| |
|
|
|
|
 |
|
|
LA
POLITICA DELLA PATACCA
Il caso delle tangenti di Telekom
Serbia è diventato un tormentone.
Destra e sinistra si accapigliano e si
lanciano in accuse reciproche. Insomma,
il solito teatrino all'italiana su cui
non converrebbe perdere tempo più
di tanto. Ma c'è un aspetto rilevante
in tutta la questione, che mette in luce
il lato nascosto dello stato italiano.
|
 |
 |
|
dietro
i fatti
Qui
si combatte per l'acqua
Serena
Marcenò
|
Il
moltiplicarsi di attentati kamikaze palestinesi
e di operazioni militari israeliane ha messo
in secondo piano un conflitto importantissimo.
Una lotta che riguarda la sopravvivenza
dell'intera popolazione di Gaza e della
West Bank: il controllo dell'acqua. Uno
scontro finalizzato, anche, al controllo
del territorio e delle risorse idriche.
Giocato su più livelli. Ebrei e palestinesi
si confrontano a colpi di morti su strategie
demografiche, economiche e, perché no, culturali,
ideologiche, religiose. Una guerra guerreggiata
tanto complessa quanto sanguinosa. Di cui
l'acqua è un elemento strategico. Eppure,
come troppo spesso accade in quel paese
mediorientale, non c'è mai un modo univoco
di interpretare le cose. Quindi, se riducessimo
la guerra dell'acqua a una semplice guerra
per l'acqua sarebbe poco comprensibile,
non solo il quadro generale, ma anche la
natura stessa di questo massacro continuo
e le armi messe in campo. Ecco una documentata
inchiesta di Serena Marcenò, cooperante
internazionale |
 |
|
dietro
i fatti
Auditel
il grande inganno
di Editor
|
Quasi
tutti pensano che questo immanente misuratore
di audience, share e rating sia un prodotto
d'importazione, mentre è un invenzione tutta
italiana con 30 anni esatti di vita. Ma
non è un semplice fattore tecnico come si
crede. Invece è la vera chiave di volta
strategica con cui sono state combattute
e decise, soprattutto in Italia, le più
cruenti battaglie politiche e di business
per l'intero settore delle comunicazioni.
Come si può definire il panorama televisivo
che Auditel come un notaio riproduce giornalmente?
Platone avrebbe la risposta giusta: "Copia
autentica per la quale non è mai esistito
l'originale". Sono i dati Auditel a produrre
il grande business pubblicitario nella televisione.
Ma forse Auditel è un fenomeno politico,
sociale e culturale soltanto nell'immaginario
collettivo. E nessuno può descriverne il
ruolo economico di enorme potere, oltre
che di pubblico interesse, come solo un'autentica
fiction sa fare. Ecco nascita, sviluppo
e affari truccati nella ricostruzione di
Editor, pseudonimo di un noto giornalista
italiano |
 |
|
dietro
i fatti
Te
lo do io l'indultino
di Sergio Onesti
|
La
legge dell'1 agosto 2003 dovrebbe aprire
le porte delle carceri a 6-8 mila detenuti.
È il cosiddetto "indultino". Questo provvedimento
demagogico e sostanzialmente inefficace
dà l'occasione a Sergio Onesti, avvocato,
attivo nell'Unione sindacale italiana (Usi,
sindacato libertario fondato nel 1912),
per affrontare alcune problematiche connesse
all'universo carcere e per rilanciare la
campagna abolizionista. Una follia utopica?
Per Onesti e per altri famosi criminologi
certamente no. Perché proporre l'abolizione
del carcere non è una provocazione intellettuale
per evidenziare l'irrazionalità del sistema
penitenziario e il suo meccanismo di abbrutimento.
È l'unica scelta etico-culturale capace
di fronteggiare l'attuale ondata giustizialista.
Una scelta che fa riflettere sulle cause,
non solo individuali, del crimine, sul significato
di responsabilità penale |
 |
|
dietro
i fatti
Carceri:
quando troppo è troppo
di
Nils Christie
|
Una
delle sfide per la criminologia consiste
nello studiare e nel definire le condizioni
che danno a un'azione il particolare significato
di crimine, a differenza di altre situazioni
in cui alla stessa azione si attribuisce
un senso diverso. Se ci stacchiamo dalla
convinzione per cui un crimine sarebbe "un
fenomeno naturale che impone una reazione
punitiva", siamo costretti a trovare altri
criteri di valutazione del sistema penale,
che superino la tesi della "necessità naturale".
E allora si può stabilire un limite massimo,
un tetto oltre il quale l'istituzione penale
non possa crescere all'interno di uno stato?
Esiste un criterio che dica quando "il troppo
è troppo", che indichi quando si è superato
il limite? Da questi interrogativi si snoda
il saggio di Nils Christie, criminologo
norvegese. Di Christie sono stati pubblicati
da Elèuthera due libri: Il business penitenziario
(1997) e Oltre la solitudine e le istituzioni
(2001) |
 |
|
archivio
Salvatore
Giuliano, un bandito fascista
di
Aldo Giannuli
|
Prima
ancora della fine della guerra gli americani
iniziano a reclutare fascisti e mafiosi.
Da usare successivamente in funzione anticomunista.
In questa strategia si inserisce l'"arruolamento"
di Salvatore Giuliano nelle fila del clandestinismo
fascista. Il movimento che voleva riesumare
in Italia il regime di Mussolini. Un fascismo
senza il duce. La strage di Portella della
Ginestra si colloca in una nuova prospettiva
e in una diversa lettura storica: non una
strage gestita dalla Democrazia cristiana,
ma un eccidio contro la Dc. Lo scopo? Convincere
i dirigenti democristiani a mettere fuori
legge il Partito comunista. Ecco la ricostruzione
di quegli avvenimenti fatta sulla base di
documenti inediti ritrovati nel 1996 nel
"famoso" deposito sulla via Appia dell'Ufficio
affari riservati. La ricostruzione è di
Aldo Giannuli, storico, coautore tra l'altro
di Lo stato parallelo (1997) |
 |
|
rifrazioni
Carl
Rogers School di Budapest. Dopo il comunismo
la libertà
di Francesco Codello
|
Caduto
uno dei regimi più oppressivi che la storia
abbia conosciuto, nella capitale ungherese
è stata fondata una scuola libertaria, la
Carl Rogers. Ispirata alle teorie del famoso
psicologo statunitense. Una scuola che sprona
gli studenti a credere in se stessi, ma
al contempo a dubitare di continuo di quelle
verità che si ritiene di possedere o di
aver raggiunto. Un luogo dove le decisioni
(di studenti e di insegnanti) vengono prese
all'unanimità e non a maggioranza. Insomma,
una scuola particolare. Ecco il racconto
di Francesco Codello, studioso di problemi
dell'educazione, dopo aver visitato quel
crogiuolo di autogestione dell'apprendimento |
 |
|
rifrazioni
Il
disagio della città
di
Pietro Toesca
|
Rappresenta
il culmine dell'evoluzione, ma ha sviluppato
una quantità di contrasti: è il luogo della
contraddizione. L'uomo, cioè il creatore
della città, deve dunque fare prima di tutto
i conti con se stesso, e la città è il luogo
esemplare di questo confronto esplicito
e diretto. Il luogo in cui le esigenze del
singolo e di tutti debbono contemperarsi
passando attraverso la loro trasformazione
in ragioni, e perciò in motivazioni di azione.
Ma che accade quando l'organizzazione sociale
esaspera le limitazioni, abolendo la libertà
invece che attrezzarla alla creazione? Quando
il motivo dello stare insieme innesca un
processo di frustrazione crescente? Quando
la città, invece che luogo d'amore e felicitazione
reciproca, diventa luogo di sopraffazione,
strumento di potere? A quel punto natura
e individuo umano sono, nella loro interezza,
le vere vittime sacrificali della città.
Queste le riflessioni su uno dei più alti
(ma compromessi) punti della civiltà che
propone Pietro M. Toesca, filosofo, autore
tra l'altro di Il falso scopo, Fenomenologia
della fine del mondo (2002), Teoria del
potere diffuso (1998), Manuale per fondare
una città (1994) |
 |
|
conversazioni
Linguaggio
collaterale
Intervista a Noam Chomsky
di
David Barsamian
|
Con
le ultime guerre in Afghanistan e in Iraq
il Pentagono ha coniato una nuova espressione:
"danno collaterale". Designa i morti fra
la popolazione civile. Un eufemismo per
indicare un fatto collegato ai combattimenti,
ma che si preferisce definire con termini
meno crudi. In questo modo il linguaggio
diventa uno strumento di guerra. Qui il
noto linguista e polemista americano analizza
il ruolo di quel particolare linguaggio
chiamato propaganda per plasmare atteggiamenti
e opinioni e per indurre la popolazione
al conformismo e alla subordinazione. Una
formula che cominciò a essere usata in modo
scientifico a partire dalla prima guerra
mondiale. Noam Chomsky è docente al dipartimento
di linguistica e filosofia del Mit di Boston.
Tra i suoi libri pubblicati in italiano
ricordiamo Dopo l'11 settembre (2003), Anarchia
e libertà (2003), I nuovi mandarini (2003),
Capire il potere (2002), Linguaggio e libertà
(2002), 11 settembre (2001). Per i tipi
di Elèuthera sono usciti: Alla corte di
re Artù (2002), Illusioni necessarie (1998)
e La quinta libertà (2002). David Barsamian
è fondatore e direttore di Alternative Radio.
È autore, tra l'altro di Decline & Fall
of Public Broadcasting, Propaganda & the
Public Mind con Noam Chomsky, Confronting
Empire con Eqbal Ahmad, Culture & Resistance
con Edward Said. Scrive regolarmente su
Z e The Progressive |
 |
|
laboratorio
Verso
un altro anarchismo
di
Andrej Grubacic
|
Ecco
l'intervento di un anarchico serbo al
terzo Social forum di Porto Alegre del
febbraio di quest'anno. È la riflessione
di un attivista del Balkan Social Forum
per la formulazione di un'azione anarchica
negli anni Duemila dentro e fuori il movimento
new-no global. Non apporta grandi novità
teoriche (anzi presenta anche alcune ingenuità
e lacunose conoscenze delle teorie e delle
pratiche di diversi gruppi e movimenti
anarchici europei), ma il suo taglio decisamente
pragmatico ne costituisce l'elemento di
forza. Insomma, è materiale da analizzare,
discutere, confutare anche, ma si tratta
di riflessioni che nascono dalla volontà
di uscire dalla situazione di stallo in
cui si è trovato per anni il movimento
anarchico europeo. Il dibattito è aperto,
dunque, sulle proposte di Andrej Grubacic,
assistente alla facoltà di filosofia di
Belgrado
|
 |
|
lanterna
magica forme e colori
E'
itinerante la biennale libertaria
di
Franco Buncuga
|
Si
è conclusa la seconda edizione della Biennale
di Arte e Anarchia. Momento di arte comunitaria
nato attorno alla redazione della rivista
ApARTe. Questa edizione si è diffusa in
luoghi, tempi, spazi differenti. Tra l'ottobre
2002 e il maggio 2003 ci sono stati più
di quaranta eventi-biennale: da Minusio
in Svizzera a Cosenza, da Venezia a Milano,
da Varese a Bologna, a Firenze. In luoghi
e spazi sia ufficiali sia "incredibili":
su tele, muri, in gallerie e centri culturali,
in vecchie sedi anarchiche, in una fabbrica
in demolizione, in rete, su video o in viaggio.
Poi, momento finale a Modena, in giugno,
nello spazio sociale di Libera |
 |
|
lanterna
magica
La
porno libertà di Ovidie
di
Pietro Adamo
|
Denuncia
i "danni" del femminismo moderno. Perché
lo ritiene capace di produrre tuttalpiù
una pseudoliberazione interna all'ottica
consumistica: libera la donna dal suo primo
padrone, l'uomo, per gettarla nelle braccia
di un altro padrone, il capitalismo. Ovidie
Becht, autrice del libro Porno Manifesto
lancia questa provocatoria tesi. E si scaglia
contro il "proibizionismo" per rivalutare
la pornografia. La "sfida", forse un po'
semplicistica, di Becht si inserisce però
nella battaglia per la legittimità del porno
come parte integrante della più generale
guerra per la libertà di parola e di pensiero.
Un acceso dibattito ben riassunto dalla
più rappresentativa femminista "proibizionista",
Catherine McKinnon, quando scrive che negli
Stati Uniti la legge dell'eguaglianza e
quella della libertà d'espressione sono
in rotta di collisione. Pietro Adamo, partendo
dal Porno Manifesto, analizza il difficile
rapporto tra pornografia e libertà. Adamo
oltre a essere autore di Il dio dei blasfemi.
Anarchici e libertini nella rivoluzione
inglese (1993), La libertà dei santi (1998),
La città e gli idoli (1999) ha scritto anche
La pornografia e i suoi nemici (1996) |
|
|
|
| |
| |
| |
|
|
|
|