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Stati
Uniti: tutto il potere alle armi
di
Tom Barry
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La
guerra in Iraq non è un fatto accidentale.
Così come non lo è quella in Afghanistan.
Fa parte di una precisa strategia: dimostrare
nei fatti la superiorità militare degli
Usa. Una strategia divenuta evidente con
lavvento dellamministrazione
Bush, ma che è andata sviluppandosi sin
dai primi anni Novanta. Cioè quando gli
strateghi militari e le lobby dellesercito
e dellindustria si misero alla ricerca
di un "nuovo orco" che potesse
sostituire lUnione Sovietica. Gli
elementi nuovi e inquietanti di questa politica
estera e militare sono tre: antimultilateralismo
aggressivo, signoria bellica e assolutismo
morale. Così Tom Barry descrive il nuovo
sistema di potere americano. Barry è senior
analyst dellInterhemispheric Resource
Center e condirettore di Foreign Policy
In Focus. Tra i suoi libri: Zapatas
Revenge: Free Trade and the Farm Crisis
in Mexico (1996) |
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Porto
Alegre? Tutto sommato è meglio
esserci
di
Fabrizio Eva
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Alcune
riflessioni di chi ha partecipato al terzo
World social forum. Considerazioni e racconto
di quelle giornate brasiliane si mescolano
agli interrogativi e ai dubbi che percorrono
gran parte dellarea libertaria. Soprattutto,
quanto contano i nuovi professionisti della
politica in questo movimento dei movimenti?
Fabrizio Eva, geopolitico, nonostante alcune
riserve, considera quellesperienza
positiva. Da qui la necessità di una più
marcata presenza libertaria |
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Il
pericolo dei forum? Il Successo
di
Salvo Vaccaro
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Laffermazione
e lestensione del movimento no global
ha un punto debole. Fra i tanti elencabili.
Proprio la sua "fortuna". Esaltando,
infatti, le aspirazioni di élite pre-politiche,
incanala le tensioni conflittuali in alvei
istituzionali già noti e sperimentati. Per
arrivare a presentare vecchie strategie
riformiste con denominazioni nuove ed etichette
allettanti. Così si cucina una politica
di un antagonismo e di un collateralismo
poco allaltezza dei tempi duri che
viviamo. Da qui la necessaria ricerca di
nuove forme di aggregazione autogestionaria,
capace di sviluppare progettualità di autogoverno |
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Metti
un pizzico d'anarchia nel no global
di
José Maria Carvalho Ferreira
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La
forza storica dellanarchia è sempre
stata la sua dimensione universale. Sulla
base di questo assunto José Maria Carvalho
Ferreira analizza le sfide e le perversioni
prodotte dalla globalizzazione e contemporaneamente
le contraddizionie ambiguità che si sviluppano
nel movimento antiglobalizzazione. Per arrivare
a sostenere la rilevanza dellanarchismo,
sia teorico sia pratico, come veicolo di
una effettiva emancipazione sociale contro
linvadenza delle transnazionali e
dei superstati. Carvalho Ferreira, docente
di sociologia allUniversidade Técnica
di Lisbona e redattore della rivista Utopia,
è autore, tra laltro, di Organização
e Controlo (1992), Sociologia (1995), Portugal
no Contexto da "Transição para o Socialismo".
História de um Equívoco (1997), Novas Tecnologias
e Organização do Trabalho in Globalizações
(2001) |
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Hacking
l'Etica della Liberta'
intervista
a White
di
Andrea Marini
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Come
sono nati e quando. Che cosa vogliono e
perché. White, nickname di uno dei fondatori
del sito hackerattack.it, racconta il percorso
dei "pirati della telematica"
dagli anni Cinquanta al mitico Mit, fino
a oggi. Le differenze tra veri hacker e
i cracker. Fra libertari dellinformazione
e della tecnologia e semplici opportunisti
o profittatori |
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Avanza
un nuovo guerriero. E' hi-tech
di
Vito Altobello
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Pirata,
partigiano, hacker. La tipologia del combattente
irregolare ha subìto variazioni sostanziali
nel corso dei secoli. Anche se tutte e tre
le figure possono ancora presentarsi ai
giorni nostri. Perché il combattente irregolare
conosce spazi non naturali di guerra. Non
può essere legato solo agli spazi fisici
tradizionali, terra e mare, ma estende il
suo corpo e la sua capacità offensiva anche
ad altre dimensioni che la società dellinformazione
ha inventato. I suoi vincoli spaziali sono
diversi, si dematerializzano,si sciolgono
nellelemento del progresso tecnico
industriale. |
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Il
promontorio dei rapaci
di
Massimo Annibale Rossi
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A
Bosa, quaranta chilometri da Alghero, un
gruppo di giovani si oppone alla cementificazione
di un angolo della costa non ancora deturpato.
E così è nato un comitato per la salvaguardia
delle coste bosane, organismo spontaneo,
autogestito, non partitico. Una voce dapprima
flebile, che piano piano è riuscita a creare
un movimento dopinione. Ecco la storia
di questa lotta. Che non è ancora finita.
Anzi. Perché le società immobiliari non
rinunciano ai loro progetti di sfruttamento
dellambiente. Massimo Annibale Rossi,
ricercatore e operatore sociale,racconta
le fasi importanti di questa difesa spontanea
dell'ambiente |
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Riprendiamoci
il mercato
di
Serge Latouche
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Lesempio
dei luoghi di scambio africani offre spunti
di riflessione per la fuoriuscita dalleconomico.
Per reimmetterlo nella società, privandolo
della sua autonomizzazione. Ma questo "reincastro"
nel sociale comporterebbe la scomparsa del
mercato? La domanda può sembrare paradossale.
Infatti, come si fa a immaginare unabolizione
delleconomia insieme al mantenimento
di questa istituzione che ne è, almeno in
apparenza, il fondamento stesso? Certo,
questo sarebbe inconcepibile se si identificasse
il mercato con il Mercato, ossia con leconomia
di mercato e la società di mercato. Non
è necessariamente così. La riappropriazione
del mercato significa concretamente la riaffermazione
della natura radicalmente politica dello
scambio mercantile, che è solo una forma
del commercio sociale. Anche se è auspicabile
che persistano dei mercati e dei rapporti
mercantili, accanto alla redistribuzione
e alla reciprocità, è limmaginario
del Mercato che dovrebbe prima di tutto
essere abolito per rompere con la logica
delleccesso, condizione tipica del
capitalismo moderno. Questa è la proposta
di Serge Latouche, docente di scienze economiche
alluniversità di Paris Sud e allInstitut
détude du développement economique
et social di Parigi. Tra i suoi libri in
italiano: La fine del sogno occidentale
(2002), La sfida di Minerva (1999), Il mondo
ridotto a mercato (1998) e La megamacchina
(1995). Questo articolo è apparso su Réfractions,
n. 9, autunno-inverno 2002, con il titolo:
Le marché, lagora et lacropole:
se réappropier le marchéri |
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I
DUE VOLTI DEL FONDAMENTALISMO
di
Pietro Adamo
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Oggi
si assiste a un revival di violente filippiche
contro i fondamentalismi dellislam.
Critiche condotte con argomentazioni che
si trasformano in attacchi alla cultura
e alla religione islamica. Fatto curioso.
Perché i più virulenti protagonisti di
questa demonizzazione dellavversario
(immaginato come totalmente alternativo
al cristianesimo) sono degni esponenti
di una specifica tipologia di fondamentalismo
alloccidentale. Con una visione
epistemico-religioso sostanzialmente identica
a quella condannata nella controparte.
Questa strategia ottiene un duplice risultato:
criminalizza la civiltà musulmana nel
suo complesso e occulta le assonanze tra
se stessi e gli odiati "concorrenti".
Ecco unanalisi dei due principali
fondamentalismi (cristiano e musulmano)
sintetizzata da Pietro Adamo, autore tra
laltro di Il dio dei blasfemi, Anarchici
e libertini nella Rivoluzione inglese
(1993), La libertà dei santi (1998), La
città e gli idoli (1999). Adamo ha curato:
Individuo e comunità di Paul Goodman (1995),
e Anarchia e società aperta di Camillo
Berneri (2001)
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Una
nuova logica del lavoro
di Sergio Onesti
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Il
mondo libertario può dare un grande contributo,
tanto ideale quanto concreto, promuovendo
forme di aggregazione solidaristica che
sostengano coloro che versano in statodi
inoccupazione e disoccupazione. Costituendo,
fuori dalla logica dei contratti collettivi,
casse mutue e volontarie, creando cooperative
di lavoro, sviluppando un mercato del lavoro
parallelo e organizzando iniziative continue
di sostegno capaci di creare un modello
alternativo al welfare state. Questa è la
proposta, dopo unapprofonditaanalisi
dellattuale situazione del mercato
del lavoro, di Sergio Onesti, avvocato,
attivo nellUnione sindacale italiana
(Usi), sindacato libertario fondato nel
1912 |
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VIDARASEN:
La FILOSOFIA DELLA DIVERSITA'
di
Francesco Codello
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In
un villaggio norvegese le persone handicappate
non vengono "curate" con i metodi
attualmente in voga nella medicina e nella
psicoanalisi. Vivono la loro "diversità"
in un ambito che non vuole integrarli nella
normalità. Capace di valorizzarli in quanto
esseri dotati di una speciale sensibilità.
Non si tratta di unesperienza limitata.
Vidarasen fa parte di una rete di villaggi
sparsi in tutto il mondo: i villaggi Camphill |
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BRETON
STALINISTA? MA MI FACCIA IL PIACERE
di
Enrico Baj
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Ogni
tanto riaffiorano accuse prive di fondamento
contro lautore del Primo manifesto
surrealista. Enrico Baj, pittore e patafisico,
smonta per lennesima volta queste
malevole fantasie. Ecco come. Mentre un
ulteriore "sgarbo" è stato compiuto
nei confronti di Breton. In aprile, dopo
gli inutili tentativi della figlia di creare
una fondazione, la collezione di Breton
è andata allasta. Ricordiamo di Baj,
tra i tantissimi suoi quadri, la grande
opera I funerali dellanarchico Pinelli
e la serie dei generali e dei mostri. Alla
pittura affianca anche lattività di
saggista. Per Elèuthera ha pubblicato: Cose
dellaltro mondo (1990), Cose, fatti,
persone (1988). Con Paul Virilio: Discorso
sullorrore dellarte (2002).
E a cura di Luciano Caprile, Conversazioni
con Enrico Baj (1997) |
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Siamo
tutti spiati
di
Pietro Masiello
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Il
Grande fratello di orwelliana memoria è
ormai da anni una realtà consolidata. E
va espandendosi sempre più. Tutte le comunicazioni
(telefonate, e-mail, fax...) sono controllate
da agenzie specializzate. Ma anche altri
aspetti della vita sono sotto osservazione.
Due esempi fra i tanti possibili: gli acquisti
nei supermercati e i passaggi ai caselli
autostradali fatti senza pagamento in moneta.
Questi sono i temi di cui si occupano due
libri di recente pubblicazione: Il mondo
sotto sorveglianza. Echelon e lo spionaggio
elettronico globale (Elèuthera) e La
società sorvegliata. Tecnologie di controllo
della vita quotidiana (Feltrinelli) |
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Quel
genio psichedelico chiamato Dick
di
Pietro Adamo
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Lenorme
successo del film Blade Runner, liberamente
ispirato a un suo romanzo, lha fatto
conoscere presso il grande pubblico. Prima,
infatti, era pressoché ignorato. Tranne
che nel ghetto della fantascienza. Però
il successo arriva quando è già morto. Ed
ecco ledizione di sue opere rimaste
in manoscritto per decenni, la pubblicazione
dellopera omnia, la proliferazione
di scritti critici sul suo conto. E anche
due biografie. Qui Pietro Adamo ricostruisce
vita e opere di uno dei più prolifici e
affascinanti "scrittori antisistema"
del secolo scorso: Philip Kindred Dick |
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La
biennale della nuova dittatura
di
Franco Buncuga
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Si
apre il 15 giugno la cinquantesima Esposizione
internazionale darte della Biennale
di Venezia. Dopo due anni di "gestione
Harald Szeeman", criticata da destra
ma di notevole successo, questanno
tocca a un nuovo curatore espresso dal governo
Berlusconi: Francesco Bonami. Nato a Firenze
nel 1955, Bonami vive tra Italia e Stati
Uniti, ha fatto il pittore, il critico e
organizzato mostre. Ha curato una sezione
di Aperto per la Biennale di Venezia del
1993. Nel 1995 ha allestito la mostra internazionale
Campo. Ecco come sarà il prossimo appuntamento
veneziano |