno dei momenti di maggiore costruzione utopica. Ecco una rivisitazione della contestazione più radicale conosciuta dal mondo moderno secondo Pietro M. Toesca, filosofo, autore tra l'altro di Manuale per fondare una città (1994), Sulla fine del mondo (1997), Teoria del potere diffuso (1998)

senza confini

Si fa presto a dire Islam

di François Burgat

La dimensione composita del mondo musulmano ne rende difficile la comprensione. Soprattutto per chi guarda con occhio occidentale. Per di più l'Islam vive da tempo tendenze diverse. Perfino contrapposte. Fondamentalismo contro tendenze modernizzatrici. Così molti suggeriscono che dall'islamismo si sia entrati in una fase di postislamismo. François Burgat analizza lo stato attuale della società coranica e la sua rappresentazione. Burgat, politologo al Cnrs (Iremam, Aix en-Provence) e arabista, dirige il Centro francese di archeologia e scienze sociali di Sanaa (Yemen). È autore di L' Islamisme en face (1996). Questo articolo è stato pubblicato sulla rivista parigina Esprit (numero 277/2001). Titolo originale: De l'islamisme au postislamisme, vie et mort d'un concept distanza tra servi e padroni, il senso di differenza e superiorità da cui ebbero origine i grandi valori della civiltà europea. Nietzsche lo considera il peggiore eccesso del nichilismo europeo: la morte dei valori e della creatività. Perché espressione della morale del risentimento: l'odio dei deboli verso i forti. E Nietzsche lo interpreta come un sentimento di negatività assoluta, come la tendenza a negare l'autoaffermazione della vita, dicendo "no" a ciò che è diverso, ciò che è estraneo, ciò che è altro. Una visione particolare dell'anarchismo e che soprattutto ne dà un'immagine falsata. Ma le critiche di Nietzsche possono essere utilizzate per puntualizzare le contraddizioni dell'anarchismo classico e per ipotizzare possibili percorsi del post-anarchismo. È quanto propone Saul Newman, ricercatore al dipartimento di sociologia dell'australiana Macquarie University in questo saggio (titolo originale: Anarchism and the politics of Ressentiment) pubblicato sulla rivista online Muse.

lanterna magica libraria

Incredibile: un anarchico di successo

intervista ad Andrea De Carlo

di Mauro Suttora

Non piace ai critici di regime, però i suoi libri sono tutti dei best seller. Anzi, dei long seller. Così come succedeva a Carlo Cassola. E i personaggi dei dodici romanzi di De Carlo sono tutti dei ribelli, che mettono in discussione le istituzioni gerarchiche della società. De Carlo è uno scrittore solo apparentemente "impolitico" perché, inguaribile libertario, odia il potere

lanterna magica forme e colori

L'apocalisse del terzo millennio

intervista a Enrico Baj

di Franco Buncuga

Palazzo delle esposizioni a Roma. Galleria Marconi e Galleria san Carlo a Milano. Tre mostre hanno festeggiato i cinquant'anni di attività di Enrico Baj. L'autore del grande quadro I funerali dell'anarchico Pinelli. E nel frattempo esce un libro a quattro mani di Baj e Paul Virilio: Discorso sull'orrore dell'arte (Elèuthera). Una buona occasione per uno scambio di opinioni con questo artista scomodo

archivio

Randolph Bourne: dalla democrazia all'anarchia

Ecco gli scritti di un libertario del New Jersey contro la guerra. In questo caso si tratta della prima guerra mondiale. Ma sono opinioni che potrebbero essere state elaborate oggi. Tanta è l'attualità dei temi proposti. Bourne è un libertario quasi sconosciuto in Italia, ma durante il secolo scorso ha esercitato una discreta influenza sugli intellettuali americani. Una buona occasione per saperne di più
 
 
 
       

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