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LIBERISMO
SOTTO CONTROLLO
Si apre un nuovo fronte di competizione
fra manager pubblici e privati. Il segnale
è dato dalla nascita del Fondo italiano
per le infrastrutture. Controllato dalla
Cassa depositi e prestiti, grandi istituti
di credito e fondazioni bancarie. Per
rilanciare l'economia mista. Di cui era
un tempo alfiere l'Iri.
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dietro
i fatti
Che
capitalismo c'è negli Usa? Sorpresa: di
stato
di Sbancor
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Altro
che paese del libero mercato e della concorrenza.
L'economia degli Stati Uniti poggia sulle
commesse governative. In primo luogo quelle
militari. Seconda guerra mondiale, guerra
in Corea, decenni di guerra fredda, Vietnam,
Iraq 1, Afghanistan, Iraq 2 sono i nodi
strategici che hanno permesso agli Stati
Uniti di perpetuarsi come prima potenza
mondiale. Infatti a Washington puntano sulla
spesa pubblica militare come potente moltiplicatore
del prodotto interno lordo. Ecco l'analisi
controcorrente di Sbancor, pseudonimo usato
da un noto esperto di finanza internazionale.
Tra i suoi libri: Diario di guerra. Critica
della guerra umanitaria (2000) e American
Nightmare. Incubo americano (2003). |
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conversazioni
Neoanarchismo
e società contemporanea
di
Manuel Castells e Tomás Ibáñez
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La
diffusione capillare delle nuove tecnologie
del World Wide Web offre alle istituzioni
un mezzo potente per accrescere il loro
dominio. Ma, nello stesso tempo, consente
uno sviluppo dell'informazione e della comunicazione
indipendenti, ordinate secondo modelli non
gerarchici, che aprono la strada a forme
inedite di critica e di lotta. Una tecnologia
malleabile e svincolata dai fini impone
la necessità di una nuova teoria del potere.
Allo stesso tempo rivela la vulnerabilità
dei sistemi di controllo sociale. Il dominio,
oltre che nello stato, si esplica attraverso
l'imposizione dei canali della comunicazione.
Tra essi, certo, una crescente importanza
è occupata dalla rete. Che però, per la
sua stessa natura, tende all'eliminazione
dello squilibrio di conoscenze tra dominante
e dominati, con effetti potenzialmente dirompenti.
Da qui sta nascendo un nuovo anarchismo.
Ecco attorno a che cosa si sviluppa questa
conversazione fra due vecchi amici. Manuel
Castells, sociologo dell'informazione, ha
insegnato all'École des Hautes Études en
Sciences Sociales di Parigi e alla Libera
Università di Catalogna di Barcellona. Attualmente
insegna comunicazione all'università della
California meridionale di Santa Monica.
Teorico del concetto di "consumo collettivo",
è autore di numerosi volumi, tra i quali:
La nascita della societa in rete (2002),
La società dell'informazione (2004), Galassia
internet (2006), Società dell'informazione
e welfare state. La lezione della competitività
finlandese (2006). Tomás Ibáñez insegna
sociologia all'università Autonoma di Barcellona.
Tra i suoi più recenti libri: Contra la
dominácion (2005) e Por qué A? (2005) |
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| rifrazioni
Quando
nacque la controinformazione
di
Aldo Giannuli
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Gli
attentati e le stragi che segnano il 1969
e gli anni successivi in Italia producono
per reazione la nascita di gruppi e mezzi
di informazione che contrastino le "verità
ufficiali". Si sviluppa una sorta di movimento
che nel controinformare crea una forma abbastanza
inedita di militanza politica. Non completamente
nuova. Anzi con precedenti importanti, pur
con connotazioni diverse. Qui Aldo Giannuli,
storico, scava fino alle radici del fenomeno.
Giannuli è autore di Lo Stato parallelo
(con Paolo Cucchiarelli, 1997), La guerra
fredda delle spie (aprile 2005), La strategia
della tensione (maggio 2005), L'armadio
della repubblica (maggio 2005), La guerra
dei mondi (giugno 2005) e Una strana vittoria
(luglio 2005) |
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rifrazioni
Comunidad
del sur: mezzo secolo di convivialità
creativa
di
Tomás Rodríguez Villasante
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Nell'Uruguay
del 1955 un gruppo di persone dice "Basta!"
ai modelli di vita capitalistici e gerarchici
sempre più diffusi in Sudamerica. Ma rifiuta
anche il modello autoritario e sfruttatore
del "comunismo reale". Così cerca di dar
vita a una comunità davvero rivoluzionaria.
Il risultato è la Comunidad del Sur, un'utopia
con i piedi per terra. Ecco un bilancio
di mezzo secolo di entusiasmi e di crisi.
Un riuscito esperimento di autogestione
analizzato da Tomás Rodríguez Villasante,
docente al Dipartimento di ecologia umana
e popolazione alla Universidad Complutense
di Madrid. Molti studi teorici di Villasante
nascono dalle indagini realizzate in diversi
quartieri di Madrid, dell'Andalusia e in
città latino-americane. Questo articolo
sulla Comunidad è il frutto di un lavoro
di quel tipo. Fra i suoi libri: Cuatro redes
par mejor-vivir (1998), Sujetos en movimiento.
Redes y procesos creativos en la complejidad
social (2002) |
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rifrazioni
Quei
ragazzi di Los Quinchos
di Giancarlo Biffi
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Ci
sono esperienze che segnano la vita, viaggi
da cui non puoi più staccarti... Respirare
nel buio senza fare rumore, strappare le
radici dal suolo senza far sanguinare la
terra, con passo leggero percorrere sentieri
guardandosi attentamente attorno. Queste
sono le impressioni che si porta a casa
chi ha conosciuto la comunità creata da
Zelinda Roccia per i bambini abbandonati
in Nicaragua. Ci racconta questa straordinaria
esperienza Giancarlo Biffi, attore e regista
di teatro. Per altre informazioni: www.losquinchos.it
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controcanto
Europa
addio
di
Pietro Adamo e di Sabino Acquaviva
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Assistiamo
al tramonto di una civiltà. Quella europea.
Dopo tremila anni un modello culturale che
si autoeleggeva superiore, dunque "legittimato"
a esercitare il proprio predominio sul mondo,
è entrato in crisi. Per quali ragioni? Questo
è il tema che affronta Sabino Acquaviva,
nel suo ultimo libro: L'eclissi dell'Europa.
Decadenza e fine di una civiltà (2006).
Ma è proprio così? Pietro Adamo mette in
discussione le tesi di Acquaviva. Un botta
e risposta. Adamo, storico, è autore di
Il dio dei blasfemi. Anarchici e libertini
nella rivoluzione inglese (1993), La libertà
dei santi (1998), La città e gli idoli (1999),
La pornografia e i suoi nemici (1996) e
Il porno di massa (2004). Acquaviva, per
trent'anni docente di sociologia all'università
di Padova è autore, fra l'altro, di L'eclissi
del sacro nella civiltà industriale (1961),
La strategia del gene (1984), Eros morte
ed esperienza religiosa (1993), Progettare
la felicità (1994), La democrazia impossibile
(2002). |
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laboratorio
Altre
economie sono possibili
di
Ethan Miller
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Le
possibilità di costruire reti di scambio
solidale e sostegno a livello locale, nazionale
e finanche globale sono enormi. Perché si
possono realizzare alternative al capitalismo.
Anche se incontrano tantissimi ostacoli.
Anche se sono ancora limitate. Anche se
vengono occultate. Eppure esistono numerose
iniziative basate sulla solidarietà con
cui mettersi in rete. È quanto ci racconta
Ethan Miller, scrittore, musicista, agricoltore
di sussistenza. Ma anche membro del Collettivo
Geo e del collettivo musicale Riotfolk.
Miller vive e lavora a Jed, una cooperativa
di aiuto reciproco a Greene, nel Maine (Usa).
Questo articolo (titolo originale: Other
Economies are Possible!) è stato pubblicato
sul numero di luglio-agosto 2006 di Dollars
& Sense |
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archivio
Mariani
e Rizzi contro i politici di professione
di
Paolo Sensini
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Ecco
un documento degli anni Cinquanta stilato
da due personaggi accomunati da un destino
analogo: protagonisti presto dimenticati.
Quasi vittime di una sorta di congiura del
silenzio. Bruno Rizzi, marxista eterodosso,
noto per la sua analisi sulla "nuova classe"
dominante nata dalla rivoluzione d'ottobre,
e Mario Mariani, all'epoca famoso romanziere
e polemista. Qui Paolo Sensini inquadra
il contesto in cui i due personaggi lanciano
una circolare per dare vita a un movimento
di profonda trasformazione sociale ed economica
che faccia a meno dei politici di professione.
Un tentativo purtroppo fallito. Sensini
ha curato di Rizzi la ripubblicazione di
La burocratizzazione del mondo (2002), La
rovina antica e l'età feudale (2006). Ed
è appena uscito La rovina antica e la nostra.
Sei lettere di Guglielmo Ferrero a Bruno
Rizzi (2006) |
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lanterna
magica/libraria
Il
rifiuto del principio d'autorità
di
Arturo Schwarz
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Per
i tipi di Garzanti esce il libro Sono ebreo,
anche. Riflessioni di un ateo anarchico
di Arturo Schwarz che si apre così: "Può
sembrare paradossale che una persona come
me (che si professa anarchico e quindi ateo
e, per giunta, surrealista) rivendichi la
sua ebraicità e che proprio nell'ebraismo
trovi i motivi che rafforzano le sue convinzioni.
In realtà, tutto ciò sarebbe contraddittorio
se nell'ebraismo non fossero enunciati le
stesse aspirazioni e gli stessi principi
fondamentali che hanno determinato la mia
filosofia di vita. In sintesi: il rifiuto
del principio d'autorità,la brama di conoscenza,
il rispetto del diverso, l'anelito di giustizia,
il rispetto della natura, il diritto alla
felicità, il riconoscimento della valenza
salvifica e iniziatica della donna". Un
libro sugli scaffali delle librerie proprio
quando, ironia della sorte, un ministro
della repubblica italiana vorrebbe punire
con la galera chi nega la shoah. Come se
il confronto fra idee e fatti storici lo
dovesse risolvere lo stato con le sue leggi.
Libertaria propone qui il secondo capitolo
e le conclusioni. Fra i libri di Schwarz:
Il mondo accanto (2006), Cabbalà e alchimia.
Saggi sugli archetipi comuni (2004), L'immaginazione
alchemica, ancora (2000), Man Ray (1998),
Anarchia e creatività (1981). |
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lanterna
magica/libraria
Gaetano
Bresci un tessitore anarchico
di
Umberto Cecchi
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È
il titolo del libro di Fabio Santin e Marco
Riccomini sull'anarchico venuto da Paterson
a Monza per uccidere il 29 luglio 1900 Umberto
I. Il re che aveva premiato il tenente generale
Fiorenzo Bava Beccaris. Cioè il responsabile
della repressione, a colpi di cannone sulla
folla, dei moti di Milano nel 1898. Un libro
particolare: racconta quella storia con
testi di Riccomini e i disegni di Santin.
Una storia a fumetti come era già capitato
a Santin con la vita di Errico Malatesta
(La rivoluzione volontaria, testi di Elis
Fraccaro). Libertaria pubblica la prefazione
di Umberto Cecchi: Un uomo, un anarchico,
un pratese |
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lanterna
magica / forme e colori
Rivoluzione
e guerra per immagini
di
Carles Fontseré
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Il
cartellonista repubblicano, catalanista
e libertario, Carles Fontseré è morto il
4 gennaio, a poco più di 90 anni, era nato
nel 1916. Ha finito i suoi giorni in un
ospedale di Girona, cioè nella provincia
dove viveva dal 1973, data del ritorno in
Catalogna. Era fuggito dalla Spagna nel
gennaio 1939, come centinaia di migliaia
di repubblicani, di fronte alla vittoria
di Francisco Franco nella guerra civile.
Si fermò in Francia per qualche anno e poi
emigrò a New York dove lavorò come taxista
nella metropoli che non conosceva. Nella
sua intensa vita fu attivo come artista,
fotografo, sceneggiatore, attore e come
lavoratore manuale se le circostanze lo
richiedevano. Il suo manifesto più noto
è quello, creato nel 1936, del contadino
con la falce e la scritta "Libertat! F.A.I.
", ma produsse centinaia di carteles politici
e commerciali dai contenuti più vari. Ha
ricostruito la sua avventurosa vita in tre
volumi di memorie, scritti in catalano,
di cui il primo interamente dedicato agli
anni della rivoluzione e della guerra. Ha
mostrato una simpatia istintiva verso l'anarchismo
anche negli ultimi anni, come quando è andato
a Milano per una mostra di manifesti del
1936-1939. L'amore per la libertà artistica
e un'insaziabile curiosità intellettuale
ne hanno fatto una figura libertaria di
primo piano nel panorama culturale spagnolo.
Libertaria pubblica uno dei suoi ultimi
articoli: Consideraciones sobre el cartel
de la guerra civile |
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