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Piano
sequenza
Il
ricatto nucleare
di Redento Mori
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Viene
presentata come opzione ragionevole per
risolvere il problema energetico. Riducendo
sensibilmente l'inquinamento. Con l'energia
nucleare gli Stati Uniti accrescerebbero
la loro autonomia. Allentando la dipendenza
dai paesi arabi. Ma a chi conviene l'atomo?
Chi vuole innescare questa "bomba ambientale"?
Chi in definitiva vuole accelerare un processo
di militarizzazione della società? Ecco
l'analisi di Redento Mori, giornalista economico.
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Piano
sequenza
Quelli
che... ripensano l'ordine mondiale
di
Aldo Giannuli
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Nel
1993 Samuel P. Huntington teorizza per la
prima volta lo "scontro di civiltà". Ed
entra nel gruppo di intellettuali che dà
vita alla tendenza neo-con: Irving Kristol,
Daniel Bell, Seymour Martin Lipset, Nathan
Glazer. Qui lo storico Aldo Giannuli analizza
il pensiero di Huntington attraverso le
pagine del suo libro più importante: Lo
scontro delle civiltà e il nuovo ordine
mondiale. E ne mette in luce le assonanze
con la politica della Casa Bianca. Giannuli
è autore, fra l'altro, di La guerra fredda
delle spie, La strategia della tensione,
L'armadio della repubblica, La guerra dei
mondi, Una strana vittoria (tutti pubblicati
nel 2005) |
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| dietro
i fatti
Il
dissenso in Iran? C'è ma non si
vede
di
Paola Rivetti
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Ecco
un viaggio tra chi, con mille difficoltà,
resiste agli ayatollah. Una realtà troppo
spesso occultata dall'ingombrante presenza
dei fanatici religiosi e dei loro capi.
Ci guida in questa scoperta del mondo che
vorrebbe vivere nella libertà una giornalista
free lance: Paola Rivetti |
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dietro
i fatti
Come
gli Stati Uniti creano il mostro
di
Edward S. Herman
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La
politica imperiale degli Stati Uniti si
fonda su un preciso programma di propaganda.
Per convincere cittadini americani e governi
alleati su alcuni doveri prioritari. Questi.
Bisogna esportare la democrazia nel mondo.
È una missione umanitaria distruggere i
nemici della più forte nazione dell'Occidente.
La lotta al terrorismo è una guerra santa.
Strumenti di questa strategia sono i grandi
media. Devono creare il clima che giustifichi
gli interventi di Casa Bianca, Pentagono
e Cia. Ecco la spietata analisi di Edward
S. Herman, economista, analista dei mass
media e docente di finanza alla Wharton
School della University of Pennsylvania.
In italiano è uscito il suo libro, scritto
con Noam Chomsky, La fabbrica del consenso
(1998 e 2006). Titolo originale di questo
articolo Uncle Chutzpah and His Willing
Executioners on the Dire Iran Threat: With
Twelve Principles of War Propaganda in Ongoing
Service |
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dietro
i fatti
Villepin
il precario sei tu
di M. A. Rossi e G. Soriano
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Ha
dovuto fare marcia indietro. Il primo ministro
francese Dominique de Villepin è stato battuto.
Così il contratto di primo impiego (Cpe)
non è più legge della Francia. E i giovani
sotto i 26 anni non potranno essere licenziati
con una semplice lettera raccomandata. Una
vittoria determinata da imponenti manifestazioni
di studenti. E poi da scioperi generali
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dietro
i fatti
Palestina:
la battaglia di Shu'fat
di
Massimo Annibale Rossi
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Un
caso emblematico. La storia di un campo
profughi palestinese alle porte di Gerusalemme.
Abitato da 22 mila persone ammassate in
uno spazio di un chilometro quadrato. Un
luogo dove vige la legge del più forte.
Cioè la legge degli israeliani. Shu'fat
è luogo di miseria da dove però si può "ammirare"
la ricchezza degli insediamenti israeliani
poco distanti. |
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conversazioni
C'è
qualcosa di nuovo oggi nel Sud
Intervista
a Pino Cacucci di Rita Cenni
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L'uscita
dell'ultimo romanzo di Pino Cacucci, Nahui,
è l'occasione per una riflessione sul "nuovo
corso" in America Latina. Qualcosa di politicamente
e socialmente importante si sta sviluppando,
sostiene lo scrittore bolognese. Qualcosa
che sfugge alle nostre tradizionali categorie
di destra e sinistra. Starebbe nascendo
fra i diseredati di quel continente un'utopia
possibile. Cacucci è autore, fra l'altro,
di Puerto Escondido (1990), Tina (1991),
San Isidro Futbòl (1991), In ogni caso nessun
rimorso (1994), Ribelli! (2001) |
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rifrazioni
La
casa tra stato e mercato
di
Giorgio Ciarallo e Ugo Nocera
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Il
problema delle abitazioni si è sviluppato
fra due poli: pubblico e privato. Ma tra
amministrazione statale del bisogno, vendita
del patrimonio pubblico e speculazione capitalista
esiste forse un'altra via. Una proposta
che arriva dal dopoguerra e porta con sé
energia libertaria. Ipotizzata dall'architetto
e urbanista Giancarlo De Carlo. La rilanciano
due giovani architetti |
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rifrazioni
Cos'è
la rivoluzione
di
Michael Albert
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La
redazione di Birikim (www.birikimdergisi.com),
uno dei più vecchi mensili socialisti in
Europa e Medio Oriente, pubblicato in turco,
ha chiesto a molte persone di rispondere
alla domanda "Cos'è la rivoluzione", per
una edizione speciale del periodico. Questa
è stata la risposta di Michael Albert, redattore
di Z Magazine, autore fra l'altro di Il
libro dell'economia partecipativa (2003)
e noto attivista libertario nel movimento
no global. Libertaria la ripropone per la
semplicità delle argomentazioni di fronte
alle dense pagine dedicate al tema dagli
autori europei. Il breve scritto di Albert,
in definitiva, ci racconta come ogni generazione
"reinventa" la politica. Trascurando le
esperienze precedenti. Titolo originale:
What Is Revolution? |
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laboratorio
Dominio
transnazionale? Sì ma anche statuale
di
John Clark
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È
opinione sempre più diffusa che nell'era
della globalizzazione lo stato nazionale
stia perdendo potere. E che sia anche uno
dei luoghi di resistenza contro i nascenti
o già affermati poteri transnazionali. Non
è vero, sostiene il filosofo John Clark:
il potere dello stato continua a occupare
un posto centrale nei sistemi di dominio,
molto più di quanto le politiche e le ideologie
neoliberali indurrebbero a credere. Quindi
è prematuro annunciarne l'imminente decesso.
Da qui una serie di "nuovi-vecchi" problemi
per i movimenti di opposizione. Clark è
autore, fra l'altro, di The Anarchist Moment
(1984), Introduction à la philosophie écologique
et politique de l'anarchisme (1993). E ha
curato Elisée Reclus. Natura e società.
Scritti di geografia sovversiva (1999) |
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dibattito
Métissage
e islam
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Le
tre religioni monoteiste (ebraismo, cristianesimo
e islamismo) sono l'espressione di una visione
del mondo gerarchica, identitaria, totalizzante.
Queste tre religioni si differenziano per
il loro porsi nella storia. Per l'incontro-scontro
con il processo di secolarizzazione. Così
di fronte a un invadente fondamentalismo
islamico si accentuano analoghe tendenze
nelle chiese cristiane e nella religione
ebraica. In questo contesto negatore dell'autonomia
del soggetto e della libertà quale spazio
ha il pensiero libertario? Questo l'interrogativo
posto da Francesco Codello, studioso dei
problemi dell'educazione . Così si allarga
il dibattito scaturito dall'editoriale del
numero 4/2005: La politica delle bombe
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lanterna
magica / libraria
Quando
nacque la Prima Internazionale
di
Lorenzo Pezzica
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La
più completa ricostruzione della Prima Internazionale.
Una storia dalla parte degli anarchici.
Ma non per questo meno obiettiva. Anzi.
Ecco cosa raccontano i poderosi quattro
volumi di James Guillaume, L'Internazionale.
Documenti e ricordi (1864-1878), pubblicati
per la prima volta in italiano dal Centro
studi libertari Camillo Di Sciullo, Chieti,
2004-2006 |
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lanterna
magica / grande schermo
Nostalgia
del paradiso perduto
di Josep Alemany
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L'ultimo
film di Terrence Malick, Il nuovo mondo,
ripropone l'incontro fra gli europei e i
nativi dell'America del Nord. L'amore fra
un soldato e una pellerossa. Una sorta di
ritorno in un paradiso perduto che proprio
l'arrivo dei bianchi porterà alla distruzione.
Un tema affascinante ma che il regista affronta
con minori risultati rispetto al suo capolavoro:
La sottile linea rossa |
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archivio
Bisogna
dirlo
di
Luce Fabbri
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Questo
articolo di Luce Fabbri è stato pubblicato
sulla rivista Studi Sociali di Montevideo
il 20 settembre 1937. Prende in esame gli
scontri fra anarchici e comunisti nella
Spagna del 1937 durante la lotta contro
il franchismo. Un momento che segna l'involuzione
della rivoluzione sociale voluta dai libertari,
ma osteggiata, armi alla mano, dagli stalinisti.
E proprio a partire da quegli eventi che
Fabbri individua la nascita di una nuova
classe dominante, diversa da quella capitalista.
Anticipando così di due anni le analisi
di Bruno Rizzi in La burocratisation du
monde. Quella nuova classe che poi in ambito
anarchico verrà di nuovo "scoperta" negli
anni Sessanta definendola tecnoburocrazia.
Una classe che alla proprietà dei mezzi
di produzione sostituisce le conoscenze
per guidare i processi produttivi e la prestazione
di servizi. Questo articolo verrà ripreso
nel 1957 dalla rivista italiana Volontà.
Ma non creando il dibattito che avrebbe
meritato |