Libertaria n. 4 - 2005


LA POLITICA DELLE BOMBE
Iraq e Afghanistan sono i casi più evidenti del rapporto tra Occidente e resto del mondo. Un rapporto basato sulla violenza. Ma la guerra guerreggiata in corso a Baghdad e nelle altri parti del globo sta facendo nascere un nuovo potere musulmano. Un potere che si legittima nella lotta all'Occidente. Pronto, però, a esercitare un suo dominio transnazionale e panarabo.

diverso parere

Come convivere con l'Islam?

di Alessandro Dal Lago e Aldo Giannuli

Si sta creando un clima di diffidenza e di ostilità. Molti pensano che islamico sia sinonimo di terrorista. E i sanguinosi attentati di Madrid e Londra sembrerebbero confermare questa credenza. Ma è un circolo perverso, dove occidentali e islamici (ma cosa veramente sono? possono essere ricondotti in un unico alveo come qualcuno vorrebbe? quanti islam esistono?) sono solo destinati a scontrarsi in nome di un'identità difficile da definire. E se la via fosse la pratica del métissage come indica François Laplantine nel suo libro pubblicato da Elèuthera: Identità e métissage. Umani al di là delle appartenenze? Ecco un confronto di idee fra il sociologo Alessandro Dal Lago e lo storico Aldo Giannuli

dietro i fatti

Via da Gaza per non cambiare

di Rita Cenni

 

L'11 settembre si conclude ufficialmente il ritiro dei coloni israeliani dalla Striscia. Ariel Sharon ha scontentato i suoi alleati di governo imponendo quella soluzione. Un passo per avvicinare la pace in medioriente? Forse. Sta di fatto che il trasferimento degli 8.500 ebrei non modifica di molto la situazione dei palestinesi. E Israele continua a essere il guardiano dei cittadini di serie B. Ecco come ricostruisce quegli avvenimenti Rita Cenni, giornalista, dopo un'inchiesta in quell'area
dietro i fatti

Questi Israeliani lottano per la pace

di Massimo Annibale Rossi

Sono una minoranza. Stretti fra integralisti ebrei e kamikaze palestinesi. Ma riescono a fare azioni clamorose. A scuotere le coscienze. A far capire che la convivenza fra due popoli è possibile. Anzi necessaria. Così rappresentano la coscienza critica del paese. Nonostante la consegna del silenzio dei mass media. Anche in Europa. Soprattutto in Italia. Ecco chi sono e che cosa fanno i pacifisti in Israele

dietro i fatti

Azione diretta con pic-nic

di Paola Cescutti e Maurizio Casali

Da tempo è in corso a Parigi una lotta sindacale molto particolare. Un gruppo di libertari entra nella hall di uno degli alberghi del gruppo Accor, stende una tovaglia per terra subito imbandita con cibo e bevande. E inizia un pic-nic, non sull'erba ma sui marmi del pavimento della multinazionale. Perché quei libertari parigini fanno pic-nic in albergo? Per sensibilizzare i clienti sulle condizioni di lavoro del personale addetto alle pulizie. E per far riassumere una donna africana licenziata per aver guidato la protesta dei suoi colleghi. Raccontano questa inconsueta strategia due libertari italiani dopo un viaggio a Parigi nel luglio scorso

conversazioni

Laici è l'ora dell'attacco

Intervista a Giulio Giorello

di Pietro Adamo e Luciano Lanza

Di fronte all'invadenza delle varie chiese i laici non si dimostrano abbastanza attrezzati. Anzi, sembrano cedere il passo a chi in nome di un qualche dio vuole imporre una visione del mondo e dei rapporti sociali improntati a gerarchia e assolutismo. Spezzare l'oscurantismo religioso diventa oggi impegno prioritario sostiene il filosofo della scienza Giulio Giorello

pietra filosofale

Perchè non possiamo non dirci illuministi

di Francesco Berti

Una nuova crisi della coscienza europea e statunitense, frutto avvelenato dell'11 settembre 2001, sta mettendo in discussione il processo di secolarizzazione e di modernizzazione delle società occidentali. Fondamentalisti musulmani e cristiani hanno sferrato un attacco frontale alla cultura illuministica che è alla base delle più importanti conquiste liberali, democratiche e libertarie delle "società aperte". Per la chiesa cattolica si apre una insperata possibilità di rivincita e di riscossa sulla modernità. Nel tentativo di riprendere il controllo delle anime e dei corpi delle donne e degli uomini, e di contrastare le "derive anarchiche" delle società contemporanee. Da queste considerazioni muove il saggio di Francesco Berti, ricercatore in storia delle dottrine politiche all'università di Padova. Berti ha pubblicato, tra l'altro, La ragione prudente. Gaetano Filangieri e la religione delle riforme (2003).

incontri

Scuole libertarie di tutto il mondo riunite a Berlino

di Francesco Codello

Dal 30 luglio al 7 agosto si sono riuniti nella capitale tedesca gli aderenti all'Idec, la Conferenza internazionale per l'educazione democratica. Studenti e insegnanti arrivati da 29 paesi di tutto il mondo. Dalla Germania all'Ucraina, dalla Russia all'Inghilterra, dagli Stati Uniti all'Australia, dal Giappone a Israele. Per mettere a confronto i tanti modi di educare alla libertà

laboratorio

Critica dell'ecologia politica

di John Clark

Il pensiero ecologista sta subendo una sorta di involuzione stretto fra dogmatismi e ideologismi che non tengono sufficientemente conto della realtà. Così l'ecologismo si frammenta in diversi spezzoni non comunicanti fra loro. Facendo perdere quella capacità di impatto che il movimento potrebbe avere. Come uscire da questa situazione di stallo? Con un approccio dialettico che porti fino in fondo la critica alle teorie e all'attività pratica. Per arrivare a una sintesi fra le varie teorie. Come? Per dirlo in termini enfatici e fuori moda: liberando le forze della fantasia. Questo propone John Clark docente di filosofia a New Orleans (e dopo Katrina?). Fra i suoi libri: The Anarchist Moment. Reflections on Culture, Nature and Power (1984), Introduction à la philosophie écologique et politique de l'anarchisme (1993). Ha inoltre curato: Elisée Reclus. Natura e società. Scritti di geografia sovversiva (1999)

rifrazioni

Lo stato mafioso

di Pietro M. Toesca

La mafia? Non esiste. Il tradizionale metodo omertoso per coprire una realtà evidente sta diventando, paradossalmente, verità. Perché la mafia non è più corpo separato, ma parte integrante del potere politico. Anzi è il potere politico ad aver assunto in sé l'agire e il pensare mafioso. Dunque la politica, come la mafia, non esiste perché la politica è diventata mafia. Attorno a questa visione ruota il saggio di Pietro M. Toesca, filosofo, direttore del trimestrale Éupolis e autore di diversi libri fra cui: Fenomenologia della fine del mondo (2002), Teoria del potere diffuso (1998), Manuale per fondare una città (1994)

persone

L'ultima volta che vidi Giancarlo De Carlo

di Franco Buncuga

Un allievo del grande architetto libertario lo ricorda dopo la sua morte avvenuta a Milano il 4 giugno. E riannoda i tanti momenti creativi e gli amici: da Italo Calvino a Carlo Doglio, da Elio Vittorini a Caolin Ward. Una vita intensa: da partigiano creatore di luoghi a misura d'uomo, da maestro senza scuola a "disincantato appassionato"

senza confini

Mentire per un mondo migliore

di Brian Martin

Che ruolo può ricoprire la bugia in una società che mette al primo posto il valore della libertà e dell'autonomia umana e all'ultimo quello del potere? Sulla base di questo interrogativo l'autore analizza le varie forme di bugie e menzogne. Da quelle dette da chi detiene il potere fino a quelle di chi propugna una società senza dominanti e dominati. In quest'ultimo caso entrano in gioco due imperativi contrastanti: per la lotta al potere è meglio mentire; per prefigurare una società senza menzogne è meglio dire la verità. Affronta questo dilemma difficile Brian Martin, docente di science, technology & society all'università di Wollongong (Australia). Martin è autore, fra l'altro, di L'esperto è nudo (Elèuthera, Milano, 1993), Nonviolence versus capitalism (2001), Technology for Nonviolent Struggle (2001), The Whistleblower's Handbook. How to Be an Effective Resister (1999). Questo articolo è stato pubblicato sulla rivista Social Anarchism n. 35/2003-2004 con il titolo Telling lies for a better world? Social anarchism è pubblicata dall'Atlantic Center for Research and Education di Baltimora (Stati Uniti)

lanterna magica / note di rivolta

John Coltrane: il linguaggio della protesta

Intervista a Vittorio Giacopini di Persio Tincani

Dalla fine degli anni Cinquanta e fino alla sua morte nel 1967 John Coltrane rivoluziona profondamente il jazz creando un linguaggio completamente nuovo tanto da attirare le critiche della famosa rivista statunitense DownBeat che di Coltrane e del suo "compagno di strada" Eric Dolphy scriveva: "Sembrano intenti a distruggere ogni swing e a sviluppare la loro musica secondo una falsariga anarchica che si può definire anti-jazz". A Coltrane Vittorio Giacopini ha dedicato un libro: Al posto della libertà. Breve storia di John Coltrane, Edizioni e/o, Roma, 2005. Giacopini, giornalista e scrittore, ha pubblicato con Elèuthera: Una guerra di carta. Il Kosovo e gli intellettuali (2000) e No-global tra rivolta e retorica (2002). Altre sue opere: Scrittori contro la politica (1999) e Il linguaggio della protesta (2004). Giacopini parla di Coltrane con Persio Tincani, filosofo politico e contrabbassista jazz

lanterna magica / libraria

Educare alla libertà non è utopia

di Carlo Pancera

Il recente libro di Francesco Codello ("La buona ducazione". Esperienze libertarie e teorie anarchiche in Europa da Godwin a Neill, Franco Angeli, Milano, 2005) ci dà la più completa ricostruzione della pedagogia libertaria dal Settecento al Novecento. Un grande affresco e una meditata analisi di uno dei temi centrali dell'anarchismo. E permette anche di affrontare l'intreccio tra utopia ed educazione. Ecco le considerazioni di Carlo Pancera, docente di storia della pedagogia all'università di Ferrara, che si è occupato dell'educazione nel Settecento e di utopie pedagogiche. Pancera ha curato una raccolta di scritti educativi di Robert Owen (L'armonia sociale. Saggi sull'educazione, 1994) e di William Godwin (Sull'educazione e altri scritti, 1992) ed è autore di La formazione dell'uomo in Socrate (2003)

lanterna magica / libraria

Anarchici famosi e militanti sconosciuti

di Lorenzo Pezzica

È in libreria il secondo volume del Dizionario biografico degli anarchici italiani, diretto da Maurizio Antonioli, Giampietro Berti, Santi Fedele, Pasquale Iuso, Bfs edizioni, Pisa, 2004. Con il primo volume costituisce una monumentale opera di recupero della memoria storica del movimento anarchico. La storia attraverso la vita di personaggi famosi e di oscuri agitatori. Ecco la recensione di Lorenzo Pezzica, storico e archivista

 

 
 
 
       

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