Libertaria n. 3 - 2004


RISCOPRIAMO LA PROGETTUALITA'
Gli ultimi grandi crack finanziari hanno portato in evidenza un problema: tanti lavoratori e pensionati non hanno alternativa che dare i loro risparmi ai "padroni del vapore". Che poi li truffano. Perchè non ci sono più quelle casse mutue e di resistenza che hanno accompagnato lo sviluppo del movimento di opposizione. E se le riscoprissimo in chiave moderna come luoghi di produzione e di vita alternativa?

dietro i fatti

Soldati di ventura

di Vito Altobello

C'è una figura nuova, ma antica, che compare nei conflitti in corso: il mercenario. Questi signori non sono reclutati direttamente dagli stati in guerra. Sono professionisti in grado di vendere i propri servizi attraverso intermediari privati. Il governo americano ne fa uso dagli anni Novanta, un business che coinvolge civili, società militari private, apparati dello stato. Le società di sicurezza si muovono a livello internazionale, agiscono prevalentemente in Africa, stipulano contratti per milioni di dollari negli Stati Uniti, forniscono personale proveniente da tutto il mondo, anche dall'Italia. La guerra in Iraq ha portato alla ribalta il nuovo volto di un fenomeno conosciuto durante la guerra fredda e, probabilmente, da quando esiste la guerra stessa.

dietro i fatti

Aspettando la prossima Pamalat

di Franco Stefanoni

Solo guardando agli ultimi trent'anni si scopre che la storia industrial-finanziaria italiana è un susseguirsi di raggiri ai danni dei risparmiatori. Non solo di avidi (quanto allocchi) speculatori, ma anche di semplici lavoratori che non ricevendo più interessi decenti dai Bot si rivolgono alle banche. Che spesso scaricano su costoro i titoli più a rischio. E così quelli che pagano il prezzo più alto di un crack sono i più deboli. Come sempre. Racconta gli ultimi importanti e impressionanti dissesti, Franco Stefanoni, giornalista economico, autore fra l'altro di Finanza in crac (2003) analista delle organizzazioni internazionali

piano sequenza

Un conflitto senza orizzonti

di Serena Marcenò e Salvo Vaccaro

Non c'è modo migliore per descrivere la situazione oggi in Israele e Palestina che raccontare le esperienze vissute da Serena Marcenò e Salvo Vaccaro andati recentemente in quei paesi con una missione di cooperazione interuniversitaria fra l'ateneo di Palermo e l'università di Birzeit nella West Bank. Le difficoltà, le incomprensioni, le situazioni surreali, rendono con efficacia e immediatezza che cosa significhi vivere in un territorio in guerra guerreggiata da mezzo secolo. Fa toccare con mano come sia illusoria l'ipotesi di costruire due stati. Mette a nudo la retorica: due popoli due stati. In quei luoghi, infatti, il mito dello stato nazionale mostra le proprie incolmabili contraddizioni

laboratorio

L'anarchismo filosofico e i suoi errori

di Richard Dagger

C'è un libro che continua a suscitare un appassionante dibattito dopo oltre trent'anni dalla sua pubblicazione. Un caso editoriale: negli Stati Uniti ha venduto oltre centomila copie. E non siamo di fronte a un bellissimo romanzo, ma a un saggio. È In difesa dell'anarchia di Robert Paul Wolff. Un libro di filosofia politica che critica la "metafisica dello stato". Critica distruttiva che mina alle fondamenta la teoria politica tradizionale e toglie legittimità al potere. Al successo americano non ha corrisposto un altrettanto interesse in Europa. Pubblicato da Isedi nel 1973 ha venduto poche migliaia di copie, così come è avvenuto più recentemente, nel 1999, con la nuova edizione da parte di Elèuthera. Eppure le tesi di Wolff sono logicamente dirompenti. E molti filosofi di lingua inglese si sono cimentati con lui e contro di lui. Qui viene proposta la critica che ne fa Richard Dagger (docente di filosofia al dipartimento di scienze politiche all'Arizona State University di Tempe) utilizzando ampiamente le tesi di William Edmundson, autore di Three Anarchical Fallacies (1998). Dagger è autore tra l'altro di Civic Virtues: Rights, Citizenship, and Republican Liberalism (1997). Titolo originale di questo articolo: Philosophical anarchism and its fallacies (in Law and Philosophy, n.19/2000)

rifrazioni

Quei ragazzi difficili di Sylvia Koti

di Francesco Codello

FOTOGALLERY

I bambini normali e quelli definiti "fuori norma" convivono in modo armonico nella finlandese Sylvia Koti, una scuola della rete Camphill, sparsa in molte nazioni. Una scuola capace di valorizzare l'individualità dei bambini perché in una persona si cercano le sue potenzialità, le sue diversità, le sue caratteristiche peculiari, non soltanto le sue lacune, le sue anormalità. È questa l'ultima tappa, in ordine di tempo, fra le scuole libertarie del mondo, di Francesco Codello, studioso di problemi dell'educazione

rifrazioni

L'istituzione negata

di Persio Tincani

Il potere può confrontarsi con il dissenso radicale? Sì, ma solo pagando un prezzo altissimo: rendere palese la sua arbitrarietà. Persio Tincani filosofo politico autore di Argomenti di giustizia distributiva (2004) rilegge un antico poema anglosassone alla ricerca della radice violenta delle istituzioni e delle menzogne che ne affermano la legittimità

dibattito

Sintesi revisionista e blocco neoliberale

di Eduardo Colombo

Ecco un altro "capitolo" del dibattito sul revisionismo. Qui interviene Eduardo Colombo, psicoanalista e attivista anarchico da oltre mezzo secolo, prima a Buenos Aires poi, dal 1969, a Parigi. Per Colombo siamo in presenza di un processo che tende a considerare la visione della storia, il paradigma, come un fatto stabilito. Si costruiscono così due paradigmi, uno obsoleto, definitivamente squalificato, il modello "progressista" o materialista, rappresentato dalla vulgata marxista, e un altro che esce dall'esperienza totalitaria, liberale nella sua struttura e definitivamente assunto come sostrato di ogni possibile politica. Questa posizione è lo sfondo che il blocco immaginario della democrazia neoliberale cerca di imporre a qualunque analisi politica della modernità. Secolarizzazione, democrazia rappresentativa, diritti umani, capitalismo, opinione pubblica, riduzione a forma giuridica delle relazioni umane sono presentati come parti connesse di un tutto organico che rappresenta l'orizzonte insuperabile della società. Questo insieme di valori e forme del neoliberalismo, e ovviamente, di nuovi rapporti di forza", si diffonde a partire da una svolta della storia, con la caduta dei totalitarismi: nazismo e fascismo, comunismo sovietico. Ma prende le mosse anche dal soffocamento delle insurrezioni operaie. La conseguenza è stata la distruzione delle speranze rivoluzionarie. È una svolta della storia che bisogna cercare di correggere. Dopotutto è anche questo il compito di chi propone un'alternativa libertaria e anarchica all'attuale società del dominio

dibattito

Un "folle" errore da correggere

di Luigi Veronelli

È conosciuto da decenni come grande esperto di vini e di cibi. Strenuo difensore delle produzioni artigianali contro quelle delle grandi industrie. Cantore dell'antica sapienza dei contadini e dei prodotti genuini. Da qualche anno è noto anche il suo impegno per l'affermazione delle De.Co. (Denominazioni Comunali) dando così ai prodotti una provenienza certa. Ma non solo, si sta anche impegnando per la formulazione e approvazione di leggi che salvaguardino e incentivino le specificità e unicità dell'agricoltura "tradizionale" contro le merci massificate delle multinazionali. Qui Luigi Veronelli avanza alcune proposte di "politica istituzionale" con qualche rimprovero agli anarchici

archivio

Lo strano rapporto di Orwell con gli anarchici

di Colin Ward

Uno dei più prolifici e interessanti pensatori anarchici contemporanei racconta ai lettori di Libertaria un volto inedito, tra il politico e l'intimistico, dell'autore di 1984 e Omaggio alla Catalogna. Un George Orwell con tanti difetti e con slanci di rara umanità. Con i turbamenti e il rancore di chi ha visto in Spagna lo stalinismo in azione. Tra i libri di Colin Ward pubblicati in italiano vanno ricordati: La pratica della libertà (1996), Dopo l'automobile (1992), La città dei ricchi e dei poveri (1998), Il bambino e la città (2000), Acqua e comunità (2003)

lanterna magica/libraria

Sostiene Berti... su Malatesta

di Claudio Venza

La biografia di Errico Malatesta tracciata da Giampietro Nico Berti (Errico Malatesta e il movimento anarchico italiano e internazionale 1872-1932) fa discutere gli storici. Ma non solo loro. Anche perché Malatesta è forse la figura più rappresentativa dell'anarchismo e del movimento rivoluzionario a cavallo tra Ottocento e Novecento. Dopo l'analisi di Pietro Adamo, storico, ecco (come preannunciato sul numero scorso) la recensione di un altro storico: Claudio Venza

lanterna magica/libraria

Dalla città di Errico suona "il risveglio"

intervista a Piero Brunello e Filippo Benfante

di Francesco Berti

Sette titoli in pochi mesi. E sette piccoli successi. È la collana Il risveglio dell'editrice Spartaco di Santa Maria Capua Vetere. La cittadina del Napoletano dove nacque il famoso rivoluzionario italiano Errico Malatesta. Ma gli animatori della collana sono due libertari veneziani: Piero Brunello e Filippo Benfante. Francesco Berti li ha incontrati

lanterna magica/grande schermo

Matrix: una critica al sistema?

di Philippe Godard

I tre film di fantascienza hanno prodotto un fenomeno socio-culturale, oltre che di successo commerciale Le tre pellicole (soprattutto la prima, un po' meno le altre due) vengono recepite e vissute da un vasto pubblico come una serrata critica alla società del dominio informatico verso cui siamo incamminati. Quindi una serrata e dirompente requisitoria a favore di una società libertaria: senza leggi. Ma è proprio così? L'autore di questo articolo avanza qualche fondato dubbio. Philippe Godard è direttore della collana Junior Histoire delle edizioni Autrement di Parigi. Per Elèuthera ha pubblicato Ladri d'infanzia. Contro il lavoro minorile (2002)

lanterna magica/sipario

Il caso Passannante

intervista a Ulderico Pesce

di Carlo Ghirardato

Il cranio e il cervello del primo attentatore politico dell'Italia unita, Giovanni Passannante, sono ancora conservati al Museo criminologico di Roma. Macabro "reperto scientifico" di un anarchico attentatore che non riuscì neppure a colpire Umberto I nel 1878. E perfino il suo paese d'origine da allora non si chiama più Salvia, ma Savoia di Lucania. Una vicenda che ha stimolato l'attore e regista Ulderico Pesce a scrivere e a mettere in scena la pièce L'innaffiatore del cervello di Passannante. Carlo Ghirardato ha incontrato Pesce
 
 
 
       

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