Libertaria n. 1 - 2003


QUELLI CHE... SONO CONTRO L'ALTERNATIVA
Attentati, invii di pacchi-bomba. E subito poliziotti, inquirenti, giornali e televisioni li attribuiscono ad anarchici un po’ particolari: anarco-insurrezionalisti. Anche se le rivendicazioni, quando ci sono, rinviano a gruppi sconosciuti. Non si sa chi mette queste bombette. Ma una cosa è certa: si muove contro il rinato "movimento".

dietro i fatti - 1

CAFFARO UN SECOLO DI VELENI

di Marino Ruzzenenti

FOTOGALLERY

Da poco tempo è diventato un caso nazionale, ma è dalla fine dell’Ottocento che un’industria chimica, collocata nel centro abitato di Brescia, inquina. E uccide. Si è fatto di tutto per denunciare i pericoli rappresentati dalla Caffaro, eppure la voce della popolazione è rimasta inascoltata per anni e anni. Anche adesso, nonostante l’emergenza sia chiara a tutti, la fabbrica è ancora in attività. E la bonifica del vasto territorio avvelenato è di là da venire. Nessuno paga. O meglio, c'è chi sta già pagando. Per esempio, un contadino cui hanno abbattuto tutti gli animali, che non può più coltivare i suoi campi resi infetti. Ma per lui non ci sono risarcimenti. Questa è una storia incredibile, ma tutta vera raccontata da Marino Ruzzenenti, insegnante di italiano e storia a Brescia. Ruzzenenti ha collaborato con la Fondazione Luigi Micheletti di Brescia e fa parte della redazione del mensile dei missionari saveriani Missione oggi. Collabora alla rivista on line, diretta da Giorgio Nebbia, altro Novecento. Ambiente, tecnica e società. Tra i suoi libri: Un secolo di cloro e… Pcb. Storia delle industrie Caffaro di Brescia (2001), Gastone Sclavi e la stagione dei Consigli (con Roberto Cucchini, 2000), A come ambiente. Corso di educazione ambientale (con Paola Costa e Giorgio Nebbia, 1998), Il movimento operaio bresciano nella resistenza (1975)

dietro i fatti - 2
MONFALCONE: BRUCIATI DALL’AMIANTO

di Massimo Annibale Rossi

L’hanno definito il porto dei veleni. A ragione. Gli operai della Fincantieri continuano a morire. Di asbestosi. Perché nei cantieri della città goriziana si è voluto ignorare per decenni che quel minerale uccideva chi ne veniva a contatto. Uno scandalo che non ha colpevoli. Come succede quasi sempre quando ci sono in gioco grossi interessi economici. Massimo Annibale Rossi, ricercatore e operatore sociale, riscostruisce questa storia di criminalità industriale

dietro i fatti - 3
I MIGRANTI DELLA GLOBALIZZAZIONE

di Marco A. Pirrone

Le trasformazioni determinate dalla nuova era in cui viviamo hanno profondamente modificato i movimenti di popolazione da un paese all’altro. Permangono e si acuiscono le diseguaglianze e gli squilibri economico-sociali, ma cambiano i flussi migratori. I percorsi non sono necessariamente più quelli tradizionali: da Sud a Nord. Marco A. Pirrone, sociologo dello sviluppo, analizza questa nuova realtà. Una realtà ancora poco conosciuta nonostante l’abbondanza di informazioni teoricamente possibile

pietra filosofale
INDIMENTICABILE IVAN

di Franco La Cecla

Il 2 dicembre 2002 è morto Ivan Illich, uno dei più grandi pensatori del Novecento. Autore di saggi che hanno lasciato un segno profondo nell’analisi della società e delle istituzioni. Ma osteggiato dalle varie chiese (lui cattolico) religiose e laiche. Per questo veniva spesso definito "anarchico" dando al termine una connotazione negativa. Forse Illich anarchico non era, ma sicuramente era vicino alle tematiche, alle problematiche, alle proposte positive dell’anarchismo. Di lui ricordiamo Nello specchio del passato (1992), H2O e le acque dell’oblio (1988), Il lavoro ombra (1985), Per una storia dei bisogni (1985), Il genere e il sesso (1982), Nemesi medica (1997 e 1991), La convivialità (1974 e 1991), Rovesciare le istituzioni (1973). Per i tipi di Elèuthera è uscito Conversazioni con Ivan Illich, in corso di ripubblicazione. Qui Franco La Cecla, antropologo e amico-allievo di Illich, ne tratteggia sinteticamente l’attività culturale

pietra filosofale - 2
LIBERI PERCHE’ GIUSTI

di Pietro M. Toesca

Negli ultimi due secoli si è assistito a una contrapposizione tra l’ideale di giustizia e quello di libertà. È il risultato di concezioni riduzioniste sia di giustizia sia di libertà. Perché la prima viene intesa come eguaglianza nelle cose, la seconda come attitudine dello spirito. Visioni, paradossalmente, asociali, riduttive della politica: l’una all’economia, l’altra a formale garanzia della morale personale. Mentre libertà e giustizia sono le ragioni fondanti della società politica. Perché una società non libera e non giusta è politicamente contraddittoria. Così Pietro M. Toesca affronta uno dei nodi rilevanti dell’uomo nella società. Toesca, filosofo, è autore, tra l’altro, di Il falso scopo. Fenomenologia della fine del mondo (2002), Teoria del potere diffuso (1998), Manuale per fondare una città (1994)

piano sequenza - 1
CON LA SCUSA DEL TERRORISMO

di Tony Bunyan

La "guerra al terrorismo" si è presto convertita in un’ininterrotta "guerra per la libertà e la democrazia". E in suo nome si stanno stabilendo nuove norme. Trasparenza, indagini accurate e tutela dei diritti umani costituiscono lussi cui è doveroso rinunciare per difendere l’ordine costituito. Così se milioni di persone manifestano, in modo del tutto legittimo, contro governi e organismi internazionali e avvengono "distruzioni di proprietà private che provocano gravi danni economici" queste persone diventano automaticamente "terroristi". E infatti per una lista di 32 reati non c’è più la necessità di nessun intervento di verifica giudiziaria. Lo stato che chiede l’estradizione deve semplicemente dichiarare che una certa persona è ricercata per uno dei reati presenti nell’elenco. E così viene arrestata e processata. Non c’è più l’habeas corpus, non c’è nessuna possibilità d’appello, nessun diritto di fronte al sospetto. Questi sono solo alcuni esempi del restringimento delle libertà a cui si assiste in Europa dopo gli attentati dell’11 settembre 2001. Ecco la puntuale ricostruzione di questa situazione fatta da Tony Bunyan, giornalista e membro di Statewatch, una organizzazione non governativa londinese per difesa delle libertà civili in Europa

piano sequenza - 2
LE BOMBE SULL’IRAQ? SARANNO SUPER

di Vito Altobello

Ecco le armi micidiali che industria bellica statunitense, Pentagono, Cia e governo di George Bush vogliono sperimentare nella nuova guerra del Golfo. Un arsenale impressionante analizzato da un ex ufficiale americano impegnato all’inizio degli anni Novanta nella guerra contro Saddam Hussein, la famosa operazione "Desert Storm", e attualmente consigliere del Center for Defense Information. Si tratta di armi potentissime, tecnologicamente avanzate. Superbombe, ma con una precisione chirurgica. Per limitare i danni alla popolazione. Dicono... Ma non è vero

conversazioni
BISOGNA CREDERE NELLE UTOPIE
Intervista a Paco Ignacio Taibo II

di Gian Mauro Costa

Il suo spirito libertario si esprime in modo chiaro con Il fantasma di Zapata, pubblicato in Italia nel 1998. Ma quasi tutta la produzione di questo affascinante scrittore lascia intravedere la sua vena anarchicheggiante. Nato in Spagna, a Gijón, nel 1949, Paco Ignacio Taibo II dal 1958 vive a Città del Messico. Docente universitario, storico e giornalista, è soprattutto autore di romanzi: Rivoluzionario di passaggio (1996), Sentendo il campo di battaglia (1996), Ma tu lo sai che è impossibile (1997) Arcangeli (1998). Ombre nell’ombra (1996), Ritornano le ombre (2002), e quelli che compongono la serie del detective Héctor Belascoarán: Giorni di battaglia (1998), Qualche nuvola (1998), Niente lieto fine (2001). Ma anche la biografia di Ernesto Che Guevara, Senza perdere la tenerezza (1997). Gian Mauro Costa, giornalista e scrittore, lo ha intervistato durante un viaggio di Taibo II a Palermo

rifrazioni - 1
LE NUOVE ÉLITE DEL SAPERE

di Salvo Vaccaro

La globalizzazione sta determinando una nuova dislocazione delle conoscenze. Quelle utili e funzionali vengono accentrate in spazi elitari e costosi, il cui accesso è regolato non solo dal medium del denaro, ma anche dalle relazioni sociali. Certo, è sempre avvenuto. Ma ora assistiamo a un salto di qualità. Che prefigura una nuova gerarchia sociale. Nasce la scuola-azienda, destinata alla progressiva deculturazione delle masse di individui, non più cittadini bensì atomi plurali. Tanto che oggi il nuovo capitale fisso è costituito dall’insieme dei rapporti sociali e di vita, dalle modalità di produzione e di acquisizione delle informazioni che, sedimentandosi nella forza-lavoro, vengono poi attivate lungo i processi di produzione. È la nascita della classe dei produttori immateriali postfordisti.

rifrazioni - 2
QUELLA SCUOLA CREATA DAGLI STUDENTI

di Francesco Codello

Ecco l’esperienza di un particolarissimo esperimento pedagogico norvegese: il Forsoksgymnaset. Questo, infatti, è l’unico istituto al mondo nato per iniziativa di tre ragazzi di Oslo. Un storia di educazione libertaria iniziata 35 anni fa. Una sorta di comunità che opera all’insegna della solidarietà, della collaborazione e dell’aiuto reciproco

rifrazioni - 3
I GUARDIANI DELLA "FIACCOLA"

di Esther Kaplan

Questo è un articolo apparso sul famoso settimanale di New York The Village Voice il 30 gennaio 2002 (titolo originale: Anarchy watch, keepers of the flane). Un articolo scritto prima del World Economic Forum, ma Libertaria lo propone perché è uno strumento utile per capire il fermento libertario e anarchico che si sta sviluppando negli Stati Uniti, soprattutto a New York. E anche per un altro motivo: vedere come un giornale alternativo, ma sicuramente contro la violenza, rappresenta i gruppi definiti black bloc. Insomma, questo articolo serve per conoscere, così come lo è stata l’intervista al cosiddetto teorico dei black bloc John Zerzan che Libertaria ha pubblicato sul numero 4/2002, ottobre-dicembre (Avremo un futuro se sarà primitivo)

laboratorio
A PROPOSITO DI ANARCHIA

di Michael Albert

Nel movimento libertario nordamericano è in corso, da tempo, un dibattito su come impostare una coerente azione politico-sociale. Qui Michael Albert, redattore di Z Magazine e autore di Looking Forward (1991) fa alcune semplici proposte. Forse non innovative per i lettori del vecchio continente. Ma che sicuramente rappresentano un approccio concreto, realistico. Insomma tesi da discutere

lanterna magica libraria
LA MEMORIA SEPOLTA

di Lorenzo Pezzica

Due libri importanti. Perché aprono una pagina che troppi volevano occultare: Le stragi nascoste di Mimmo Franzinelli e I lager in Italia di Fabio Galluccio. Non sono soltanto testi su crimini nazisti e fascisti, ma documentati atti d’accusa

archivio
QUANDO I BUROCRATI PRESERO IL POTERE

di Paolo Sensini

Nel 1939 esce in forma quasi clandestina un libro destinato a rivoluzionare l’analisi sull’Unione Sovietica e sul nuovo potere nelle società occidentali. Il titolo? La Bureaucratisation du Monde. L’autore? Bruno Rizzi. Un geniale autodidatta che per primo intuisce cosa è successo in Russia dopo la rivoluzione d’ottobre. Non è stata tradita una rivoluzione, come sosteneva Lev Trotzkij, ma quel grande evento aveva portato al potere una nuova classe sfruttatrice. Diversa da quella capitalista, perché trovava la sua giustificazione non nella proprietà privata dei mezzi di produzione, bensì in una sorta di "proprietà di classe" esercitata in virtù delle conoscenze tecniche, scientifiche, amministrative. E un fenomeno analogo si attuava, sempre negli anni Trenta, nella Germania nazista e nell’Italia fascista. Senza dimenticare l’America del New Deal. Rizzi è stato un pensatore occultato e dimenticato. Adesso esce la prima edizione integrale del suo La burocratizzazione del mondo. Un’edizione curata dal giovane studioso Paolo Sensini, autore di questo saggio per Libertaria."Gli pseudocontestatori di oggi […] non vogliono mai vedere la pratica reale del loro tempo; perché è troppo triste per le loro frigide speranze. Lo stato non lo ignora, e ne approfitta." Guy Debord, Commentari sulla società dello spettacolo

 

 
 
 
       

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