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CHE LA CRISI
SI AGGRAVI
Il
titolo del profetico libro di François Partant è forse l’indicazione migliore per comprendere la situazione
attuale. E per individuare e costruire percorsi alternativi ai modelli economici e di vita imperanti.
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dietro
i fatti
Quel teatrino di Davos
di Massimo Amato
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«Migliorare
lo stato del mondo: ripensare, riprogettare, ricostruire»,
è il titolo
dell’incontro annuale del World economic forum-WEF a Davos a
fine
gennaio. Il programma? «Come rafforzare il benessere
economico e sociale»,
«come mitigare i rischi globali e far fronte ai fallimenti
sistematici», «come
assicurare la sostenibilità», «come
migliorare la sicurezza», «come creare
un quadro di valori» e «come costruire istituzioni
efficaci».Un programma
decisamente ambizioso e che ha visto la partecipazione di colossi quali
Alcoa,
Alcatel-Lucent, Bahrain Economic Development Board, Bank of America,
Barclays, AT&T, Chevron, Coca-Cola, Credit Suisse,DuPont,Dow
Chemical,
JPMorgan,Microsoft,National Bank of Kuwait,Nestlé,Nike,
Renault,
Siemens,Ubs,Unilever,Volkswagen. Tanto per fare qualche nome. E che cosa
hanno deciso i signori di quel Forum fondato nel 1971 da Klaus Schwab?
Molto poco. Insomma tanto rumore per nulla. Eppure… Ecco
l’analisi
di Massimo Amato, docente di storia economica
all’università Bocconi
di Milano. Amato è autore (con Luca Fantacci) di Fine della
finanza (2009)
e L’enigma della moneta (2010).
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piano
sequenza
Per una storia della corruzione in Italia
di
Aldo Giannuli
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Non
è un fenomeno che appare saltuariamente: è una
costante della storia italiana.Ma la forma in cui si presenta cambia.
Ecco come si è trasformata
la corruzione in Italia dal dopoguerra a oggi. Aldo Giannuli
è autore,
fra l’altro, di Come funzionano i servizi segreti (2009),
L’abuso pubblico
della storia (2009), Bombe a inchiostro (2008), La guerra fredda delle
spie,
La strategia della tensione, L’armadio della repubblica, la
guerra dei mondi
e Una strana vittoria (tutti usciti nel 2005). |
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rifrazioni
Ripensare il movimento anarchico nell’era
del collasso
di
Stefano Boni
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Oggi
l’anarchismo come teoria, ma soprattutto come prassi, prende
forme
variegate. Si caratterizza in lotte, iniziative e progetti con rapporti
interni
egualitari e partecipati. Si diffondono situazioni con una
sensibilità libertaria
che viene messa in pratica in varie forme. In questi contesti
l’ecologia non è una rubrica del discorso
anarchico.
È qualcosa di più profondo e impegnativo.
Le preoccupazioni, riscontrabili in numero sempre crescente nella prassi
e nelle pubblicazioni anarchiche, si soffermano su due aspetti
cruciali: il primo è
una critica all’allontanamento
dell’umanità dal suo ambiente; il secondo
è che questo allontanamento, in un’epoca di
potenziale catastrofe
dell’impalcatura tecnologica, può avere
conseguenze disastrose. Ecco
la lucida analisi di Stefano Boni, docente di antropologia politica
e antropologia sociale all’università di Modena,
autore di Le strutture
della disuguaglianza (2003) e Vivere senza padroni (2006). |
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rifrazioni
In
visita a Kapriole
di
Irene Stella
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Una
scuola libertaria nella tedesca Friburgo. Per allievi dai sei ai sedici
o diciotto anni.Una scuola libertaria che riceve persino un contributo
statale. Ecco come funziona nel reportage di Irene Stella, insegnante
precaria di matematica, membro dell’European democratic
education community. Stella sta elaborando un progetto per aprire
una scuola democratica in Umbria. |
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botta
e risposta
Quale
anarchismo oggi
di
Andrea Papi e di Nico Berti
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Il
libro Intervista agli anarchici. Nico Berti, pubblicato nel 2009
(Galzerano
editore), ha suscitato più di un dibattito. Recensito su
questa rivista sul
numero 4 dell’anno scorso viene adesso ripreso in un
confronto
fra Andrea Papi e Berti. E in questo «botta e
risposta» si
confrontano due modi diversi di pensare, progettare, vivere
l’anarchismo. Berti, storico, è autore
di numerosi libri sull’anarchismo e fra questi va ricordato
Il pensiero
anarchico dal Settecento al Novecento (2000), mentre di Papi va
segnalato
l’ultimo in ordine di tempo: Per un nuovo umanesimo anarchico
(2009). |
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laboratorio
L’anarchismo
e la disputa sulla postmodernità
di
Eduardo Colombo
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Due
tendenze, «liberale» e
«postmoderna», si
muovono nella direzione delle esigenze del neoliberalismo oggi
dominante.Queste due tendenze determinano modifiche importanti nel
corpus teorico dell’anarchismo, ma influiscono anche nelle
pratiche delle lotte sociali. Le critiche al corpus teorico
dell’anarchismo, sia della componente liberale sia di quella
postmoderna,
ci interrogano sulla specificità o
l’identità
dell’anarchismo. Così a scoprire che il nodo
centrale
della critica postmoderna si riassume nella denuncia
dell’Illuminismo, considerato come ideologia legittimante la
modernità.
In questo modo si mettono in un angolo tutti i progressi della
modernità critica e rivoluzionaria del diciannovesimo e
della
prima metà
del ventesimo secolo. Da queste considerazioni muove Eduardo
Colombo su anarchismo e postanarchismo. Colombo, professore
di psicologia sociale nelle università di La Plata e Buenos
Aires,
è stato costretto a lasciare l’insegnamento dopo
il colpo di stato
del generale Juan Carlos Ongania.Ha diretto la rivista Psiquiatria
Social dal 1967 al 1970, quando si è trasferito a Parigi.Dove
esercita la professione di psicoanalista. Redattore della rivista
semestrale Réfractions (questo saggio è tradotto
dal n. 20/2008).
In Italia ha pubblicato Lo spazio politico dell’anarchia
(2008). |
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persone
Il seme sotto la neve
di
Francesco Codello
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Un
anarchico pragmatico, questa era la definizione ricorrente di Colin Ward
morto l’11 febbraio. Inglese, nato nel 1924, architetto,
insegnante, giornalista
e scrittore ha pubblicato oltre trenta libri di argomento politico,
urbanistico
e pedagogico.Ward è una figura di primo piano
dell’anarchismo. I suoi libri
pubblicati in italiano: Anarchia come organizzazione (1996), Dopo
l’automobile (1992), Acqua e comunità (2003),
L’anarchia. Un approccio
essenziale (2008), Conversazioni con Colin Ward (a cura di David
Goodway,
2003) tutti pubblicati da Elèuthera. E La città
dei ricchi e la città dei poveri
(1998), Il bambino e la città (2000).Mentre il Bollettino
dell’Archivio
G. Pinelli (supplemento al n. 30) ha pubblicato L’anarchismo
pragmatico
di Colin Ward. Qui ne tratteggia la figura e il pensiero Francesco
Codello,
dirigente scolastico a Treviso, autore di Educazione e anarchismo
(1995),
La buona educazione (2005), Vaso, creta o fiore? (2005), Né
obbedire
né comandare (2009) e Gli anarchismi (2009). |
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conversazioni
Il ritorno dell’utopia
intervista
a Yona Friedman di Franco Buncuga
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Il
2009 è stato l’anno del rilancio in Italia di Yona
Friedman. Alla Biennale
di Venezia è stata allestita una sua imponente installazione
sospesa
che incombeva sui visitatori, Visualisation of an idea, metafora
artistica della sua utopica Ville spatiale. In settembre è
uscita l’edizione italiana
del suo L’architettura di sopravvivenza che nella prima
edizione francese
del 1978 aveva la prefazione dell’anarchico Michel Ragon.
Friedman
ha partecipato a molti interventi didattici e artistici in Italia e la
sua attività espositiva è culminata nella mostra
Cartoline postali curata da Maurizio Bortolotti inaugurata il 31
ottobre nella Galleria Massimo Minini di Brescia, dove Franco Buncuga
lo ha intervistato. |
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archivio
Il
rapporto dello stato con l’individuo
di
Benjamin Tucker
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Ecco
il discorso pronunciato da Benjamin Tucker alla sessione annuale
dell’Unitarian Ministers’ Institute, tenuta a Salem
nel Massachusetts il 14
ottobre 1890. E chi era costui? Si veda la nota biografica di Pietro
Adamo. |
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archivio
Quel
libertario «egoista»
di
Pietro Adamo
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Benjamin
Tucker (1854-1939) è
probabilmente il più rilevante
pensatore libertario del continente
americano. Nato e cresciuto
in Massachusetts, divenne
anarchico da giovanissimo,
conoscendo alcuni dei suoi più
importanti maestri e predecessori
statunitensi: Josiah Warren,
William Greene, Joshua K. Ingalls
e soprattutto Lysander Spooner... |
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