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| dietro
i fatti
Hong
Kong: la crisi del settimo anno
di Mok Chiu Yu
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Economia
in difficoltà, riduzione degli stipendi,
restrizioni delle libertà. Strapotere dei
nuovi ricchi e dei burocrati di Pechino.
Lasciate alle spalle le concessioni politiche
e sociali promesse l'1 luglio 1997, il governo
centrale cinese sta attuando un giro di
vite per controllare più strettamente l'ex
colonia inglese. Ecco il quadro della situazione
tracciato da un libertario di quella città
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Chavez?
Un Peron in salsa venezuelana
di Persio Tincani
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Ha
vissuto a Caracas giorno dopo giorno le
fasi che hanno preceduto e seguito il famoso
e seguitissimo referendum contro Hugo Chavez.
Referendum vinto dal presidente del Venezuela.
Ecco il clima e che cosa dicevano sostenitori
e oppositori di Chavez nel racconto di Persio
Tincani, filosofo politico e autore di Argomenti
di giustizia distributiva (2004) |
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A
Caracas aspettando il voto
di
Justin Podur
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"Ho
passato buona parte delle ultime ventiquattro
ore ascoltando i discorsi di Hugo Chavez.
Quest'uomo parla molto. Ma lasciatemi spiegare".
Ecco "una giornata particolare" del giornalista
freelance' Justin Podur |
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Spagna:
l'era glaciale dopo la breve estate dell'anarchia
di
Xavier Diez
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Nella
società spagnola è stato cancellato il ricordo
della guerra civile e della rivoluzione
spagnola vissute dal paese iberico dal 1936
al 1939. C'è stata un'operazione di occultamento.
Questa operazione, servita per costruire
l'ordine attuale, non richiede soltanto
amnesia e manipolazione. Così la rottura
del "patto del silenzio" sugli orrori del
franchismo annunciata dal governo di Zapatero
non produrrà reali cambiamenti nella società
spagnola. Questa è l'analisi di Xavier Diez,
storico, filosofo e pedagogista barcellonese.
Autore, fra l'altro, di Utopia sexual a
la premsa anarquista de Catalunya (2001).
Diez è collaboratore delle riviste El Contemporani,
Spagna Contemporanea, Orto, Polémica, El
Gra de Sorra, El Punt. Panche membro del
Centre de Documentació Històrico-Social
di Barcellona |
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piano
sequenza
Va
in onda il mediattivismo
di
Andrea Morando
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Ecco
un mondo formato da tante realtà tutt'altro
che omogenee. Una miriade di esperienze
anche molto distanti e poco riconducibili
a un'idea comune di fondo. Tanti attori
con idee diverse sia sul mezzo sia sui contenuti
e sui linguaggi adottati. Sono i nuovi media.
Non solo quelli più recenti o con tecnologie
innovative, ma anche quelli capaci di operare
una rivoluzione semantica in media tradizionali.
Li racconta uno degli animatori di Radio
Bandita di Milano |
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laboratorio
Stirner
e Foucault: verso una libert88 post-kantiana
di
Saul Newman
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Per
Max Stirner come per Michel Foucault la
classica idea kantiana di libertà interpreta
l'individuo come un essere "razionale" e
"libero" e nel contempo lo sottomette a
norme assolute, dividendolo tra soggetti
razionali e irrazionali, tra un io morale
e un io immorale. L'individuo si conforma
liberamente alle norme razionali e in tal
modo la sua soggettività sì struttura come
luogo della sua stessa oppressione. La tacita
tirannia della norma autoimposta diventa
la forma prevalente di subordinazione. Mentre
per Immanuel Kant le norme morali e razionali
erano in rapporto complementare con la libertà,
per Stirner e per Foucault la relazione
è molto più paradossale , conflittuale.
Non che le norme morali e razionali neghino
la libertà in sé, anzi, nel paradigma kantiano
esse la presuppongono. È piuttosto che la
forma di libertà che si afferma attraverso
queste categorie assolute comporta altre
forme, più ambigue, di dominio. E tale dominio
viene reso possibile proprio perché il rapporto
tra libertà e potere è mascherato. Per Kant
la libertà è assenza di costrizione. Invece
per Stirner e per Foucault la libertà è
sempre implicata nelle relazioni dì potere.
Ma cìò non significa che Stirner e Foucault
respingano l'idea di libertà. Essi interrogano
i limiti del progetto illuminista della
libertà proprio per espanderla, per inventare
nuove forme di libertà e autonomia che superino
le restrizioni dell'imperativo categorico.
Da queste considerazioni muove il saggio
di Saul Newman, ricercatore al Department
of Political Science della University of
Western Australia |
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rifrazioni
Il
movimento rivoluzionario del ventunesimo
secolo
di
David Graeber e Andrej Grubacic
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Nasce
un nuovo anarchismo. Fenomeno storico ricorrente.
Nuovo perché per molti aspetti estraneo
a quello che si è sviluppato negli anni
del dopoguerra. Risorto nel 1968 e "rifluito"
negli anni Ottanta. Nuovo perché adotta
pratiche libertarie della tradizione credendo
di inventarne di originali. Nuovo soprattutto
perché porta una ventata di aria fresca.
Con qualche ingenuità, ma con una potente
vitalità. È la cosa più importante. I nuovi
libertari si definiscono "anarchici con
la a minuscola", ma rappresentano la maggioranza
dell'anarchismo contemporaneo. Ecco che
cosa propongono due esponenti di questa
interessante realtà. David Graeber insegna
alla Yale University ed è un attivista politico.
Andrey Grubacic è uno storico jugoslavo
che si occupa di critica sociale. Entrambi
fanno parte della Planetary Alternatives
Network (Pan) |
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Urupia:
un'utopia concreta
di
Francesco Codello
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Dieci
anni di vita comunitaria, dieci anni di
pratica libertaria. É Urupia, una comunità
agricola, ma non soltanto, del Salento.
Lavoro manuale e lavoro intellettuale integrati.
Decisioni assembleari. Un piccolo laboratorio
di anarchia in pratica. Ecco come vive e
funziona questa oasi di cultura alternativa
alla società del dominio |
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La
microecologia della comunità
di
John Clark
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Il
movimento libertario non può limitarsi all'azione
politica contro il potere. Una lotta permanente
rischia di insterilirsi in piccole conquiste
tattiche, in manifestazioni spettacolari.
Certo, questo è un aspetto importante, esprime
risorse creative di fronte al dominio. Ma
non basta. Accanto devono fiorire comunità
che pratichino fin da ora rapporti economici
e sociali egualitari e antigerarchici. Riprendendo
le intuizioni di Martin Buber e sull'analisi
delle tantissime comunità sparse per il
mondo John Clark propone questa nuova-antica
via verso una società libertaria ed ecologica.
Clark insegna filosofia ed è direttore dell'Environmental
Studies Program alla Loyola University di
New Orleans. Tra i suoi libri: Introduction
à la philosophie écologique et politique
de l'anarchisme (1993), Elisée Reclus, Natura
e società. Scritti di geografia sovversiva
(1999) |
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La
libertà politica in una società
meccanizzata
di
Pietro M. Toesca
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La
libertà politica nell'attuale società si
esercita esclusivamente nella forma di delega
quindi è un'illusione. E il puro compenso
simbolico alla generale subordinazione esecutiva.
Ma il fatto che non ci siano altre scappatoie
per sottrarsi alla oppressione organizzativa
dimostra che la liberazione comporta un
rivolgimento generale: a una società costituita
dalla concentrazione del potere, dall'accumulazione
del capitale e dalla meccanizzazione dell'uomo,
non può essere contrapposta che una società
fondata sui criteri opposti, la restituzione
del potere diffuso. Infatti, la società
moderna invade tutti gli ambiti trasformandoli
in qualche modo in situazioni pubbliche:
è per questo che la mancanza della libertà
politica (ovvero la sua riduzione a delega
rituale) limita gravemente la stessa libertà
interiore, segnandone rigorosamente i limiti
di espressione. Questo è il j'accuse di
Pietro M. Toesca, filosofo, autore, fra
l'altro, di Manuale per fondare una città
(1974), Sulla fine del mondo (1997), Teoria
del potere diffuso (1998) tutti pubblicati
da Elèuthera |
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lanterna
magica/libraria
Le
sfide della modernità
di
Salvo Vaccaro
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Ecco
la prefazione all'ultimo libro di Salvo
Vaccaro: Anarchismo e modernità, pubblicato
dalla Bfs di Pisa. Una riflessione sulle
chances del pensare e dell'agire anarchici
nell'attuale società. Una riflessione che
evidenzia come l'anarchismo sia l'arbitrio
responsabile, l'arbitrarietà del caso che
si distribuisce orizzontalmente, delineando
così un orizzonte infinito. È questa caratteristica
di mutazione sismica che lo avvicina di
più al post-strutturalismo di matrice nietzscheana,
anch'esso legato a formazioni in divenire,
e non a ontologie fondanti o a istanzepro
fonde basate su piattaforme da cibi si erge
la forma di stabilità per definizione: l'istituito,
cioè la politica di stato. Vaccaro insegna
filosofia politica all'università di Palermo,
ed è autore, fra l'altro. di: Globalizzazione
e diritti umani (2004) |
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libraria
/ Il vicolo cieco dell'economia
di
Jean-Claude Michea
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Questo
è il titolo del libro che Elèuthera manda
in libreria in novembre. Con un sottotitolo
ancor più esplicativo: Sull'impossibilità
di sorpassare a sinistra il capitalismo.
Infatti, è inutile "mettere la freccia a
sinistra", se non si può sorpassare. E il
sorpasso del capitalismo, anche da sinistra,
è impossibile se ne viene condiviso l'immaginario
economico. All'utopia liberal- liberistica
e alla società di diseguaglianze che essa
genera inevitabilmente non può realmente
opporsi una sinistra che si fonda sulla
stessa logica e sullo stesso mito: le inflessibili
leggi dell'economia e il miracoloso ruolo
della tecnica. Si impone dunque una rottura
radicale con l'immaginario intellettuale
della sinistra, un immaginario che, a partire
dal diciannovesimo secolo, ha soprattutto
funzionato come "religione del progresso"
e si è nutrito di "razionalità" economica.
Ecco la prefazione dell'autore che insegna
filosofia in un liceo di Montpellier ed
è direttore di una collana delle edizioni
Climats. E inoltre autore di Orwell, anarchiste
tory (1995), Les intellectuels, le peuple
et le ballon ronde (1998), L'einseignement
de l'ignorance (1999) e Orwell educateur
(2002) |
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