Libertaria n. 4 - 2004


VIA DALLA PAZZA ECONOMIA
Tre articoli che compaiono su questo numero sono uno dei temi che Libertaria vuole sempre più sviluppare. Perché si tratta di ipotesi e di esperienze destinate a sviluppare un ampio dibattito fra chi si muove per l'alternativa sociale. È da una discussione (e da una pratica) di tale segno che si costruisce la comunità di chi non accetta le regole della società del dominio.

dietro i fatti

Hong Kong: la crisi del settimo anno

di Mok Chiu Yu

Economia in difficoltà, riduzione degli stipendi, restrizioni delle libertà. Strapotere dei nuovi ricchi e dei burocrati di Pechino. Lasciate alle spalle le concessioni politiche e sociali promesse l'1 luglio 1997, il governo centrale cinese sta attuando un giro di vite per controllare più strettamente l'ex colonia inglese. Ecco il quadro della situazione tracciato da un libertario di quella città

Chavez? Un Peron in salsa venezuelana

di Persio Tincani

Ha vissuto a Caracas giorno dopo giorno le fasi che hanno preceduto e seguito il famoso e seguitissimo referendum contro Hugo Chavez. Referendum vinto dal presidente del Venezuela. Ecco il clima e che cosa dicevano sostenitori e oppositori di Chavez nel racconto di Persio Tincani, filosofo politico e autore di Argomenti di giustizia distributiva (2004)

A Caracas aspettando il voto

di Justin Podur

"Ho passato buona parte delle ultime ventiquattro ore ascoltando i discorsi di Hugo Chavez. Quest'uomo parla molto. Ma lasciatemi spiegare". Ecco "una giornata particolare" del giornalista freelance' Justin Podur

Spagna: l'era glaciale dopo la breve estate dell'anarchia

di Xavier Diez

Nella società spagnola è stato cancellato il ricordo della guerra civile e della rivoluzione spagnola vissute dal paese iberico dal 1936 al 1939. C'è stata un'operazione di occultamento. Questa operazione, servita per costruire l'ordine attuale, non richiede soltanto amnesia e manipolazione. Così la rottura del "patto del silenzio" sugli orrori del franchismo annunciata dal governo di Zapatero non produrrà reali cambiamenti nella società spagnola. Questa è l'analisi di Xavier Diez, storico, filosofo e pedagogista barcellonese. Autore, fra l'altro, di Utopia sexual a la premsa anarquista de Catalunya (2001). Diez è collaboratore delle riviste El Contemporani, Spagna Contemporanea, Orto, Polémica, El Gra de Sorra, El Punt. Panche membro del Centre de Documentació Històrico-Social di Barcellona

piano sequenza

Va in onda il mediattivismo

di Andrea Morando

Ecco un mondo formato da tante realtà tutt'altro che omogenee. Una miriade di esperienze anche molto distanti e poco riconducibili a un'idea comune di fondo. Tanti attori con idee diverse sia sul mezzo sia sui contenuti e sui linguaggi adottati. Sono i nuovi media. Non solo quelli più recenti o con tecnologie innovative, ma anche quelli capaci di operare una rivoluzione semantica in media tradizionali. Li racconta uno degli animatori di Radio Bandita di Milano

laboratorio

Stirner e Foucault: verso una libert88 post-kantiana

di Saul Newman

Per Max Stirner come per Michel Foucault la classica idea kantiana di libertà interpreta l'individuo come un essere "razionale" e "libero" e nel contempo lo sottomette a norme assolute, dividendolo tra soggetti razionali e irrazionali, tra un io morale e un io immorale. L'individuo si conforma liberamente alle norme razionali e in tal modo la sua soggettività sì struttura come luogo della sua stessa oppressione. La tacita tirannia della norma autoimposta diventa la forma prevalente di subordinazione. Mentre per Immanuel Kant le norme morali e razionali erano in rapporto complementare con la libertà, per Stirner e per Foucault la relazione è molto più paradossale , conflittuale. Non che le norme morali e razionali neghino la libertà in sé, anzi, nel paradigma kantiano esse la presuppongono. È piuttosto che la forma di libertà che si afferma attraverso queste categorie assolute comporta altre forme, più ambigue, di dominio. E tale dominio viene reso possibile proprio perché il rapporto tra libertà e potere è mascherato. Per Kant la libertà è assenza di costrizione. Invece per Stirner e per Foucault la libertà è sempre implicata nelle relazioni dì potere. Ma cìò non significa che Stirner e Foucault respingano l'idea di libertà. Essi interrogano i limiti del progetto illuminista della libertà proprio per espanderla, per inventare nuove forme di libertà e autonomia che superino le restrizioni dell'imperativo categorico. Da queste considerazioni muove il saggio di Saul Newman, ricercatore al Department of Political Science della University of Western Australia

rifrazioni

Il movimento rivoluzionario del ventunesimo secolo

di David Graeber e Andrej Grubacic

Nasce un nuovo anarchismo. Fenomeno storico ricorrente. Nuovo perché per molti aspetti estraneo a quello che si è sviluppato negli anni del dopoguerra. Risorto nel 1968 e "rifluito" negli anni Ottanta. Nuovo perché adotta pratiche libertarie della tradizione credendo di inventarne di originali. Nuovo soprattutto perché porta una ventata di aria fresca. Con qualche ingenuità, ma con una potente vitalità. È la cosa più importante. I nuovi libertari si definiscono "anarchici con la a minuscola", ma rappresentano la maggioranza dell'anarchismo contemporaneo. Ecco che cosa propongono due esponenti di questa interessante realtà. David Graeber insegna alla Yale University ed è un attivista politico. Andrey Grubacic è uno storico jugoslavo che si occupa di critica sociale. Entrambi fanno parte della Planetary Alternatives Network (Pan)

Urupia: un'utopia concreta

di Francesco Codello

Dieci anni di vita comunitaria, dieci anni di pratica libertaria. É Urupia, una comunità agricola, ma non soltanto, del Salento. Lavoro manuale e lavoro intellettuale integrati. Decisioni assembleari. Un piccolo laboratorio di anarchia in pratica. Ecco come vive e funziona questa oasi di cultura alternativa alla società del dominio

La microecologia della comunità

di John Clark

Il movimento libertario non può limitarsi all'azione politica contro il potere. Una lotta permanente rischia di insterilirsi in piccole conquiste tattiche, in manifestazioni spettacolari. Certo, questo è un aspetto importante, esprime risorse creative di fronte al dominio. Ma non basta. Accanto devono fiorire comunità che pratichino fin da ora rapporti economici e sociali egualitari e antigerarchici. Riprendendo le intuizioni di Martin Buber e sull'analisi delle tantissime comunità sparse per il mondo John Clark propone questa nuova-antica via verso una società libertaria ed ecologica. Clark insegna filosofia ed è direttore dell'Environmental Studies Program alla Loyola University di New Orleans. Tra i suoi libri: Introduction à la philosophie écologique et politique de l'anarchisme (1993), Elisée Reclus, Natura e società. Scritti di geografia sovversiva (1999)

La libertà politica in una società meccanizzata

di Pietro M. Toesca

La libertà politica nell'attuale società si esercita esclusivamente nella forma di delega quindi è un'illusione. E il puro compenso simbolico alla generale subordinazione esecutiva. Ma il fatto che non ci siano altre scappatoie per sottrarsi alla oppressione organizzativa dimostra che la liberazione comporta un rivolgimento generale: a una società costituita dalla concentrazione del potere, dall'accumulazione del capitale e dalla meccanizzazione dell'uomo, non può essere contrapposta che una società fondata sui criteri opposti, la restituzione del potere diffuso. Infatti, la società moderna invade tutti gli ambiti trasformandoli in qualche modo in situazioni pubbliche: è per questo che la mancanza della libertà politica (ovvero la sua riduzione a delega rituale) limita gravemente la stessa libertà interiore, segnandone rigorosamente i limiti di espressione. Questo è il j'accuse di Pietro M. Toesca, filosofo, autore, fra l'altro, di Manuale per fondare una città (1974), Sulla fine del mondo (1997), Teoria del potere diffuso (1998) tutti pubblicati da Elèuthera

lanterna magica/libraria

Le sfide della modernità

di Salvo Vaccaro

Ecco la prefazione all'ultimo libro di Salvo Vaccaro: Anarchismo e modernità, pubblicato dalla Bfs di Pisa. Una riflessione sulle chances del pensare e dell'agire anarchici nell'attuale società. Una riflessione che evidenzia come l'anarchismo sia l'arbitrio responsabile, l'arbitrarietà del caso che si distribuisce orizzontalmente, delineando così un orizzonte infinito. È questa caratteristica di mutazione sismica che lo avvicina di più al post-strutturalismo di matrice nietzscheana, anch'esso legato a formazioni in divenire, e non a ontologie fondanti o a istanzepro fonde basate su piattaforme da cibi si erge la forma di stabilità per definizione: l'istituito, cioè la politica di stato. Vaccaro insegna filosofia politica all'università di Palermo, ed è autore, fra l'altro. di: Globalizzazione e diritti umani (2004)

libraria / Il vicolo cieco dell'economia

di Jean-Claude Michea

Questo è il titolo del libro che Elèuthera manda in libreria in novembre. Con un sottotitolo ancor più esplicativo: Sull'impossibilità di sorpassare a sinistra il capitalismo. Infatti, è inutile "mettere la freccia a sinistra", se non si può sorpassare. E il sorpasso del capitalismo, anche da sinistra, è impossibile se ne viene condiviso l'immaginario economico. All'utopia liberal- liberistica e alla società di diseguaglianze che essa genera inevitabilmente non può realmente opporsi una sinistra che si fonda sulla stessa logica e sullo stesso mito: le inflessibili leggi dell'economia e il miracoloso ruolo della tecnica. Si impone dunque una rottura radicale con l'immaginario intellettuale della sinistra, un immaginario che, a partire dal diciannovesimo secolo, ha soprattutto funzionato come "religione del progresso" e si è nutrito di "razionalità" economica. Ecco la prefazione dell'autore che insegna filosofia in un liceo di Montpellier ed è direttore di una collana delle edizioni Climats. E inoltre autore di Orwell, anarchiste tory (1995), Les intellectuels, le peuple et le ballon ronde (1998), L'einseignement de l'ignorance (1999) e Orwell educateur (2002)
 
 
 
       

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