Libertaria n. 2/3 - 2006


CI VORREBBE UN PIZZICO DI UTOPIA
La chiamata alle armi per battere Berlusconi non ha certo sortito gli effetti che le sinistre speravano. Ma poi, chi l'ha detto che per cambiare realmente le cose si debba andare a votare? Cioè scegliere chi ci governa. Se "un altro mondo è possibile" non uscirà certo dalle cabine elettorali. E al potere invece dei politici non sarebbe meglio metterci la fantasia?

Piano sequenza

Il ricatto nucleare

di Redento Mori

Viene presentata come opzione ragionevole per risolvere il problema energetico. Riducendo sensibilmente l'inquinamento. Con l'energia nucleare gli Stati Uniti accrescerebbero la loro autonomia. Allentando la dipendenza dai paesi arabi. Ma a chi conviene l'atomo? Chi vuole innescare questa "bomba ambientale"? Chi in definitiva vuole accelerare un processo di militarizzazione della società? Ecco l'analisi di Redento Mori, giornalista economico.

Piano sequenza

Quelli che... ripensano l'ordine mondiale

di Aldo Giannuli

 

Nel 1993 Samuel P. Huntington teorizza per la prima volta lo "scontro di civiltà". Ed entra nel gruppo di intellettuali che dà vita alla tendenza neo-con: Irving Kristol, Daniel Bell, Seymour Martin Lipset, Nathan Glazer. Qui lo storico Aldo Giannuli analizza il pensiero di Huntington attraverso le pagine del suo libro più importante: Lo scontro delle civiltà e il nuovo ordine mondiale. E ne mette in luce le assonanze con la politica della Casa Bianca. Giannuli è autore, fra l'altro, di La guerra fredda delle spie, La strategia della tensione, L'armadio della repubblica, La guerra dei mondi, Una strana vittoria (tutti pubblicati nel 2005)
dietro i fatti

Il dissenso in Iran? C'è ma non si vede

di Paola Rivetti

Ecco un viaggio tra chi, con mille difficoltà, resiste agli ayatollah. Una realtà troppo spesso occultata dall'ingombrante presenza dei fanatici religiosi e dei loro capi. Ci guida in questa scoperta del mondo che vorrebbe vivere nella libertà una giornalista free lance: Paola Rivetti

dietro i fatti

Come gli Stati Uniti creano il mostro

di Edward S. Herman

La politica imperiale degli Stati Uniti si fonda su un preciso programma di propaganda. Per convincere cittadini americani e governi alleati su alcuni doveri prioritari. Questi. Bisogna esportare la democrazia nel mondo. È una missione umanitaria distruggere i nemici della più forte nazione dell'Occidente. La lotta al terrorismo è una guerra santa. Strumenti di questa strategia sono i grandi media. Devono creare il clima che giustifichi gli interventi di Casa Bianca, Pentagono e Cia. Ecco la spietata analisi di Edward S. Herman, economista, analista dei mass media e docente di finanza alla Wharton School della University of Pennsylvania. In italiano è uscito il suo libro, scritto con Noam Chomsky, La fabbrica del consenso (1998 e 2006). Titolo originale di questo articolo Uncle Chutzpah and His Willing Executioners on the Dire Iran Threat: With Twelve Principles of War Propaganda in Ongoing Service

dietro i fatti

Villepin il precario sei tu

di M. A. Rossi e G. Soriano

Ha dovuto fare marcia indietro. Il primo ministro francese Dominique de Villepin è stato battuto. Così il contratto di primo impiego (Cpe) non è più legge della Francia. E i giovani sotto i 26 anni non potranno essere licenziati con una semplice lettera raccomandata. Una vittoria determinata da imponenti manifestazioni di studenti. E poi da scioperi generali

dietro i fatti

Palestina: la battaglia di Shu'fat

di Massimo Annibale Rossi

Un caso emblematico. La storia di un campo profughi palestinese alle porte di Gerusalemme. Abitato da 22 mila persone ammassate in uno spazio di un chilometro quadrato. Un luogo dove vige la legge del più forte. Cioè la legge degli israeliani. Shu'fat è luogo di miseria da dove però si può "ammirare" la ricchezza degli insediamenti israeliani poco distanti.

conversazioni

C'è qualcosa di nuovo oggi nel Sud

Intervista a Pino Cacucci di Rita Cenni

L'uscita dell'ultimo romanzo di Pino Cacucci, Nahui, è l'occasione per una riflessione sul "nuovo corso" in America Latina. Qualcosa di politicamente e socialmente importante si sta sviluppando, sostiene lo scrittore bolognese. Qualcosa che sfugge alle nostre tradizionali categorie di destra e sinistra. Starebbe nascendo fra i diseredati di quel continente un'utopia possibile. Cacucci è autore, fra l'altro, di Puerto Escondido (1990), Tina (1991), San Isidro Futbòl (1991), In ogni caso nessun rimorso (1994), Ribelli! (2001)

rifrazioni

La casa tra stato e mercato

di Giorgio Ciarallo e Ugo Nocera

Il problema delle abitazioni si è sviluppato fra due poli: pubblico e privato. Ma tra amministrazione statale del bisogno, vendita del patrimonio pubblico e speculazione capitalista esiste forse un'altra via. Una proposta che arriva dal dopoguerra e porta con sé energia libertaria. Ipotizzata dall'architetto e urbanista Giancarlo De Carlo. La rilanciano due giovani architetti

rifrazioni

Cos'è la rivoluzione

di Michael Albert

La redazione di Birikim (www.birikimdergisi.com), uno dei più vecchi mensili socialisti in Europa e Medio Oriente, pubblicato in turco, ha chiesto a molte persone di rispondere alla domanda "Cos'è la rivoluzione", per una edizione speciale del periodico. Questa è stata la risposta di Michael Albert, redattore di Z Magazine, autore fra l'altro di Il libro dell'economia partecipativa (2003) e noto attivista libertario nel movimento no global. Libertaria la ripropone per la semplicità delle argomentazioni di fronte alle dense pagine dedicate al tema dagli autori europei. Il breve scritto di Albert, in definitiva, ci racconta come ogni generazione "reinventa" la politica. Trascurando le esperienze precedenti. Titolo originale: What Is Revolution?

laboratorio

Dominio transnazionale? Sì ma anche statuale

di John Clark

È opinione sempre più diffusa che nell'era della globalizzazione lo stato nazionale stia perdendo potere. E che sia anche uno dei luoghi di resistenza contro i nascenti o già affermati poteri transnazionali. Non è vero, sostiene il filosofo John Clark: il potere dello stato continua a occupare un posto centrale nei sistemi di dominio, molto più di quanto le politiche e le ideologie neoliberali indurrebbero a credere. Quindi è prematuro annunciarne l'imminente decesso. Da qui una serie di "nuovi-vecchi" problemi per i movimenti di opposizione. Clark è autore, fra l'altro, di The Anarchist Moment (1984), Introduction à la philosophie écologique et politique de l'anarchisme (1993). E ha curato Elisée Reclus. Natura e società. Scritti di geografia sovversiva (1999)

dibattito

Métissage e islam

Le tre religioni monoteiste (ebraismo, cristianesimo e islamismo) sono l'espressione di una visione del mondo gerarchica, identitaria, totalizzante. Queste tre religioni si differenziano per il loro porsi nella storia. Per l'incontro-scontro con il processo di secolarizzazione. Così di fronte a un invadente fondamentalismo islamico si accentuano analoghe tendenze nelle chiese cristiane e nella religione ebraica. In questo contesto negatore dell'autonomia del soggetto e della libertà quale spazio ha il pensiero libertario? Questo l'interrogativo posto da Francesco Codello, studioso dei problemi dell'educazione . Così si allarga il dibattito scaturito dall'editoriale del numero 4/2005: La politica delle bombe

lanterna magica / libraria

Quando nacque la Prima Internazionale

di Lorenzo Pezzica

La più completa ricostruzione della Prima Internazionale. Una storia dalla parte degli anarchici. Ma non per questo meno obiettiva. Anzi. Ecco cosa raccontano i poderosi quattro volumi di James Guillaume, L'Internazionale. Documenti e ricordi (1864-1878), pubblicati per la prima volta in italiano dal Centro studi libertari Camillo Di Sciullo, Chieti, 2004-2006

lanterna magica / grande schermo

Nostalgia del paradiso perduto

di Josep Alemany

L'ultimo film di Terrence Malick, Il nuovo mondo, ripropone l'incontro fra gli europei e i nativi dell'America del Nord. L'amore fra un soldato e una pellerossa. Una sorta di ritorno in un paradiso perduto che proprio l'arrivo dei bianchi porterà alla distruzione. Un tema affascinante ma che il regista affronta con minori risultati rispetto al suo capolavoro: La sottile linea rossa

archivio

Bisogna dirlo

di Luce Fabbri

Questo articolo di Luce Fabbri è stato pubblicato sulla rivista Studi Sociali di Montevideo il 20 settembre 1937. Prende in esame gli scontri fra anarchici e comunisti nella Spagna del 1937 durante la lotta contro il franchismo. Un momento che segna l'involuzione della rivoluzione sociale voluta dai libertari, ma osteggiata, armi alla mano, dagli stalinisti. E proprio a partire da quegli eventi che Fabbri individua la nascita di una nuova classe dominante, diversa da quella capitalista. Anticipando così di due anni le analisi di Bruno Rizzi in La burocratisation du monde. Quella nuova classe che poi in ambito anarchico verrà di nuovo "scoperta" negli anni Sessanta definendola tecnoburocrazia. Una classe che alla proprietà dei mezzi di produzione sostituisce le conoscenze per guidare i processi produttivi e la prestazione di servizi. Questo articolo verrà ripreso nel 1957 dalla rivista italiana Volontà. Ma non creando il dibattito che avrebbe meritato

 

 
 
 
       

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