Libertaria n. 3/4 - 2008


FONDAZIONI UNIVERSITARIE: E PERCHÉ NO?

È scoppiato un nuovo Sessantotto? Non scherziamo. Quarant'anni sono tanti. E la realtà sociale è completamente cambiata. Così come sono cambiati modo di agire, di comportarsi, di vedere il mondo di chi oggi ha vent'anni. Però queste manifestazioni sono una ventata di aria nuova. Con qualcosa d'antico. E per quanto riguarda le ventilate fondazioni proprietarie delle università...

piano sequenza

La sbornia finanziaria è finita

di Massimo Amato e Luca Fantacci

I grandi operatori e i sacerdoti della finanza occidentale non sanno più cosa dire. Sentono che per loro è finita un'epoca. E che l'hanno fatta finire per tanti. Ma questa crisi cosa ci dice? Da quali premesse è originata? Quali scenari prospetta? Che ruolo assegna allo stato e alla regolazione dopo tanti anni di deregulation? A questi interrogativi danno prime risposte Massimo Amato e Luca Fantacci. I due insegnano storia economica all'università Bocconi di Milano. Da tempo studiano i sistemi monetari e finanziari sia in prospettiva storica sia in vista della loro riformabilità. Fra i loro scritti sul tema: Amato, Il bivio della moneta (1999) e Le radici di una fede. Per una storia del rapporto fra moneta e credito in Occidente (2008). Fantacci, La moneta. Storia di un'istituzione mancata (2005).

dietro i fatti

La nuova dissidenza tibetana

di Giulio Spiazzi

 

C'è una variabile che il governo di Pechino non aveva previsto: la nuova dissidenza tibetana. Non violenta ma molto diversa da quella espressa nell'ultimo mezzo secolo dagli stretti seguaci del Dalai Lama. E ha usato l'appuntamento mondiale delle olimpiadi. A Lhasa, capitale del Tibet, è apparsa una contestazione capace di esprimersi in nuove forme contro l'oppressione cinese. Un'oppressione che tende al genocidio. Un'oppressione che i governi occidentali non vogliono vedere per non recare danno ai traffici e agli affari con il nuovo colosso industriale dell'estremo oriente. Ecco cosa è accaduto in quei giorni. Lo racconta ai lettori di Libertaria Giulio Spiazzi, giornalista free lance specializzato in politica estera. Spiazzi ha fatto reportage da diversi paesi: Afghanistan (1984-1998), Irlanda del Nord/Ulster (1989), Libano (1989), Urss (1990), Croazia (1992), Moldova (1993), Bosnia-Erzegovina (1994), Sudafrica (1994), Russia-Csi (1998), Birmania (2001), Palestina e Israele (2007). E inchieste sulle problematiche sociali e culturali del Paraguay postdittatura, Cile, Argentina, Brasile, Stati Uniti.
osservatorio

La riforma è pessima ma l'esistente è meglio?

di Francesco Codello

Destra e sinistra si scontrano sul nuovo corso voluto dalla ministra Mariastella Gelmini. Un preciso disegno di restaurazione. Però sindacati e forze riformiste sono arroccati sulla difesa dell'esistente. E in fondo nessuno pensa veramente al soggetto principale: gli studenti. Questa l'analisi di Francesco Codello, studioso di pedagogia, autore di La buona educazione (2005) e Vaso, creta o fiore (2005).

laboratorio

Dall'anarchismo al postanarchismo

di Tomás Ibañez

L'anarchismo è un'arma temibile contro qualsiasi trascendenza, ma è un'arma che sarà apprezzata veramente dalle nuove generazioni solo se sarà il primo a riconoscere il carattere relativo dei suoi fondamenti e a sapere che, non essendo basato su niente di assoluto, è del tutto transitorio. Ma proprio perché è una delle rare ideologie, se non l'unica, in grado di rivolgere a se stessa un tale sguardo critico, l'anarchismo continua a ispirare le rivolte più sovversive. E soprattutto se sarà capace di andare oltre la tradizione. Questa è in sintesi l'analisi di Tomás Ibañez, docente di psicologia sociale all'Università Autonoma di Barcellona e autore fra l'altro di Contra la dominacion (2005) e Por qué A (2005).

laboratorio

L'anarchismo declinato al presente

di Uri Gordon

L'anarchismo nell'era della globalizzazione ha ampiamente modificato le sue prospettive. gran parte degli anarchici di oggi non si muovono più per la realizzazione di una società perfetta da raggiungere attraverso quel momento "magico" chiamato rivoluzione. Anarchismo oggi significa realizzare già nella vita quotidiana comportamenti egualitari, non improntati a dominazione. Un qui e ora che tende a modificare la società dal suo interno. Ecco quanto analizza Uri Gordon, attivista anarchico israeliano, membro di Anarchici contro il muro, organizzazione che lotta con azioni dirette contro la costruzione del muro tra Israele e la Palestina. Ed è ricercatore nel dipartimento di politica e relazioni internazionali di Oxford. Autore di Anarchy Alive! Anti-authoritarian Politics from Practice to Action (2007). Questo testo è stato presentato a un convegno alla California University di Berkeley nel 2005. Titolo originale: Liberation now. Present-tense Dimensions of Contemporary Anarchism.

conversazioni

Umano, troppo umano, postumano

intervista ad Alberto Giovanni Biuso di Franco Melandri

L'essere umano come pura "naturalità" non esiste, non è mai esistito. Non c'è mai un corpo distinto dal pensiero. L'essere umano è immediatamente tecnologia, cioè intervento nel mondo e ibridazione continua. La sfera umana non esiste come luogo unicamente umano, perché essa ha innanzitutto a che fare con gli altri animali, cui gli esseri umani devono la loro sopravvivenza biologica. E a questa dimensione si aggiunge la sfera del sacro: niente a che vedere con la religione positiva, con la trascendenza. Il sacro è dare un significato all'esistenza. Allora il postumano tecnologico non solo sarà, accadrà, ma è bene che sia: non sarà altro che un proseguimento dell'ibridazione che costituisce l'uomo. Per nulla signore del cosmo. Antropocentrismo addio. Ecco il messaggio di Alberto Giovanni Biuso, docente di filosofia della mente all'università di Catania, studioso di Friedrich Nietzsche e delle nuove tecnologie. Biuso è autore, fra l'altro, di Cyborgsofia. Introduzione alla filosofia del computer (2004), Nomadismo e benedizione. Ciò che bisogna sapere prima di leggere Nietzsche (2006) e curatore di un recente numero de Il giornale della filosofia dedicato a Filosofia e neurofenomenologia.

conversazioni

Quel migrante chiamato Joe Hill

Intervista a Lorenzo Marvelli di Carlo Ghirardato

Uno spettacolo teatrale del Collettivo Teatri OFFesi ripropone la figura e le battaglie sindacali dell'emigrato svedese negli Stati Uniti, Joel Emmanuel Hägglund poi Joseph Hillström abbreviato in Joe Hill. Con le sue canzoni lui ha accompagnato e stimolato le rivendicazioni non solo salariali dei lavoratori, soprattutto immigrati. Ecco come lo racconta il gruppo teatrale di Pescara. Carlo Ghirardato è musicista e cantante.

rifrazioni

Il falso mito della geopolitica

di Aldo Giannuli

Controllare il passato significa controllare il futuro, ci ha insegnato George Orwell. Bene, è proprio sul controllo della storia che uscirà a fine febbraio per i tipi di Guanda un libro di Aldo Giannuli: titolo provvisorio L'abuso pubblico della storia. Dopo una panoramica sulle principali tendenze sociali e politiche dell'ultimo quarto di secolo, il libro fissa l'attenzione sulla battaglia svoltasi, nello stesso periodo, per il "controllo della storia" non solo in Italia, ma anche in Francia, Stati Uniti, Russia, Germania, Cina, Giappone… Un'operazione che va molto oltre la stucchevole polemica sul negazionismo olocaustico che ha finito per fare da diversivo rispetto a fenomeni più importanti. Da un lato, il revisionismo storico, che si autodefinisce liberale, ma che liberale non è, collocandosi piuttosto sulle posizioni del conservatorismo radicale; dall'altro, la crescente invadenza del potere politico che cerca di condizionare la ricerca storica attraverso leggi penali, chiusura degli archivi, operazioni di disinformazione dei servizi segreti, revisione dei libri di testo.. Due tendenze che tendono alla piena restaurazione della "storiografia del principe". Libertaria propone in anteprima due capitoli di quel libro. Giannuli, storico, è autore fra l'altro di Lo stato parallelo (con Paolo Cucchiarelli, 1997), La guerra fredda delle spie, La strategia della tensione, L'armadio della repubblica, la guerra dei mondi e Una strana vittoria (tutti usciti nel 2005).

libraria

Parole e suoni d'amore e d'anarchia

di Lorenzo Pezzica

Sei libri, un cd e un dvd da non perdere. Strategia della tensione, politica oggi, globalizzazione, amori e passioni, piccole e grandi storie, il ricordo di un mitico anarchico. E poi musica ribelle e storie del sindacalismo libertario a Cuba prima di Fidel Castro.

forme e colori

Una biennale al di là del costruire

di Franco Buncuga

Dal 14 settembre al 23 novembre si svolge a Venezia il tradizionale appuntamento con la Biennale di architettura. Quest'anno il presidente Paolo Baratta ha voluto affidare una riflessione sullo stato dell'architettura ad Aaron Betsky, saggista e giornalista, docente universitario curatore di molti eventi dedicati all'architettura che si è formato culturalmente tra l'Olanda, dove ha lavorato a lungo (è stato direttore dal 2001 al 2006 del Netherlands Architecture Institute di Rotterdam, uno dei più importanti musei di architettura del mondo), e gli Stati Uniti dove ricopre l'incarico di direttore del Cincinnati Art Museum. Questa edizione della mostra internazionale di architettura, Out There: Architecture Beyond Building (Lì fuori: l'architettura al di là del costruire), ha sollevato molte critiche. Si rimprovera a Betsky di aver trascurato l'architettura come disciplina professionale che produce edifici e manufatti e interviene a modificare il territorio e di aver privilegiato discorsi, eventi artistici, installazioni multimediali, dibattiti sulle finalità e sulla critica dell'architettura, di essere stato troppo utopico, troppo orientato verso la teoria ed essersi troppo poco prestato a essere vetrina delle grandi opere architettoniche dei soliti Archistar, sempre presenti nelle edizioni precedenti. Poco concreto, insomma, troppo visionario. È proprio per questo che Libertaria è andata a dare un'occhiata.

 

 
 
 
       

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