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RISCOPRIAMO
LA CONVIVIALITA'
La
crisi sta per finire ripetono in modo
ossessivo coloro che l’hanno creata.Una
sciocchezza. Che altri smentiscono. Insomma
un gioco delle parti fatto per confondere.
Purtroppo la crisi sta per dare i suoi
frutti peggiori. Però...
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dietro
i fatti
Adesso
viene il peggio
di
Massimo Amato
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L’ottimismo
è d’obbligo. Così i «potenti» continuano
a ripetere che il disastro finanziario-economico
sta passando. E arrivano tempi migliori.
Ma non è vero. Ecco la disincantata analisi
di Massimo Amato, docente di storia economica
all’università Bocconi di Milano. Amato
è autore (con Luca Fantacci) di Fine della
finanza (2009), Le radici di una fede. Per
una storia del rapporto fra moneta e credito
in Occidente (2008) e Il bivio della moneta
(1999). |
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conversazioni
La
crisi dell’impero non è solo economica
intervista
a Noam Chomsky di Amy Goodman
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Un
approfondito e serrato botta e risposta.
Dal crack finanziario di Wall Street fino
ai punti deboli e ai misfatti del paese
più potente del mondo. E come e perché la
politica estera Usa alimenta la resistenza
all’impero americano. Ecco la puntuale critica
di Noam Chomsky, linguista, docente emerito
al Massachusetts Institute of Technology
di Boston. Autore di innumerevoli libri
di cui ricordiamo, per i tipi di Elèuthera,
La quinta libertà (2002), Illusioni necessarie
(2006). Alla corte di re Artù (2002). E
poi Anarchismo (2008). |
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laboratorio
Dal
postanarchismo al dibattito anarchico
sulla postmodernità
di
Vivien Garçia
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Il
dibattito sul postanarchismo sviluppatosi
soprattutto nei paesi anglofoni ha da tempo
investito anche quelli francofoni e Vivien
Garçia con rigore ripercorre i percorsi
di alcuni teorici di questa nuova visione
dell’anarchismo mettendone in evidenza carenze
e contraddizioni. Garçia è autore fra l’altro
di L’anarchisme aujourd’hui (2007). Titolo
originale dell’articolo Du postanarchisme
au débat anarchiste sur la postmodernité
pubblicato su Réfractions (numero 21). |
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rifrazioni
La
potenza dell’idea
di
Arturo Schwarz
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«Ciò
che unicamente e veramente rimane nella
vita sono soltanto le idee», citando Karl
Wilhelm Humboldt si chiude questo scritto
di Arturo Schwarz. Perché sono le idee,
più della politica o dell’economia, che
muovono e trasformano il mondo. Questa la
suggestiva tesi dell’autore di innumerevoli
libri, tra questi: Sono ebreo, anche (2007),
Il mondo accanto (2006), Cabbalà e alchimia
(2004), L’immaginazione alchemica, ancora
(2000).Man Ray (1998), Anarchia e creatività
(1981) e il recentissimo La donna e l’amore
al tempo dei miti (2009) recensito nella
sezione libraria di questo numero. |
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rifrazioni
Lo
spirito di rivolta
di
Roger Dadoun
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Geografo
di levatura mondiale, esperto dei fenomeni
di glaciazione e conoscitore dei grandi
spazi, Pëtr Kropotkin (1842-1921) meriterebbe
di essere definito il «principe dell’anarchia».
Principe lo era di fatto, per la sua appartenenza
all’aristocrazia russa e anarchico per la
sua scelta di abbandonare le sue terre e
il suo rango di ufficiale dei cosacchi e
di impegnarsi totalmente come militante
all’azione e al pensiero anarchico, redigendo
testi importanti sull’etica come principale
preoccupazione dell’uomo, sulla solidarietà
come principio dell’evoluzione, sullo spirito
di rivolta come struttura intrinseca dell’animo
umano. E come dirà Albert Camus: l’uomo
in rivolta. L’Esprit de Révolte, breve analisi
di esemplare chiarezza, è pregevole anche
per il modo originale con cui affronta la
storia, focalizzando l’interesse sulla zona
in ombra, sull’azione di «individui eroici»
e quasi sempre anonimi, che diedero «fuoco
alle polveri» e, simbolicamente parlando,
suscitarono il risveglio alla lotta. Così
Roger Dadoun rilegge e reinterpreta un famoso
opuscolo di Kropotkin. Dadoun, scrittore
e psicoanalista, è autore fra l’altro di
Cinéma, Psycanalyse & politique (2000),
Vieillir & Jouir (1999), Cent fleurs pour
Wilhelm Reich (1999). |
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sipario
Hamlet
revolution
di
Giancarlo Biffi
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«Dolore,
per chi ci ha lasciato, troppo presto. Illusione?
La grande gioia di aver tentato di rincorrere
il sole, di aver provato a ribaltare l’ordine
sociale di questo mondo» William Shakespeare
Ecco un esempio di teatro totale in cui
recitazione, musica, canto, movimento e
immagine danno vita a un’opera che combina
in un solo flusso diverse arti. Intreccio
di finzione e fatti veramente accaduti in
quei giorni del 1977. Non un’operazione
nostalgica ma l’impiastricciarsi nel grumo
forte e intenso del «personale» che si fa
«politico». Un modo per dipingere la vita
prima che l’esistenza ci dipinga. È l’ultima
fatica di Giancarlo Biffi e della compagnia
di Cada die teatro di Cagliari. |
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forme
e colori
Quelli
che fanno mondi
di
Franco Buncuga
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Dal
7 giugno al 22 novembre si svolge ai Giardini
e all'Arsenale una nuova edizione, la 53esima,
dell'Esposizione Internazionale d'Arte della
Biennale di Venezia, presieduta da Paolo
Baratta. Il tema di quest'anno, scelto dal
curatore Daniel Birnbaum, si intitola Fare
Mondi. Nelle intenzioni del curatore Fare
Mondi- Making Worlds e una mostra per esplorare
i mondi intorno e davanti a noi. Una mostra
in cui si mescolano senza ordine gerarchico
tutte le forme artistiche: installazioni,
video e film, scultura, performance, pittura
e disegno, con l'intervento di piu di novanta
artisti di provenienza internazionale. Artisti
che creano mondi, che aprono strade e artisti
delle generazioni precedenti che Birnbaum
considera "artisti chiave per la creativita
delle generazioni successive". Una
Biennale d'Arte sempre piu pervasiva nel
tessuto urbano. Colorati tentacoli che dai
Giardini e dall'Arsenale inglobano e trasfigurano
la citta. Biennale in ogni luogo. Ora tutto
e sparso, la sede principale e bicefala,
Giardini e Arsenale, e i padiglioni spuntano
ovunque: sulla terraferma e in laguna, su
zattere e barconi. Franco Bunc.uga, esperto
di storia dell'arte, ha visitato la Biennale
per Libertaria. |
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libraria
Dal
genoma a piazza Fontana
di
Lorenzo Pezzica
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Nove
libri. Il «mistero» della vita accostato
ai maneggi della polizia nell’Italia liberale.
La figura della donna al tempo dei miti
e l’attentato alla Fiera campionaria di
Milano nel 1928.Da accostare all’ultimo
libro sulla strage alla Banca dell’agricoltura
del 1969. Un libro che vorrebbe riscrivere
per l’ennesima volta quei fatti. Due attentatori
in piazza Fontana: l’anarchico Pietro Valpreda
e il neonazista Claudio Orsi. Su due taxi
diversi. Due le bombe alla banca. Due ferrovieri
anarchici: Giueppe Pinelli e l’infiltrato
Mauro Meli. Infiltrato così bene che al
Ponte della Ghisolfa nessuno l’ha mai visto.
E poi gli Arditi del popolo e il giornale
Umanità Nova dal 1944 al 1953. La proposta
di un nuovo umanesimo anarchico senza dimenticare
gli abbagliati dal «cavaliere». |
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archivio
Potere,
autorità, dominio: una proposta di definizione
di
Amedeo Bertolo
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Definire il potere, il suo ambito, le sue
dimensioni sociali in rapporto agli altri
due termini (autorità e dominio) significa
mettere a fuoco un nodo concettuale centrale
del pensiero anarchico. La più coerente
teoria «contro il potere». Ma che cosa c’è
dietro le tre parole? Quali ambiguità racchiudono?
Ecco un saggio pubblicato sul numero 2 del
1983 del trimestrale Volontà. Un testo che
si propone (come è scritto nell’editoriale-presentazione
di quel numero della rivista) di «definire
non tanto i termini, solo apparentemente
sinonimi, di potere, autorità, dominio,
quanto di approfondire i concetti che stanno
dietro ai termini e ai contenuti che stanno
dietro ai concetti». Amedeo Bertolo è stato
tra i fondatori di A rivista anarchica nel
1971, redattore delle Edizioni Antistato
e di Volontà. Attualmente è redattore dell’editrice
Elèuthera.
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persone
Quelli
che se ne vanno
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Ognuno, a modo suo, ha lasciato un’impronta
duratura nella storia dell’anarchismo contemporaneo.
Ecco un breve ricordo di Rubén Prieto, Luís
Andrés Edo, Carlos Semprun Maura e Diego
Camacho. |
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