Libertaria n. 1/2 - 2007


LIBERISMO SOTTO CONTROLLO
Si apre un nuovo fronte di competizione fra manager pubblici e privati. Il segnale è dato dalla nascita del Fondo italiano per le infrastrutture. Controllato dalla Cassa depositi e prestiti, grandi istituti di credito e fondazioni bancarie. Per rilanciare l'economia mista. Di cui era un tempo alfiere l'Iri.

dietro i fatti

Che capitalismo c'è negli Usa? Sorpresa: di stato

di Sbancor

Altro che paese del libero mercato e della concorrenza. L'economia degli Stati Uniti poggia sulle commesse governative. In primo luogo quelle militari. Seconda guerra mondiale, guerra in Corea, decenni di guerra fredda, Vietnam, Iraq 1, Afghanistan, Iraq 2 sono i nodi strategici che hanno permesso agli Stati Uniti di perpetuarsi come prima potenza mondiale. Infatti a Washington puntano sulla spesa pubblica militare come potente moltiplicatore del prodotto interno lordo. Ecco l'analisi controcorrente di Sbancor, pseudonimo usato da un noto esperto di finanza internazionale. Tra i suoi libri: Diario di guerra. Critica della guerra umanitaria (2000) e American Nightmare. Incubo americano (2003).

conversazioni

Neoanarchismo e società contemporanea

di Manuel Castells e Tomás Ibáñez

 

La diffusione capillare delle nuove tecnologie del World Wide Web offre alle istituzioni un mezzo potente per accrescere il loro dominio. Ma, nello stesso tempo, consente uno sviluppo dell'informazione e della comunicazione indipendenti, ordinate secondo modelli non gerarchici, che aprono la strada a forme inedite di critica e di lotta. Una tecnologia malleabile e svincolata dai fini impone la necessità di una nuova teoria del potere. Allo stesso tempo rivela la vulnerabilità dei sistemi di controllo sociale. Il dominio, oltre che nello stato, si esplica attraverso l'imposizione dei canali della comunicazione. Tra essi, certo, una crescente importanza è occupata dalla rete. Che però, per la sua stessa natura, tende all'eliminazione dello squilibrio di conoscenze tra dominante e dominati, con effetti potenzialmente dirompenti. Da qui sta nascendo un nuovo anarchismo. Ecco attorno a che cosa si sviluppa questa conversazione fra due vecchi amici. Manuel Castells, sociologo dell'informazione, ha insegnato all'École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi e alla Libera Università di Catalogna di Barcellona. Attualmente insegna comunicazione all'università della California meridionale di Santa Monica. Teorico del concetto di "consumo collettivo", è autore di numerosi volumi, tra i quali: La nascita della societa in rete (2002), La società dell'informazione (2004), Galassia internet (2006), Società dell'informazione e welfare state. La lezione della competitività finlandese (2006). Tomás Ibáñez insegna sociologia all'università Autonoma di Barcellona. Tra i suoi più recenti libri: Contra la dominácion (2005) e Por qué A? (2005)
rifrazioni

Quando nacque la controinformazione

di Aldo Giannuli

Gli attentati e le stragi che segnano il 1969 e gli anni successivi in Italia producono per reazione la nascita di gruppi e mezzi di informazione che contrastino le "verità ufficiali". Si sviluppa una sorta di movimento che nel controinformare crea una forma abbastanza inedita di militanza politica. Non completamente nuova. Anzi con precedenti importanti, pur con connotazioni diverse. Qui Aldo Giannuli, storico, scava fino alle radici del fenomeno. Giannuli è autore di Lo Stato parallelo (con Paolo Cucchiarelli, 1997), La guerra fredda delle spie (aprile 2005), La strategia della tensione (maggio 2005), L'armadio della repubblica (maggio 2005), La guerra dei mondi (giugno 2005) e Una strana vittoria (luglio 2005)

rifrazioni

Comunidad del sur: mezzo secolo di convivialità creativa

di Tomás Rodríguez Villasante

Nell'Uruguay del 1955 un gruppo di persone dice "Basta!" ai modelli di vita capitalistici e gerarchici sempre più diffusi in Sudamerica. Ma rifiuta anche il modello autoritario e sfruttatore del "comunismo reale". Così cerca di dar vita a una comunità davvero rivoluzionaria. Il risultato è la Comunidad del Sur, un'utopia con i piedi per terra. Ecco un bilancio di mezzo secolo di entusiasmi e di crisi. Un riuscito esperimento di autogestione analizzato da Tomás Rodríguez Villasante, docente al Dipartimento di ecologia umana e popolazione alla Universidad Complutense di Madrid. Molti studi teorici di Villasante nascono dalle indagini realizzate in diversi quartieri di Madrid, dell'Andalusia e in città latino-americane. Questo articolo sulla Comunidad è il frutto di un lavoro di quel tipo. Fra i suoi libri: Cuatro redes par mejor-vivir (1998), Sujetos en movimiento. Redes y procesos creativos en la complejidad social (2002)

rifrazioni

Quei ragazzi di Los Quinchos

di Giancarlo Biffi

Ci sono esperienze che segnano la vita, viaggi da cui non puoi più staccarti... Respirare nel buio senza fare rumore, strappare le radici dal suolo senza far sanguinare la terra, con passo leggero percorrere sentieri guardandosi attentamente attorno. Queste sono le impressioni che si porta a casa chi ha conosciuto la comunità creata da Zelinda Roccia per i bambini abbandonati in Nicaragua. Ci racconta questa straordinaria esperienza Giancarlo Biffi, attore e regista di teatro. Per altre informazioni: www.losquinchos.it

controcanto

Europa addio

di Pietro Adamo e di Sabino Acquaviva

Assistiamo al tramonto di una civiltà. Quella europea. Dopo tremila anni un modello culturale che si autoeleggeva superiore, dunque "legittimato" a esercitare il proprio predominio sul mondo, è entrato in crisi. Per quali ragioni? Questo è il tema che affronta Sabino Acquaviva, nel suo ultimo libro: L'eclissi dell'Europa. Decadenza e fine di una civiltà (2006). Ma è proprio così? Pietro Adamo mette in discussione le tesi di Acquaviva. Un botta e risposta. Adamo, storico, è autore di Il dio dei blasfemi. Anarchici e libertini nella rivoluzione inglese (1993), La libertà dei santi (1998), La città e gli idoli (1999), La pornografia e i suoi nemici (1996) e Il porno di massa (2004). Acquaviva, per trent'anni docente di sociologia all'università di Padova è autore, fra l'altro, di L'eclissi del sacro nella civiltà industriale (1961), La strategia del gene (1984), Eros morte ed esperienza religiosa (1993), Progettare la felicità (1994), La democrazia impossibile (2002).

laboratorio

Altre economie sono possibili

di Ethan Miller

Le possibilità di costruire reti di scambio solidale e sostegno a livello locale, nazionale e finanche globale sono enormi. Perché si possono realizzare alternative al capitalismo. Anche se incontrano tantissimi ostacoli. Anche se sono ancora limitate. Anche se vengono occultate. Eppure esistono numerose iniziative basate sulla solidarietà con cui mettersi in rete. È quanto ci racconta Ethan Miller, scrittore, musicista, agricoltore di sussistenza. Ma anche membro del Collettivo Geo e del collettivo musicale Riotfolk. Miller vive e lavora a Jed, una cooperativa di aiuto reciproco a Greene, nel Maine (Usa). Questo articolo (titolo originale: Other Economies are Possible!) è stato pubblicato sul numero di luglio-agosto 2006 di Dollars & Sense

archivio

Mariani e Rizzi contro i politici di professione

di Paolo Sensini

Ecco un documento degli anni Cinquanta stilato da due personaggi accomunati da un destino analogo: protagonisti presto dimenticati. Quasi vittime di una sorta di congiura del silenzio. Bruno Rizzi, marxista eterodosso, noto per la sua analisi sulla "nuova classe" dominante nata dalla rivoluzione d'ottobre, e Mario Mariani, all'epoca famoso romanziere e polemista. Qui Paolo Sensini inquadra il contesto in cui i due personaggi lanciano una circolare per dare vita a un movimento di profonda trasformazione sociale ed economica che faccia a meno dei politici di professione. Un tentativo purtroppo fallito. Sensini ha curato di Rizzi la ripubblicazione di La burocratizzazione del mondo (2002), La rovina antica e l'età feudale (2006). Ed è appena uscito La rovina antica e la nostra. Sei lettere di Guglielmo Ferrero a Bruno Rizzi (2006)

lanterna magica/libraria

Il rifiuto del principio d'autorità

di Arturo Schwarz

Per i tipi di Garzanti esce il libro Sono ebreo, anche. Riflessioni di un ateo anarchico di Arturo Schwarz che si apre così: "Può sembrare paradossale che una persona come me (che si professa anarchico e quindi ateo e, per giunta, surrealista) rivendichi la sua ebraicità e che proprio nell'ebraismo trovi i motivi che rafforzano le sue convinzioni. In realtà, tutto ciò sarebbe contraddittorio se nell'ebraismo non fossero enunciati le stesse aspirazioni e gli stessi principi fondamentali che hanno determinato la mia filosofia di vita. In sintesi: il rifiuto del principio d'autorità,la brama di conoscenza, il rispetto del diverso, l'anelito di giustizia, il rispetto della natura, il diritto alla felicità, il riconoscimento della valenza salvifica e iniziatica della donna". Un libro sugli scaffali delle librerie proprio quando, ironia della sorte, un ministro della repubblica italiana vorrebbe punire con la galera chi nega la shoah. Come se il confronto fra idee e fatti storici lo dovesse risolvere lo stato con le sue leggi. Libertaria propone qui il secondo capitolo e le conclusioni. Fra i libri di Schwarz: Il mondo accanto (2006), Cabbalà e alchimia. Saggi sugli archetipi comuni (2004), L'immaginazione alchemica, ancora (2000), Man Ray (1998), Anarchia e creatività (1981).

lanterna magica/libraria

Gaetano Bresci un tessitore anarchico

di Umberto Cecchi

È il titolo del libro di Fabio Santin e Marco Riccomini sull'anarchico venuto da Paterson a Monza per uccidere il 29 luglio 1900 Umberto I. Il re che aveva premiato il tenente generale Fiorenzo Bava Beccaris. Cioè il responsabile della repressione, a colpi di cannone sulla folla, dei moti di Milano nel 1898. Un libro particolare: racconta quella storia con testi di Riccomini e i disegni di Santin. Una storia a fumetti come era già capitato a Santin con la vita di Errico Malatesta (La rivoluzione volontaria, testi di Elis Fraccaro). Libertaria pubblica la prefazione di Umberto Cecchi: Un uomo, un anarchico, un pratese

lanterna magica / forme e colori

Rivoluzione e guerra per immagini

di Carles Fontseré

Il cartellonista repubblicano, catalanista e libertario, Carles Fontseré è morto il 4 gennaio, a poco più di 90 anni, era nato nel 1916. Ha finito i suoi giorni in un ospedale di Girona, cioè nella provincia dove viveva dal 1973, data del ritorno in Catalogna. Era fuggito dalla Spagna nel gennaio 1939, come centinaia di migliaia di repubblicani, di fronte alla vittoria di Francisco Franco nella guerra civile. Si fermò in Francia per qualche anno e poi emigrò a New York dove lavorò come taxista nella metropoli che non conosceva. Nella sua intensa vita fu attivo come artista, fotografo, sceneggiatore, attore e come lavoratore manuale se le circostanze lo richiedevano. Il suo manifesto più noto è quello, creato nel 1936, del contadino con la falce e la scritta "Libertat! F.A.I. ", ma produsse centinaia di carteles politici e commerciali dai contenuti più vari. Ha ricostruito la sua avventurosa vita in tre volumi di memorie, scritti in catalano, di cui il primo interamente dedicato agli anni della rivoluzione e della guerra. Ha mostrato una simpatia istintiva verso l'anarchismo anche negli ultimi anni, come quando è andato a Milano per una mostra di manifesti del 1936-1939. L'amore per la libertà artistica e un'insaziabile curiosità intellettuale ne hanno fatto una figura libertaria di primo piano nel panorama culturale spagnolo. Libertaria pubblica uno dei suoi ultimi articoli: Consideraciones sobre el cartel de la guerra civile

 

 
 
 
       

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