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piano
sequenza
PORTO
ALEGRE: POLITICA SENZA UTOPIA
di
Salvo Vaccaro
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Il
"movimento dei movimenti", dopo il grande
incontro nella città brasiliana, è ancora
politicamente multicolore e variegato. Per
fortuna! L'arcipelago dei no-global è sempre
più vivace. Ma la logica dei grandi numeri
stravolge la possibilità di una concreta
partecipazione dal basso. E tutto sembra
trasfigurarsi nella spettacolarizzazione
mediatica. Mentre il percorso dell'emancipazione
è ben altra cosa. |
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piano
sequenza
È
VERO: UN ALTRO MONDO È POSSIBILE
di
Michael Albert
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L'incontro
di Porto Alegre ha consentito un enorme
scambio di informazioni, di esperienze.
Ha rafforzato la volontà di coloro che si
oppongono allo strapotere delle multinazionali
e alla globalizzazione selvaggia. E ha anche
fatto comprendere con maggiore chiarezza
quanto premier, presidenti, amministratori
delegati, direttori generali si sentano
meno sicuri. Queste le impressioni di Michael
Albert, redattore della rivista statunitense
Z Magazine e autore, tra l'altro, di Looking
Forward (1991) |
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piano
sequenza
LA
GLOBALIZZAZIONE? HA GIÀ FATTO BANCAROTTA
di
Vandana Shiva
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Il
movimento no-global deve cambiare strategia.
Le proteste di massa in manifestazioni mondiali
non possono essere più al centro della mobilitazione
civile. È necessaria solidarietà internazionale
e autonomia organizzativa. Perché il "movimento
dei movimenti" non può essere una copia
rovesciata del potere delle corporation
e degli organismi di Bretton Wood. Quindi
bisogna puntare su movimenti locali. Capaci
di coniugare la resistenza con la costruzione
attiva, la protesta con lo sviluppo di alternative,
la non collaborazione con la cooperazione
sociale. Ecco quanto ha proposto Vandana
Shiva (scienziata e filosofa indiana, esponente
del movimento ecofemminista) al Forum di
Porto Alegre. Tra i suoi libri: Sopravvivere
allo sviluppo (1990), Ecofeminism (1993),
Monoculture della mente (1995), Biopirateria
(1999), Vacche sacre e mucche pazze (2001)
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piano
sequenza
C'È
ANCHE LA PORTO ALEGRE ANARCHICA
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Un
fatto poco conosciuto: parallelamente al
grande meeting mediatico no-global ci sono
state anche le giornate anarchiche. Un piccolo
incontro, certo, ma che ha messo a confronto
libertari europei e sudamericani. Un piccolo
crogiolo di idee e di azioni radicali contro
la globalizzazione |
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piano
sequenza
IL
MOVIMENTO? DEVE DISSOLVERSI
di
Vittorio Giacopini
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L'aggregazione nata con Seattle e che si
è autocelebrata a Porto Alegre non deve
certo finire. Ma il suo compito oggi non
è sostituirsi ai vecchi partiti o dare una
patina nuova all'azione collettiva e alla
politica. Ma restare fedele alla sua rabbia,
alla fantasia irriverente, alla rivolta.
Senza sciuparla nei riti della ripetizione
o nella retorica. Ma anche senza estremismi
di comodo o terzomondismi alla mano. Questa
la riflessione di Vittorio Giacopini, giornalista,
autore, tra l'altro, di Scrittori contro
la politica (2000), Una guerra di carta.
Il Kosovo e gli intellettuali (2000), Viaggiatori
senza biglietto (2001) e No-global tra rivolta
e retorica (2002) |
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dietro
i fatti
TRA
TERRA E IMPERO: I PAPUANI CONTRO LE MULTINAZIONALI
di
John Clark
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Ecco
un caso esemplare di super-sfruttamento
nella Papua Occidentale. Da neocoloniale
a globalizzante. L'interprete principale
è l'americana Freeport. Questa multinazionale,
dalla seconda metà degli anni Sessanta,
depreda le miniere di quella regione. Fa
ammazzare chi si oppone. E distrugge l'ambiente.
Prima in base al rapporto privilegiato con
il dittatore indonesiano Suharto. Adesso
utilizzando le regole del "libero mercato
internazionale". Clark insegna filosofia
ed è direttore dell'Environmental Studies
Program alla Loyola University di New Orleans.
Tra i suoi libri Max Stirner's Egoism (1976),
The Philosophical Anarchism of William Godwin
(1977), The Anarchist Moment. Reflections
on Culture, Nature and Power (1984), Introduction
à la philosophie écologique et politique
de l'anarchisme (1993). Ha inoltre curato:
Renewing the Earth. The Promise of Social
Ecology (1990), Elisée Reclus, Natura e
società. Scritti di geografia sovversiva
(1999), Environmental Philosophy. From Animal
Rights to Radical Ecology (2000) |
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laboratorio
LIBERI
E UGUALI PERCHÉ COMUNITARI
di
Francesco Berti
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Individuo
o comunità? Sono questi i termini di un
acceso dibattito teorico nel mondo occidentale,
che vede contrapporsi da un lato i liberal,
dall'altro i communitarian: gli uni sostenitori
della "libertà dei moderni", gli altri partigiani
della "libertà degli antichi". Colin Ward
e Murray Bookchin, due tra i maggiori esponenti
dell'anarchismo contemporaneo, hanno avanzato
una proposta politica che, in maniera assolutamente
originale, valorizza entrambe le libertà.
Restituendo vigore a una tradizione, quella
comunitaria, che, nell'ambito libertario,
era stata inaugurata da un grande anarchico
del passato: Pëtr Kropotkin. Ward e Bookchin
affrontano però in modo nuovo il rapporto
tra anarchismo e democrazia liberale. Tra
anarchismo e politica. Tra ideali e pratica
quotidiana. Ecco l'analisi di Francesco
Berti, redattore di Libertaria e studioso
di storia del pensiero politico |
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osservatorio
scuola
DAL
6 POLITICO AL 7 IN CONDOTTA
di
Francesco Codello
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Il
ritorno a possibili bocciature determinate
dalla valutazione sul comportamento dell'allievo
segna effettivamente l'abbandono di posizioni
avanzate e riformatrici nella scuola? La
risposta è ovvia. Però scuola permissiva,
arrendevole (quella, per intenderci, del
sei politico) è solo la dimensione capovolta
di quella del sette in condotta. Così oggi
in Italia si fronteggiano due correnti di
pensiero parallelamente illibertarie |
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osservatorio
immigrazione
LE
NUOVE GUERRE CONTRO I MIGRANTI
di
Marco Antonio Pirrone
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L'operazione
militare in Afghanistan sta producendo
effetti nefasti nei confronti del mondo
arabo-islamico e in quello musulmano.
Perché ha generato nelle popolazioni occidentali
l'equazione terrorismo/islam. Determinando
nei tanti musulmani residenti in Europa
e in America reazioni di paura, di ulteriore
chiusura nella propria identità. Insomma,
le ragioni per dire no a questa guerra
ci sono tutte, così come quelle per ribadire
la necessità di una battaglia politica
e culturale per un nuovo universalismo
e internazionalismo
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pensiero
eccentrico
L'UTOPIA
NELL'ERA DELLA GLOBALIZZAZIONE
di Fernando Aínsa
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Il
processo attualmente in corso è in realtà
una seconda globalizzazione. La prima è
avvenuta a partire dal sedicesimo secolo
con la colonizzazione dell'America. Un processo
brutale. Fatto di persecuzioni e stermini,
ma che nell'America del sud ha dato vita
anche a forme originali e stimolanti di
pensiero utopico. Fatto determinato in gran
parte dalla condizione di meticciato (mestizaje)
della popolazione e della cultura. Partendo
da questa tradizione si possono elaborare
formulazioni capaci di abbandonare l'utopia
classica, autarchica e isolazionista, quindi
obsoleta, per immetterla nell'attuale contesto
internazionalizzato. Ciò permette di evitare
fenomeni regressivi. Alcune formulazioni
utopiche, infatti, sono passate da posizioni
costruttive e rivoluzionarie a conservatrici,
limitandosi a preservare sfere ridotte di
felicità privata o a sostenere l'isolamento.
La conferma? Il conservatorismo di alcuni
ambientalisti o l'"indigenismo" di molti
antropologi. E allora di fronte al crescente
pessimismo determinato dal globalismo attuale,
vale la pena di tener conto di questa esperienza
storica unica ed esclusiva per proporre
un dialogo interculturale e nuovi mestizajes.
L'utopia meticcia è forse quella in grado
di meglio opporsi al pensiero unico del
dominio. È quanto argomenta Fernando Aìnsa,
scrittore uruguaiano, collaboratore di Libertaria
e di diverse riviste europee e dell'America
Latina, autore, tra l'altro, di Necesidad
de la utopìa (1990), De la edad de oro a
El Dorado (1992), La reconstrucción de la
utopìa (1999) e Travesìas (2000) |
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senza
confini
METTI
L'ECOLOGIA A TAVOLA
di
Colin Ward
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Avete
notato che nel ricco Occidente i poveri
sono grassi e i ricchi magri? Cioè l'esatto
opposto di quello che accadeva un secolo
fa? Mentre nel sud del mondo i poveri
continuano a essere magri e i ricchi sono
grassi? Partendo da questa constatazione,
Colin Ward analizza sinteticamente e in
tono disincantato le contraddizioni del
rapporto che abbiamo con il cibo. Ma anche
lo strapotere degli ipermercati e delle
catene di fast food. Di Ward, uno dei
maggiori saggisti libertari contemporanei
(si veda la sezione laboratorio in questo
numero) sono stati pubblicati in italiano:
Il bambino e la città (2000), La città
dei ricchi e la città dei poveri (1998),
La pratica della libertà (1996), Dopo
l'automobile (1992). Questo articolo è
stato pubblicato sul numero 43 (dedicato
al tema del cibo, Food) della rivista
inglese The Raven, anarchist quaterly.
Titolo originale dell'articolo Food and
Green Aspirations
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lanterna
magica grande schermo
E' UN FILM SCOMODO? SEQUESTRATELO
Intervista
a Giuseppe Ferrara
di
Carlo Ghirardato
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L'ultima
opera del regista di Il sasso in bocca
e di Il caso Moro è un nuovo atto di accusa
contro Vaticano, classe politica, Cia,
servizi segreti italiani. Le vicende che
portano alla morte del presidente del
Banco Ambrosiano, Roberto Calvi, mettono
in luce una delle pagine più incredibili
della recente storia italiana. Ecco come
è nato il film I banchieri di Dio (Il
caso Calvi). E perché è stato chiesto
il ritiro dalle sale cinematografiche
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lanterna
magica libraria
FERMATE
LA STAMPA
di
Alan Pittman
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L'attentato
alle Twin Towers e la guerra in Afghanistan
hanno notevolmente compresso la libertà
d'informzione negli Stati Uniti. Censura
e, soprattutto, autoncensura dilagano
sotto la spinta di un nuovo nazionalismo
e "patriottismo". Ecco la disincantata
analisi dei media americani di Alan Pittman,
giornalista "controcorrente" del periodico
statunitense Eugene Weekly. Questo testo
appare nel libro di prossima pubblicazione
La censura infinita. Guerra all'informazione,
Informazione in guerra, edito da Mimesis.
Il volume raccoglie interventi di Noam
Chomsky, Gordon Poole, Robert Nideffer,
John Seaton, Abel Béjaoui, Vittorio Giacopini
e altri ancora
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lanterna
magica libraria
LA
SPORCA GUERRA DEL PETROLIERE BUSH
di
Mauro Bottarelli
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È
il titolo del primo libro di Bottarelli,
giornalista specializzato in ricerche
antropologiche. Questo testo, edito da
Malatempora e di prossima uscita nelle
librerie, è il frutto di indagini in Pakistan
e a Washington. Vengono ricostruite amicizie
compromettenti, legami e rapporti economici
più o meno confessabili dell'attuale presidente
degli Stati Uniti e del suo entourage.
Libertaria pubblica stralci dal primo
e dal quarto capitolo
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lanterna
magica forme e colori
MERCATO
DELL'ARTE? NO, SUPERMARKET CON TRUFFA
di
Luca Arnaudo
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Quello
dell'arte è un mercato truccato. Perché
la formazione del prezzo dipende da regole
così arbitrarie che se gli operatori economici
di questo settore vendessero titoli azionari,
invece di opere, sarebbero tutti in prigione
per truffa o aggiottaggio. Ma è possibile
uscire da questa situazione? È ancora
proficuamente praticabile una critica
del sistema dell'arte? Luca Arnaudo (esperto
di diritto e di critica artistica) lo
ritiene necessario. Si devono però approntare
strategie di resistenza culturale così
da arrivare al recupero dell'autonomia
e dell'autenticità dell'arte. Come? Ricorrendo
a un ottimismo allegramente e anarchicamente
inattuale
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lanterna
magica forme e colori
IMMAGINI
DI BARCELLONA
di
Enrico Ferri
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Ecco
un aspetto poco conosciuto del filosofo
Pietro Barcellona: la pittura. Una dimensione
che Libertaria ha scoperto grazie a una
mostra a Roma di pochi mesi fa. E, cosa
ancor più singolare, è un esperto del
pensiero di Max Stirner, il filosofo del
diritto Enrico Ferri (L'antigiuridismo
di Max Stirner, 1992; La città degli unici,
2001) a tracciare un percorso critico
della dimensione figurativa di Barcellona,
di cui ricordiamo: Le passioni negate
(2002), Dallo stato sociale allo stato
immaginario (1994), L'egoismo maturo e
la follia del capitale (1988), L'individualismo
proprietario (1987)
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