Libertaria n. 1 - 2005


INVENTIAMO NUOVE REGOLE DEL GIOCO
L'involuzione istituzionale del movimento no-new global sembra ormai inarrestabile. Involuzione che porta il cosiddetto movimento dei movimenti a scimmiottare le forme della politica dei potenti. Ma c'e un modo per realizzare istituzioni realmente partecipate da tutti? C'è un modo per sfuggire alla trappola della delega della democrazia rappresentativa?

piano sequenza

La scuola sta morendo

di Francesco Codello

O meglio è morta. Purtroppo. Uccisa dal suo nuovo modo di essere: "l'insegnamento dell'ignoranza". La scuola trasmette un "sapere" richiesto dalle leggi dell'economia globalizzata e dai canoni della flessibilità e adattabilità del mercato del lavoro. E non bastano per resuscitare il cadavere-scuola i tanti lodevoli sforzi di insegnanti non allineati ai dettami dell'istituzione. Questa è la lucida, ma disperante analisi di Francesco Codello, studioso di problemi pedagogici e autore di La buona educazione (2005)
dietro i fatti

By-pass Palestina

di Massimo Annibale Rossi

FOTOGALLERY

Il pragmatismo sionista di Ariel Sharon con la decisione di abbandonare entro il 2005 la Striscia di Gaza sta alimentando l'opposizione dei gruppi religiosi israeliani e dei partiti che li rappresentano. E neppure l'elezione di Abu Mazen a capo della Autorità palestinese sembra, almeno nel breve periodo, poter influenzare una migliore "coabitazione" fra israeliani e palestinesi. Soprattutto per l'intransigenza di movimenti come le Donne in verde. Di cui Massimo Annibale Rossi ha intervistato il portavoce

Nassiriya: l'informazione ufficiale
intervista a Luca Fazzo

di Vito Altobello

Che cosa sappiamo di quanto accade realmente in Iraq? Non molto. E solo quello che i comandi delle forze armate vogliono che si sappia. Non è una novità, ma è interessante conoscere che cosa accade quotidianamente ai giornalisti inviati in quel paese mediorientale. Ecco che cosa racconta a Libertaria Luca Fazzo, giornalista di la Repubblica dopo essere tornato in Italia

Il traffico delle donne

di Daniela Danna

L'approccio più diffuso alla "questione prostituzione" rispecchia ancora i toni e le reazioni di un secolo fa. Tanto che appaiono di assoluta attualità le critiche e le analisi formulate dall'anarchica Emma Goldman agli inizi del Novecento. Qui Daniela Danna (sociologa, autrice di Donne di mondo. Commercio del sesso e controllo statale, Elèuthera, 2004) descrive le nuove-antiche forme del commercio sessuale

Laboratorio

La democrazia: processo e regime

di Cornelius Castoriadis

Il fine della politica non è la felicità, ma la libertà. La libertà effettiva è quella che Cornelius Castoriadis chiama autonomia. L'autonomia della collettività, che si realizza solo attraverso l'autoistituzione e l'autogoverno espliciti, non è concepibile senza l'autonomia effettiva degli individui che la compongono. È vero, però, anche il contrario: l'autonomia degli individui è inconcepibile e impossibile senza l'autonomia della collettività. Che cosa vuol dire, com'è possibile, che cosa presuppone l'autonomia degli individui? Come si può essere liberi se non si è posti obbligatoriamente sotto la legge sociale? C'è una prima condizione: bisogna avere la possibilità effettiva di partecipare alla formazione della legge (dell'istituzione). Un individuo non può essere libero sotto la legge se non può dire che questa legge è la sua, che ha avuto la possibilità di partecipare alla sua formazione. Anche se non hanno prevalso le sue preferenze. E inoltre la libertà personale è funzione della libertà effettiva degli altri. Queste le premesse da cui parte Castoriadis (1922-1997) per definire i punti fondanti di una "completa" democrazia. Tra le sue opere tradotte in italiano ricordiamo: La Comune di Parigi del maggio 1968 (con Edgar Morin e Claude Lefort, 1968); La società burocratica, 1. I rapporti di produzione in Russia (1978); La società burocratica, 2. La rivoluzione contro la burocrazia (1979); L'immaginario capovolto (con Eduardo Colombo e Pierre Ansart, 1987); Gli incroci del labirinto (1988); L'istituzione immaginaria della società (1995). Fra le opere in francese: Devant la guerre (1981); De l'écologie à l'autonomie (1981); Domaines de l'homme (1986); Le monde morcelé (1990); La montée de l'insignifiance (1996). Da quest'ultimo libro è tratto il saggio qui pubblicato. Titolo originale: La démocratie comme procédure et comme régime.

Quando hanno rubato la volontà popolare

di Eduardo Colombo

"Comunque sia, nel momento in cui un popolo si dà dei rappresentanti, non è più libero; non esiste più" Jean-Jacques Rousseau, Il contratto sociale Sotto lo spazio in cui si dispiega la democrazia moderna si nasconde la chiave dell'ordine rappresentativo: il potere politico si manifesta come dipendente dalla società. In questo spazio pubblico della rappresentazione la minoranza che comanda deve trovare nella società stessa e nelle regole di funzionamento la sua legittimazione perché, a differenza del monarca, non può accampare alcuna investitura trascendente. È il regime dell'oligarchia politico-finanziaria regnante che si fa chiamare democrazia rappresentativa. In questo modo il significato di democrazia usato dai greci e nel periodo iniziale della rivoluzione francese ha subìto uno stravolgimento semantico. E il potere reale è accaparrato dalla minoranza. Ecco l'analisi della democrazia rappresentativa contrapposta a quella diretta di Eduardo Colombo, psicoanalista, redattore della rivista semestrale francese Réfractions e autore fra l'altro di L'immaginario capovolto (con Cornelius Castoriadis e Pierre Ansart, 1987), Anarchia, obbligo sociale e obbedienza, in Le ragioni dell'anarchia (Volontà, n. 3-4/1996), El Espacio político de la Anarquía (2000). Titolo originale dell'articolo: L'escamotage de la volonté in Démocratie, la volonté du peuple? (Réfractions, n. 12/2004)

Rifrazioni

A Chatila è tutto un altro film

di Antonella Arcomano

"Tornare in Palestina" è la risposta che danno i bambini di Chatila, campo profughi in Libano e teatro (come Sabra) nel settembre 1982 di un massacro di palestinesi a opera di milizie maronite sotto l'occhio accondiscendente dei soldati israeliani e dell'allora ministro della difesa Ariel Sharon. Quei bambini, quarta generazione di profughi, non hanno speranze professionali nel Libano che mal li sopporta. Per aiutarli ad avere sogni fatti non solo di rimpianto per una terra che nemmeno conoscono, Mo'ataz Dajani, fondatore dell'organizzazione no profit Al Jana, ha dato il via a un progetto che vede i piccoli palestinesi girare film da loro ideati. Racconta questa esperienza Antonella Arcomano, giornalista free lance trasferitasi da Milano a Beirut

Le nuove frontiere dell'identità

di Fernando Aínsa

Tre processi caratterizzano la nostra epoca. Il primo: nascono culture della diaspora come risultato delle emigrazioni dal Sud al Nord del mondo. Il secondo: l'importanza crescente delle figure dell'esodo e dell'esilio, l'esaltazione della "condizione nomade". Il terzo: la moltiplicazione dei circuiti di circolazione e diffusione. Partendo da questi tre fenomeni Fernando Aínsa sostiene che il processo in cui si realizza la costruzione di un'identità non necessariamente fondata sui canoni di territorio, etnia o lingua può costruirsi al di fuori dell'alienazione determinata dalla globalizzazione economica. Per Aínsa bisogna inventare uno sguardo su noi stessi che sia molteplice, polifonico e pluralista. Aínsa, scrittore e saggista, ha dedicato vari saggi al tema dell'utopia. Tra gli altri: Los buscadores de la utopía (1977), Necesidad de la utopía (1990), Historia, mito y utopía de la Ciudad de los Césares (1992), De la Edad de Oro a El Dorado (1992) e La reconstrucción de la utopía (1999) ed Espacios del imaginario latinoamericano. Propuestas de geopoética (2002)

persone

Veronelli vino e libertà

di Ferro Piludu

Si definiva anarcoenogastronomo. Era infatti un buon anarchico che si batteva per riqualificare il ruolo di contadini, produttori agricoli, enologi, cuochi... Luigi Veronelli (1926-2004) ha dedicato la sua vita alla ricerca della qualità della vita. Per contribuire alla costruzione di un'anarchia gioiosa capace di bandire la violenza che attanaglia questo mondo fatto di oppressione e sfruttamento. Lo ricorda, con tutta la redazione, Ferro Piludu, il progettista della grafica di Libertaria, ma anche di altre pubblicazioni anarchiche, curatore delle copertine di Eléuthera e autore di Segno libero (1981 e 1986)

Giordano Bruno, una vita come eresia

di Guido Zingari

Nel febbraio del 1600 veniva messo al rogo Giordano Bruno. Pensatore eclettico, insofferente delle "verità" precostituite, dei dogmi. Bruciandolo in Campo de' Fiori a Roma, la chiesa cattolica pensava di chiudere per sempre una voce scomoda per il suo potere. Si sbagliava. Guido Zingari tratteggia la figura e le opere del filosofo nolano. Zingari è ricercatore di filosofia del linguaggio all'università di Roma (Tor Vergata). Ha pubblicato, oltre a una introduzione al pensiero di Martin Heidegger (1983) e di Gottfried Wilhelm Leibniz (1991), i volumi: Leibniz, Hegel e l'Idealismo tedesco (1990); Oscenità Interiori. Verità ambigue e retoriche perverse (1999); Il pensiero in fumo. Giordano Bruno e Pier Paolo Pasolini. Gli eretici totali (1999); Speculum possibilitatis. La filosofia e l'idea di possibile (2000)

pensiero eccentrico

L'etica della morte

di Pietro Adamo

Il dibattito-scontro sulla procreazione assistita vede una contrapposizione che non tiene conto di un aspetto fondamentale: la proprietà del proprio corpo. I "ricristianizzatori" della società vogliono limitare le libertà individuali in nome di un'etica ultraterrena, mentre i sostenitori di più ampie libertà si muovono in un'ottica utilitaristica: evitare sofferenze, ridurre i danni, aumentare il benessere. Nessuno però accenna al diritto individuale di poter decidere sulle cose che riguardano la sfera personale. Discorso analogo avviene su temi come l'aborto, l'eutanasia, il suicidio... Qui Pietro Adamo, storico, rivaluta la prospettiva individualistica del problema. Tra le sue opere: Il dio dei blasfemi. Anarchici e libertini nella rivoluzione inglese (1993), Il porno di massa (2004). Ha inoltre curato: Pensiero e dinamite. Gli anarchici e la violenza (2004), Camillo Berneri, Anarchia e società aperta (2001)

Conversazioni

Fare i conti con l'an-anarchico Nietzsche

intervista ad Alberto Giovanni Biuso di Franco Melandri

Friedrich Nietzsche è un pensatore a volte oscuro, a volte dirompente, a volte irruente. Per decenni è stato considerato un filosofo collegabile al nazismo. Ma oggi quella possiamo definirla una lettura distorta perché gli spazi intellettuali che il filosofo tedesco apre non sono inscrivibili nella vulgata "inventata" dai teorici del Terzo Reich. No, il "superuomo" capace di andare "al di là del bene e del male" è qualcosa di più complesso. È, forse, una sfida anarchica al dominio e alla sua riproduzione. Di questo discorre Franco Melandri con Alberto Giovanni Biuso, docente di filosofia della mente all'università di Catania

lanterna magica/libraria

Il villaggio del potere nascente

di Persio Tincani

Il film The Village ci racconta il mito fondatore della società divisa tra dominati e dominatori. La "nobile menzogna" di Socrate che ripetono i pochi per conquistare l'obbedienza dei tanti. E gli innumerevoli delitti che si commettono per mantenere il potere. Questa la chiave interpretativa secondo Persio Tincani, filosofo politico, del film diretto da Manoj Night Shyamalan

 

 
 
 
       

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