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FONDAZIONI
UNIVERSITARIE: E PERCHÉ NO?
È
scoppiato un nuovo Sessantotto? Non scherziamo.
Quarant'anni sono tanti. E la realtà sociale
è completamente cambiata. Così come sono
cambiati modo di agire, di comportarsi,
di vedere il mondo di chi oggi ha vent'anni.
Però queste manifestazioni sono una ventata
di aria nuova. Con qualcosa d'antico.
E per quanto riguarda le ventilate fondazioni
proprietarie delle università...
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piano
sequenza
La
sbornia finanziaria è finita
di
Massimo Amato e Luca Fantacci
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I
grandi operatori e i sacerdoti della finanza
occidentale non sanno più cosa dire. Sentono
che per loro è finita un'epoca. E che l'hanno
fatta finire per tanti. Ma questa crisi
cosa ci dice? Da quali premesse è originata?
Quali scenari prospetta? Che ruolo assegna
allo stato e alla regolazione dopo tanti
anni di deregulation? A questi interrogativi
danno prime risposte Massimo Amato e Luca
Fantacci. I due insegnano storia economica
all'università Bocconi di Milano. Da tempo
studiano i sistemi monetari e finanziari
sia in prospettiva storica sia in vista
della loro riformabilità. Fra i loro scritti
sul tema: Amato, Il bivio della moneta (1999)
e Le radici di una fede. Per una storia
del rapporto fra moneta e credito in Occidente
(2008). Fantacci, La moneta. Storia di un'istituzione
mancata (2005). |
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dietro
i fatti
La
nuova dissidenza tibetana
di
Giulio Spiazzi
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C'è
una variabile che il governo di Pechino
non aveva previsto: la nuova dissidenza
tibetana. Non violenta ma molto diversa
da quella espressa nell'ultimo mezzo secolo
dagli stretti seguaci del Dalai Lama. E
ha usato l'appuntamento mondiale delle olimpiadi.
A Lhasa, capitale del Tibet, è apparsa una
contestazione capace di esprimersi in nuove
forme contro l'oppressione cinese. Un'oppressione
che tende al genocidio. Un'oppressione che
i governi occidentali non vogliono vedere
per non recare danno ai traffici e agli
affari con il nuovo colosso industriale
dell'estremo oriente. Ecco cosa è accaduto
in quei giorni. Lo racconta ai lettori di
Libertaria Giulio Spiazzi, giornalista free
lance specializzato in politica estera.
Spiazzi ha fatto reportage da diversi paesi:
Afghanistan (1984-1998), Irlanda del Nord/Ulster
(1989), Libano (1989), Urss (1990), Croazia
(1992), Moldova (1993), Bosnia-Erzegovina
(1994), Sudafrica (1994), Russia-Csi (1998),
Birmania (2001), Palestina e Israele (2007).
E inchieste sulle problematiche sociali
e culturali del Paraguay postdittatura,
Cile, Argentina, Brasile, Stati Uniti. |
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| osservatorio
La
riforma è pessima ma l'esistente è meglio?
di
Francesco Codello
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Destra
e sinistra si scontrano sul nuovo corso
voluto dalla ministra Mariastella Gelmini.
Un preciso disegno di restaurazione. Però
sindacati e forze riformiste sono arroccati
sulla difesa dell'esistente. E in fondo
nessuno pensa veramente al soggetto principale:
gli studenti. Questa l'analisi di Francesco
Codello, studioso di pedagogia, autore di
La buona educazione (2005) e Vaso, creta
o fiore (2005). |
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laboratorio
Dall'anarchismo
al postanarchismo
di
Tomás Ibañez
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L'anarchismo
è un'arma temibile contro qualsiasi trascendenza,
ma è un'arma che sarà apprezzata veramente
dalle nuove generazioni solo se sarà il
primo a riconoscere il carattere relativo
dei suoi fondamenti e a sapere che, non
essendo basato su niente di assoluto, è
del tutto transitorio. Ma proprio perché
è una delle rare ideologie, se non l'unica,
in grado di rivolgere a se stessa un tale
sguardo critico, l'anarchismo continua a
ispirare le rivolte più sovversive. E soprattutto
se sarà capace di andare oltre la tradizione.
Questa è in sintesi l'analisi di Tomás Ibañez,
docente di psicologia sociale all'Università
Autonoma di Barcellona e autore fra l'altro
di Contra la dominacion (2005) e Por qué
A (2005). |
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laboratorio
L'anarchismo
declinato al presente
di
Uri Gordon
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L'anarchismo
nell'era della globalizzazione ha ampiamente
modificato le sue prospettive. gran parte
degli anarchici di oggi non si muovono più
per la realizzazione di una società perfetta
da raggiungere attraverso quel momento "magico"
chiamato rivoluzione. Anarchismo oggi significa
realizzare già nella vita quotidiana comportamenti
egualitari, non improntati a dominazione.
Un qui e ora che tende a modificare la società
dal suo interno. Ecco quanto analizza Uri
Gordon, attivista anarchico israeliano,
membro di Anarchici contro il muro, organizzazione
che lotta con azioni dirette contro la costruzione
del muro tra Israele e la Palestina. Ed
è ricercatore nel dipartimento di politica
e relazioni internazionali di Oxford. Autore
di Anarchy Alive! Anti-authoritarian Politics
from Practice to Action (2007). Questo testo
è stato presentato a un convegno alla California
University di Berkeley nel 2005. Titolo
originale: Liberation now. Present-tense
Dimensions of Contemporary Anarchism. |
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conversazioni
Umano,
troppo umano, postumano
intervista
ad Alberto Giovanni Biuso di Franco Melandri
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L'essere
umano come pura "naturalità" non esiste,
non è mai esistito. Non c'è mai un corpo
distinto dal pensiero. L'essere umano è
immediatamente tecnologia, cioè intervento
nel mondo e ibridazione continua. La sfera
umana non esiste come luogo unicamente umano,
perché essa ha innanzitutto a che fare con
gli altri animali, cui gli esseri umani
devono la loro sopravvivenza biologica.
E a questa dimensione si aggiunge la sfera
del sacro: niente a che vedere con la religione
positiva, con la trascendenza. Il sacro
è dare un significato all'esistenza. Allora
il postumano tecnologico non solo sarà,
accadrà, ma è bene che sia: non sarà altro
che un proseguimento dell'ibridazione che
costituisce l'uomo. Per nulla signore del
cosmo. Antropocentrismo addio. Ecco il messaggio
di Alberto Giovanni Biuso, docente di filosofia
della mente all'università di Catania, studioso
di Friedrich Nietzsche e delle nuove tecnologie.
Biuso è autore, fra l'altro, di Cyborgsofia.
Introduzione alla filosofia del computer
(2004), Nomadismo e benedizione. Ciò che
bisogna sapere prima di leggere Nietzsche
(2006) e curatore di un recente numero de
Il giornale della filosofia dedicato a Filosofia
e neurofenomenologia. |
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conversazioni
Quel
migrante chiamato Joe Hill
Intervista
a Lorenzo Marvelli di Carlo Ghirardato
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Uno
spettacolo teatrale del Collettivo Teatri
OFFesi ripropone la figura e le battaglie
sindacali dell'emigrato svedese negli Stati
Uniti, Joel Emmanuel Hägglund poi Joseph
Hillström abbreviato in Joe Hill. Con le
sue canzoni lui ha accompagnato e stimolato
le rivendicazioni non solo salariali dei
lavoratori, soprattutto immigrati. Ecco
come lo racconta il gruppo teatrale di Pescara.
Carlo Ghirardato è musicista e cantante. |
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rifrazioni
Il
falso mito della geopolitica
di
Aldo Giannuli
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Controllare
il passato significa controllare il futuro,
ci ha insegnato George Orwell. Bene, è proprio
sul controllo della storia che uscirà a
fine febbraio per i tipi di Guanda un libro
di Aldo Giannuli: titolo provvisorio L'abuso
pubblico della storia. Dopo una panoramica
sulle principali tendenze sociali e politiche
dell'ultimo quarto di secolo, il libro fissa
l'attenzione sulla battaglia svoltasi, nello
stesso periodo, per il "controllo della
storia" non solo in Italia, ma anche in
Francia, Stati Uniti, Russia, Germania,
Cina, Giappone… Un'operazione che va molto
oltre la stucchevole polemica sul negazionismo
olocaustico che ha finito per fare da diversivo
rispetto a fenomeni più importanti. Da un
lato, il revisionismo storico, che si autodefinisce
liberale, ma che liberale non è, collocandosi
piuttosto sulle posizioni del conservatorismo
radicale; dall'altro, la crescente invadenza
del potere politico che cerca di condizionare
la ricerca storica attraverso leggi penali,
chiusura degli archivi, operazioni di disinformazione
dei servizi segreti, revisione dei libri
di testo.. Due tendenze che tendono alla
piena restaurazione della "storiografia
del principe". Libertaria propone in anteprima
due capitoli di quel libro. Giannuli, storico,
è autore fra l'altro di Lo stato parallelo
(con Paolo Cucchiarelli, 1997), La guerra
fredda delle spie, La strategia della tensione,
L'armadio della repubblica, la guerra dei
mondi e Una strana vittoria (tutti usciti
nel 2005). |
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libraria
Parole
e suoni d'amore e d'anarchia
di
Lorenzo Pezzica
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Sei
libri, un cd e un dvd da non perdere. Strategia
della tensione, politica oggi, globalizzazione,
amori e passioni, piccole e grandi storie,
il ricordo di un mitico anarchico. E poi
musica ribelle e storie del sindacalismo
libertario a Cuba prima di Fidel Castro.
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forme
e colori
Una
biennale al di là del costruire
di
Franco Buncuga
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Dal 14 settembre al 23 novembre si svolge
a Venezia il tradizionale appuntamento con
la Biennale di architettura. Quest'anno
il presidente Paolo Baratta ha voluto affidare
una riflessione sullo stato dell'architettura
ad Aaron Betsky, saggista e giornalista,
docente universitario curatore di molti
eventi dedicati all'architettura che si
è formato culturalmente tra l'Olanda, dove
ha lavorato a lungo (è stato direttore dal
2001 al 2006 del Netherlands Architecture
Institute di Rotterdam, uno dei più importanti
musei di architettura del mondo), e gli
Stati Uniti dove ricopre l'incarico di direttore
del Cincinnati Art Museum. Questa edizione
della mostra internazionale di architettura,
Out There: Architecture Beyond Building
(Lì fuori: l'architettura al di là del costruire),
ha sollevato molte critiche. Si rimprovera
a Betsky di aver trascurato l'architettura
come disciplina professionale che produce
edifici e manufatti e interviene a modificare
il territorio e di aver privilegiato discorsi,
eventi artistici, installazioni multimediali,
dibattiti sulle finalità e sulla critica
dell'architettura, di essere stato troppo
utopico, troppo orientato verso la teoria
ed essersi troppo poco prestato a essere
vetrina delle grandi opere architettoniche
dei soliti Archistar, sempre presenti nelle
edizioni precedenti. Poco concreto, insomma,
troppo visionario. È proprio per questo
che Libertaria è andata a dare un'occhiata.
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