Libertaria n. 2 - 2003


LA NUOVA FRONTIERA DI BUSH? TUTTO IL MONDO
Il presidente degli Stati Uniti voleva la guerra e l’ha fatta. Nonostante l’opposizione di gran parte dei popoli della terra. Nel frattempo George Bush ha dato impulso al nuovo corso: contrassegnare il ventunesimo come il secolo del predominio incontrastato degli Usa. E ci sono tutte le condizioni perché possa farlo. Purtroppo. Nel frattempo, però, i morti causati dalle sue guerre mettono in chiaro una realtà troppo spesso dimenticata: la criminalità del potere.

Stati Uniti: tutto il potere alle armi

di Tom Barry

La guerra in Iraq non è un fatto accidentale. Così come non lo è quella in Afghanistan. Fa parte di una precisa strategia: dimostrare nei fatti la superiorità militare degli Usa. Una strategia divenuta evidente con l’avvento dell’amministrazione Bush, ma che è andata sviluppandosi sin dai primi anni Novanta. Cioè quando gli strateghi militari e le lobby dell’esercito e dell’industria si misero alla ricerca di un "nuovo orco" che potesse sostituire l’Unione Sovietica. Gli elementi nuovi e inquietanti di questa politica estera e militare sono tre: antimultilateralismo aggressivo, signoria bellica e assolutismo morale. Così Tom Barry descrive il nuovo sistema di potere americano. Barry è senior analyst dell’Interhemispheric Resource Center e condirettore di Foreign Policy In Focus. Tra i suoi libri: Zapata’s Revenge: Free Trade and the Farm Crisis in Mexico (1996)

Porto Alegre? Tutto sommato è meglio esserci

di Fabrizio Eva

Alcune riflessioni di chi ha partecipato al terzo World social forum. Considerazioni e racconto di quelle giornate brasiliane si mescolano agli interrogativi e ai dubbi che percorrono gran parte dell’area libertaria. Soprattutto, quanto contano i nuovi professionisti della politica in questo movimento dei movimenti? Fabrizio Eva, geopolitico, nonostante alcune riserve, considera quell’esperienza positiva. Da qui la necessità di una più marcata presenza libertaria

Il pericolo dei forum? Il Successo

di Salvo Vaccaro

L’affermazione e l’estensione del movimento no global ha un punto debole. Fra i tanti elencabili. Proprio la sua "fortuna". Esaltando, infatti, le aspirazioni di élite pre-politiche, incanala le tensioni conflittuali in alvei istituzionali già noti e sperimentati. Per arrivare a presentare vecchie strategie riformiste con denominazioni nuove ed etichette allettanti. Così si cucina una politica di un antagonismo e di un collateralismo poco all’altezza dei tempi duri che viviamo. Da qui la necessaria ricerca di nuove forme di aggregazione autogestionaria, capace di sviluppare progettualità di autogoverno

Metti un pizzico d'anarchia nel no global

di José Maria Carvalho Ferreira

La forza storica dell’anarchia è sempre stata la sua dimensione universale. Sulla base di questo assunto José Maria Carvalho Ferreira analizza le sfide e le perversioni prodotte dalla globalizzazione e contemporaneamente le contraddizionie ambiguità che si sviluppano nel movimento antiglobalizzazione. Per arrivare a sostenere la rilevanza dell’anarchismo, sia teorico sia pratico, come veicolo di una effettiva emancipazione sociale contro l’invadenza delle transnazionali e dei superstati. Carvalho Ferreira, docente di sociologia all’Universidade Técnica di Lisbona e redattore della rivista Utopia, è autore, tra l’altro, di Organização e Controlo (1992), Sociologia (1995), Portugal no Contexto da "Transição para o Socialismo". História de um Equívoco (1997), Novas Tecnologias e Organização do Trabalho in Globalizações (2001)

Hacking l'Etica della Liberta'

intervista a White

di Andrea Marini

Come sono nati e quando. Che cosa vogliono e perché. White, nickname di uno dei fondatori del sito hackerattack.it, racconta il percorso dei "pirati della telematica" dagli anni Cinquanta al mitico Mit, fino a oggi. Le differenze tra veri hacker e i cracker. Fra libertari dell’informazione e della tecnologia e semplici opportunisti o profittatori

Avanza un nuovo guerriero. E' hi-tech

di Vito Altobello

Pirata, partigiano, hacker. La tipologia del combattente irregolare ha subìto variazioni sostanziali nel corso dei secoli. Anche se tutte e tre le figure possono ancora presentarsi ai giorni nostri. Perché il combattente irregolare conosce spazi non naturali di guerra. Non può essere legato solo agli spazi fisici tradizionali, terra e mare, ma estende il suo corpo e la sua capacità offensiva anche ad altre dimensioni che la società dell’informazione ha inventato. I suoi vincoli spaziali sono diversi, si dematerializzano,si sciolgono nell’elemento del progresso tecnico industriale.

Il promontorio dei rapaci

di Massimo Annibale Rossi

A Bosa, quaranta chilometri da Alghero, un gruppo di giovani si oppone alla cementificazione di un angolo della costa non ancora deturpato. E così è nato un comitato per la salvaguardia delle coste bosane, organismo spontaneo, autogestito, non partitico. Una voce dapprima flebile, che piano piano è riuscita a creare un movimento d’opinione. Ecco la storia di questa lotta. Che non è ancora finita. Anzi. Perché le società immobiliari non rinunciano ai loro progetti di sfruttamento dell’ambiente. Massimo Annibale Rossi, ricercatore e operatore sociale,racconta le fasi importanti di questa difesa spontanea dell'ambiente

Riprendiamoci il mercato

di Serge Latouche

L’esempio dei luoghi di scambio africani offre spunti di riflessione per la fuoriuscita dall’economico. Per reimmetterlo nella società, privandolo della sua autonomizzazione. Ma questo "reincastro" nel sociale comporterebbe la scomparsa del mercato? La domanda può sembrare paradossale. Infatti, come si fa a immaginare un’abolizione dell’economia insieme al mantenimento di questa istituzione che ne è, almeno in apparenza, il fondamento stesso? Certo, questo sarebbe inconcepibile se si identificasse il mercato con il Mercato, ossia con l’economia di mercato e la società di mercato. Non è necessariamente così. La riappropriazione del mercato significa concretamente la riaffermazione della natura radicalmente politica dello scambio mercantile, che è solo una forma del commercio sociale. Anche se è auspicabile che persistano dei mercati e dei rapporti mercantili, accanto alla redistribuzione e alla reciprocità, è l’immaginario del Mercato che dovrebbe prima di tutto essere abolito per rompere con la logica dell’eccesso, condizione tipica del capitalismo moderno. Questa è la proposta di Serge Latouche, docente di scienze economiche all’università di Paris Sud e all’Institut d’étude du développement economique et social di Parigi. Tra i suoi libri in italiano: La fine del sogno occidentale (2002), La sfida di Minerva (1999), Il mondo ridotto a mercato (1998) e La megamacchina (1995). Questo articolo è apparso su Réfractions, n. 9, autunno-inverno 2002, con il titolo: Le marché, l’agora et l’acropole: se réappropier le marchéri

I DUE VOLTI DEL FONDAMENTALISMO

di Pietro Adamo

Oggi si assiste a un revival di violente filippiche contro i fondamentalismi dell’islam. Critiche condotte con argomentazioni che si trasformano in attacchi alla cultura e alla religione islamica. Fatto curioso. Perché i più virulenti protagonisti di questa demonizzazione dell’avversario (immaginato come totalmente alternativo al cristianesimo) sono degni esponenti di una specifica tipologia di fondamentalismo all’occidentale. Con una visione epistemico-religioso sostanzialmente identica a quella condannata nella controparte. Questa strategia ottiene un duplice risultato: criminalizza la civiltà musulmana nel suo complesso e occulta le assonanze tra se stessi e gli odiati "concorrenti". Ecco un’analisi dei due principali fondamentalismi (cristiano e musulmano) sintetizzata da Pietro Adamo, autore tra l’altro di Il dio dei blasfemi, Anarchici e libertini nella Rivoluzione inglese (1993), La libertà dei santi (1998), La città e gli idoli (1999). Adamo ha curato: Individuo e comunità di Paul Goodman (1995), e Anarchia e società aperta di Camillo Berneri (2001)

Una nuova logica del lavoro
di Sergio Onesti

Il mondo libertario può dare un grande contributo, tanto ideale quanto concreto, promuovendo forme di aggregazione solidaristica che sostengano coloro che versano in statodi inoccupazione e disoccupazione. Costituendo, fuori dalla logica dei contratti collettivi, casse mutue e volontarie, creando cooperative di lavoro, sviluppando un mercato del lavoro parallelo e organizzando iniziative continue di sostegno capaci di creare un modello alternativo al welfare state. Questa è la proposta, dopo un’approfonditaanalisi dell’attuale situazione del mercato del lavoro, di Sergio Onesti, avvocato, attivo nell’Unione sindacale italiana (Usi), sindacato libertario fondato nel 1912

VIDARASEN: La FILOSOFIA DELLA DIVERSITA'

di Francesco Codello

In un villaggio norvegese le persone handicappate non vengono "curate" con i metodi attualmente in voga nella medicina e nella psicoanalisi. Vivono la loro "diversità" in un ambito che non vuole integrarli nella normalità. Capace di valorizzarli in quanto esseri dotati di una speciale sensibilità. Non si tratta di un’esperienza limitata. Vidarasen fa parte di una rete di villaggi sparsi in tutto il mondo: i villaggi Camphill

BRETON STALINISTA? MA MI FACCIA IL PIACERE

di Enrico Baj

Ogni tanto riaffiorano accuse prive di fondamento contro l’autore del Primo manifesto surrealista. Enrico Baj, pittore e patafisico, smonta per l’ennesima volta queste malevole fantasie. Ecco come. Mentre un ulteriore "sgarbo" è stato compiuto nei confronti di Breton. In aprile, dopo gli inutili tentativi della figlia di creare una fondazione, la collezione di Breton è andata all’asta. Ricordiamo di Baj, tra i tantissimi suoi quadri, la grande opera I funerali dell’anarchico Pinelli e la serie dei generali e dei mostri. Alla pittura affianca anche l’attività di saggista. Per Elèuthera ha pubblicato: Cose dell’altro mondo (1990), Cose, fatti, persone (1988). Con Paul Virilio: Discorso sull’orrore dell’arte (2002). E a cura di Luciano Caprile, Conversazioni con Enrico Baj (1997)

Siamo tutti spiati

di Pietro Masiello

Il Grande fratello di orwelliana memoria è ormai da anni una realtà consolidata. E va espandendosi sempre più. Tutte le comunicazioni (telefonate, e-mail, fax...) sono controllate da agenzie specializzate. Ma anche altri aspetti della vita sono sotto osservazione. Due esempi fra i tanti possibili: gli acquisti nei supermercati e i passaggi ai caselli autostradali fatti senza pagamento in moneta. Questi sono i temi di cui si occupano due libri di recente pubblicazione: Il mondo sotto sorveglianza. Echelon e lo spionaggio elettronico globale (Elèuthera) e La società sorvegliata. Tecnologie di controllo della vita quotidiana (Feltrinelli)

Quel genio psichedelico chiamato Dick

di Pietro Adamo

L’enorme successo del film Blade Runner, liberamente ispirato a un suo romanzo, l’ha fatto conoscere presso il grande pubblico. Prima, infatti, era pressoché ignorato. Tranne che nel ghetto della fantascienza. Però il successo arriva quando è già morto. Ed ecco l’edizione di sue opere rimaste in manoscritto per decenni, la pubblicazione dell’opera omnia, la proliferazione di scritti critici sul suo conto. E anche due biografie. Qui Pietro Adamo ricostruisce vita e opere di uno dei più prolifici e affascinanti "scrittori antisistema" del secolo scorso: Philip Kindred Dick

La biennale della nuova dittatura

di Franco Buncuga

Si apre il 15 giugno la cinquantesima Esposizione internazionale d’arte della Biennale di Venezia. Dopo due anni di "gestione Harald Szeeman", criticata da destra ma di notevole successo, quest’anno tocca a un nuovo curatore espresso dal governo Berlusconi: Francesco Bonami. Nato a Firenze nel 1955, Bonami vive tra Italia e Stati Uniti, ha fatto il pittore, il critico e organizzato mostre. Ha curato una sezione di Aperto per la Biennale di Venezia del 1993. Nel 1995 ha allestito la mostra internazionale Campo. Ecco come sarà il prossimo appuntamento veneziano

 

 

 
 
 
       

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