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IL
FUTURO NON E' PIU' QUELLO DI UNA VOLTA
La società in cui viviamo ha
smesso di pensare al futuro? Certo. E
come potrebbe essere altrimenti in un
mondo dove i potenti uccidono il sogno
mentre fanno uccidere gli uomini? E questo
2004 si apre all'insegna del pessimismo.
Eppure gli irriducibili utopisti non potrebbero
avere occasione igliore per rilanciare
la voglia di cambiare. In meglio.
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dietro
i fatti
Democrazia.
Così la esportano gli Stati Uniti
di
Stephen Zunes
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Ha
scatenato la guerra contro l'Iraq per distruggere
armi di distruzione di massa inesistenti
e per portare la democrazia in quel paese
oppresso da una feroce dittatura. Così,
mentre occupa militarmente l'Iraq, il governo
americano giustifica il proprio aiuto ai
regimi autocratici del Medio Oriente, dell'Africa
settentrionale e dell'Asia centrale. Presentati
come mezzi discutibili ma indispensabili
per eliminare l'opposizione islamica. Una
motivazione analoga a quanto proclamava
durante la guerra fredda: sostenere i governi
repressivi di destra in nome dell'anticomunismo.
Il risultato è simile: la mancanza di un'apertura
politica spinge vasti settori della popolazione
oppressa verso movimenti di opposizione
clandestini. Spesso violenti e autoritari.
Qui Stephen Zunes analizza la politica di
sostegno degli Stati Uniti nei confronti
di paesi dittatoriali o di "democrazie militarizzate"
come Israele. Zunes è docente di scienze
politiche all'università di San Francisco
ed è autore di Tinderbox: U.S. Middle East
Policy and the Roots of Terrorism (2002).
Titolo originale di questo articolo: Noble
Rhetoric Supports Democracy While Ignoble
Policies Support Repression (Foreign Policy
In Focus, www.fpif.org) |
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dietro
i fatti
Palestina:
quella casa della zona C
di
Massimo Annibale Rossi
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Questa
è la storia di una casa costruita da una
famiglia di palestinesi alla periferia di
Gerusalemme est. Ma subito rasa al suolo
dalle autorità israeliane. Casa abusiva?
No, ma qualche cavillo, qualche pretesto
si trova sempre. Però i "costruttori", Salim
e sua moglie Arabia, sono testardi. Così
la casa viene ricostruita e poi ancora distrutta.
Una sequenza che alla fine diventa un caso
politico. Sostenuto anche da pacifisti israeliani.
Tanto che quella casa oggi è un centro per
la pace. Racconta questa "storia esemplare"
Massimo Annibale Rossi, ricercatore e operatore
sociale |
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osservatorio
Droga:
il vizio di proibire
di
Rodrigo Andrea Rivas
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Tutti
sanno che il proibizionismo non fa diminuire
l'uso di sostanze stupefacenti, ma alimenta
i circuiti illegali in mano alla criminalità
organizzata e alla microcriminalità degli
spacciatori. Eppure il governo di centrodestra
ha scelto la "linea dura". Mentre la sinistra
sbraita, ma non fa proposte. Qui Rodrigo
Andrea Rivas, economista e anni fa direttore
di Radio Popolare, avanza delle ragionevoli,
quindi "difficili", indicazioni per affrontare
dal basso il problema droga |
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piano
sequenza
A
destra di Porto Alegre
di
Marco Fraquelli
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Sono
contro l'impero capitalista guidato dagli
Stati Uniti. Rivendicano la riscoperta della
dimensione comunitaria contro il globalismo.
Tra i loro referenti teorici ci sono intellettuali
libertari come Noam Chomsky o miti della
cultura di sinistra comunista come Che Guevara
e Mao. Ma il loro cuore batte per le naziste
SS. E la loro cultura si fonda su scrittori
come Leon Degrelle, Pierre Drieu La Rochelle
o Julius Evola. Il loro intellettuale di
spicco è Alain de Benoist. Combattono il
globalismo delle multinazionali yankee.
Ripropongono una società gerarchica non
fondata sul denaro ma sull'ordine naturale:
aristocratico e feudale. Quindi contro i
"signori del denaro": gli ebrei. Sono i
no global della destra radicale. Li analizza
Marco Fraquelli, studioso della cultura
di destra e autore di Il filosofo proibito.
Tradizione e reazione nell'opera di Julius
Evola (1994) |
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piano
sequenza
Viaggio
nell'estrema destra europea
di
Giorgia Bulli
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Chi
sono, cosa fanno, quali temi agitano. Che
programmi propongono agli elettori i partiti
della estrema destra in Europa. Dal Front
National a Forza Nuova, da Aktion Neue Rechte
alla Npd, dalla Deutsche Alternative a Ordre
Nouveau, da Deutsche Volksunion alla Fpö
al Vlaams Blok... Ecco una ragionata mappa
di questa tendenza politica fatta da Giorgia
Bulli, dottoranda di ricerca in scienza
della politica all'università di Firenze.
Bulli, studiosa dei partiti populisti e
di estrema destra in Europa, fa parte del
gruppo di ricerca interuniversitario (Firenze,
Bologna, Catania e Trieste) sul mutamento
dei partiti in Italia |
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dibattito
Le
rivluzioni dei revisionisti e la storiografia
dei libertari
di
Pietro Adamo
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Sulla
base di un progetto culturale antimoderno
di ampio respiro i revisionisti hanno saputo
confutare molti luoghi comuni prodotti dalla
storiografia progressista, fatta e concepita
da sinistra. Soprattutto quelli che riguardano
l'interpretazione delle rivoluzioni dell'età
moderna. Ma forse esiste un altro modo per
sfruttare gli esiti della più recente ricerca.
Un modo che valorizza gli assunti e gli
obiettivi di una storiografia libertaria.
È questa l'ipotesi di Pietro Adamo, storico,
autore di Il dio dei blasfemi. Anarchici
e libertini nella rivoluzione inglese (1993),
La libertà dei santi (1998) e La città e
gli idoli (1999) |
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laboratorio
Se
la democrazia è selvaggia profuma
d'anarchia
di
Miguel Abensour
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La
democrazia selvaggia può essere definita
anarchica? Certo. Perché, essendo slegata
dalla tradizione, è aperta alla lotta degli
uomini, risveglia la sua forza istituente
sempre in eccesso rispetto alle forme istituite.
Ma la democrazia selvaggia è anche rivoluzione
antitotalitaria. Rivoluzione plurale capace
di distinguere fra il polo dell'istituzione
collettiva e quello della differenziazione
sociale, e quindi non cede all'illusione
della scomparsa del politico. Costruire
un'idea libertaria della democrazia, dunque,
significa pensarla selvaggia. Il riferimento
libertario, infatti, sfugge alle categorie
ideologiche. Indica un atteggiamento che
non può codificarsi né consolidarsi in dottrina.
Libertario è colui che osa parlare quando
tutti tacciono, il contraddittore pubblico
che osa rompere il muro del silenzio per
far sentire la voce intempestiva della libertà.
Il nesso fra libertario e selvaggio chiarisce
la particolarità della democrazia: rifiuto
della sottomissione all'ordine costituito,
dissoluzione dei punti di riferimento della
certezza. Da questa premessa muove l'analisi
di Miguel Abensour fondata sui testi di
Claude Lefort e Reiner Schürmann. Abensour,
filosofo, docente all'Université Paris VII,
è autore, tra l'altro, di L'utopie de Thomas
More a Walter Benjamin (2000), De la compacité:
architectures et regimes totalitaires (1997),
La démocratie contre l'etat. Marx et le
moment machiavélien (1997). Titolo originale
dell'articolo: "Démcratie sauvage" et "principe
d'anarchie" (Les Cahiers de Philosophie,
numero 18, 1994/1995) |
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pensiero
eccentrico
Berlusconi
liberale? Nemmeno per sogno. Parola di
John Locke
di
Persio Tincani
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Il
filosofo campione del liberalismo boccerebbe
senza alcuna perplessità il governo "liberale"
guidato da Silvio Berlusconi. Anzi la sua
condotta poltica autorizzerebbe i cittadini
a insorgere per rovesciarlo. Perché "il
diritto di resistenza" è per Locke il diritto
del popolo di opporsi a un governo illegittimo
con mezzi diversi da quelli messi a disposizione
dalle istituzioni. Insomma, Berlusconi nega
nella pratica le stesse idee a cui pretende
ispirarsi. È la documentata (e ironica)
tesi di Persio Tincani, filosofo politico,
autore, tra l'altro, di Giustizia, ingiustizia,
sfortuna in Il politico, n. 1/2002, Chi
sono le parti? Per una posizione pre-originaria
in Libertà fondamentali in John Rawls (2002),
Un vestito nuovo per l'imperatore. Considerazioni
sulla fenomenologia del potere in Sociologia
del diritto (2004) e Argomenti di giustizia
distributiva (2004) |
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Luciano
Caprile
Enrico
Baj: fustigatore del potere
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Due
mostre, a Varese e a Milano, hanno recentemente
riproposto l'opera di Enrico Baj morto il
16 giugno 2003. Artista libertario poliedrico,
immaginifico, imprevedibile patafisico e
perciò nemico dello "stile", cioè la ripetitività
su cui troppo spesso si adagiano molti artisti,
Baj ha però una costante: essere contro
il potere. Qui ne traccia il percorso culturale
e artistico Luciano Caprile, critico d'arte
e amico di Baj. Caprile collabora ai quotidiani
Il Sole 24 Ore, Il Mattino, Il Secolo XIX
e alle riviste Arte in e Nuova Meta. È autore,
tra l'altro, per i tipi di Elèuthera, di
Conversazioni con Enrico Baj. Mezzo secolo
di avanguardie (1997) |
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lanterna
magica / libraria
Il
fascismo
di
Francesco Berti
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Tre
libri fra loro collegati: Squadristi di
Mimmo Franzinelli, Oltretorrente di Pino
Cacucci e Gli arditi del popolo di Luigi
Balsamini. Tra fascismo lanciato verso il
potere mentre dà la "caccia ai rossi" e
resistenza armata degli arditi. Tre libri
che analizzano da angolature diverse la
resistibile ascesa di Benito Mussolini.
Li racconta Francesco Berti, storico delle
dottrine politiche |
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