Come la psicologia può aiutarvi a superare un tradimento

Immaginate uno schermo in cui vengano trasmesse tutte le immagini della vostra vita passata. Le riconoscete, associate la vostra memoria personale a tali sequenze, vi identificate, siete voi.

Ora immaginate che venga affiancato un altro schermo in cui scorrano delle immagini nuove. Socchiudete gli occhi, cercate di mettere a fuoco. Individuate qualcuno di familiare, sembra una specie di backstage del vostro passato ma che non coincide con la vostra memoria personale.

Ecco che nel primo monitor rivivete quel giorno in cui eravate in vacanza al mare con vostra moglie, felici, sereni, mano nella mano a mangiare al ristorantino di pesce.

Nel secondo monitor, invece, stesso giorno e stessa ora, viene mostrata la scena di vostra moglie che va in bagno, sfila dalla borsetta un cellulare di cui non eravate a conoscenza, e in pochi minuti, manda messaggi-fiume a tale Pablo conosciuto in un sito di incontri extraconiugali. Di più, si scatta delle foto osé davanti allo specchio e gliele invia. Insomma, scoprite che vostra moglie vi ha tradito.

Vi tremano le gambe, cominciate a sudare dalla rabbia e dalla disperazione, siete preda di attacchi d’ira e di panico e volete scaraventare voi stessi e vostra moglie dal balcone. Il tradimento brucia, è doloroso, implica la morte della fiducia che avevate instaurato con un’altra entità (il vostro coniuge in questo caso) che è passato dall’altra parte della barricata e vi ha consegnato al nemico.

Ma il tradimento non fa male soltanto perché la fiducia, su cui si basava il rapporto, è stata tradita e corrotta. Il tradimento si trasforma in trauma perché mette in discussione la vostra identità, il vostro sé, diventa un attacco alla vostra autostima.

In altre parole, il secondo schermo, con quelle immagini crude, spietate, che vi fanno sanguinare gli occhi, vi costringe a demolire il vostro passato (che costruisce l’immagine che avete di voi nel presente), e vi obbliga a ricostruirlo sotto una nuova ottica: quella del tradito.

Un’ottica zeppa di momenti in cui voi eravate tranquilli e sereni a vivere la vostra vita di coppia, mentre il vostro partner parlava, flirtava, faceva sesso virtuale e fisico con un’altra persona. Anche il futuro diventa incerto, in quanto cerchiamo di prevederlo in base ai comportamenti avvenuti nel passato. Ma se anche questo è stato defraudato?

La psichiatra Anna Fels dice: “Forse derubare qualcuno della sua storia è il tradimento più grande di tutti.”

Perché non si riesce a perdonare un tradimento

Quando il vostro partner diventa infedele non parliamo solo di corna, di ginnastica erotica che ha praticato con qualcun altro. Si comincia a mettere in discussione tutto il rapporto, di più, si comincia a dubitare dell’umanità intera, in quanto la lealtà è venuta meno proprio da chi vi aveva promesso esclusività, fiducia e amore eterno.

Niente ha più valore, soprattutto le parole del vostro partner, che magari ora sta cercando di convincervi che quella scappatella non è stata poi così importante e che ha cercato di usare tutti i mezzi possibili per non far scoprire il tradimento.

Vi date dell’idiota, dell’ingenuo/a, e cominciate a fustigarvi cercando tutti i dettagli possibili, spulciando cellulari e rovistando nel computer o chiedendo proprio a chi vi ha tradito se l’altra persona era più brava a letto, con quali abilità sessuali funamboliche vi abbiano battuto.

Quando veniamo traditi il mondo cade a pezzi. E nell’attuale cultura occidentale il dramma diventa trauma, in quanto ci fa mettere in discussione la nostra persona per intero, il nostro sé. Se mi ha tradito, pensiamo, vuol dire che non sono abbastanza, che non valgo abbastanza. Ecco le corse dallo psicologo e dallo psicoterapeuta, o il ricorso ad alcol e droghe.

Ma tutto è relativo, anche la percezione del tradimento. Difatti, in altre culture dove la coppia viene vissuta in modo diverso, e marito e moglie hanno l’appoggio morale, emotivo, economico di una comunità più vasta, il tradimento viene visto sì come qualcosa di negativo e drammatico, ma non frantuma la propria personalità, l’immagine che abbiamo di noi. Insomma, il tradimento viene messo in conto come potenziale pericolo perché gli uomini sono egoisti e vogliono divertirsi, o le donne sono fatte in un certo modo, ma non perché noi valiamo di meno.

L’altro motivo per cui rimane difficile perdonare un tradimento è che non riusciamo più a riconoscere il nostro passato, e di conseguenza il nostro presente.  In più, qualsiasi cosa ci possa dire il nostro partner non ha più valore, in quanto il tradimento è stato costruito su tutta una serie di bugie e sotterfugi.

Siamo feriti, il cuore spezzato, non ci fidiamo più di nessuno. Invece di cercare di capire i veri motivi che hanno portato il nostro partner a tradirci, andiamo sparati come kamikaze a voler conoscere tutti i dettagli sessuali e prestazioni erotiche della relazione clandestina, in un impulso masochista.

Ancora, il tradimento da parte del marito o della moglie oggi va a distruggere altre relazioni ed equilibri sottili. Ecco che, paradossalmente, il tradito si trova a nascondere il tradimento agli occhi di parenti ed amici per non passare per ingenuo e stupido. Addirittura, a volte siamo costretti a difendere proprio chi ci ha tradito per salvaguardare la nostra reputazione e non aggravare il nostro stato d’animo.

Perché si tradisce

I motivi per cui gli amori diventano infedeli sono molteplici. Si va dalla vendetta, al bisogno di riaffermare la propria carica sessuale, dal gusto della conquista, al desiderio di prendere le distanze da una storia relazionale agonizzante, e magari quello inconscio di rivitalizzarla.

Alla base di un tradimento ci sono ragioni psicologiche e motivi biologici importanti. In una storia a lunga durata l’ormone del “desiderio”, la dopamina, viene sostituito dall’ormone della “tenerezza”, l’ossitocina. In una lunga storia stabile non riusciamo a ritrovare più quella passione che ci faceva passare notti insonni e provocava scariche elettriche sotto pelle.

Cosa fare? Mandare all’aria 10-20 anni di matrimonio solo perché non proviamo più quel brivido adolescenziale? Ma ecco che a volte quel “solo” viene ad assumere un valore sempre più grande, e ci sembra che abbiamo tutto il diritto di essere felici, di sentirci vivi, di evadere dalla monotonia della routine quotidiana lavoro-casa-famiglia-televisione-sesso conosciuto a memoria. Vogliamo essere desiderati, sentirci speciali e attraenti.

Altre volte si tradisce semplicemente perché si è stati traditi, e quindi vogliamo restituire pan per focaccia. La vendetta e la ripicca ci fanno sentire immediatamente meglio. Ma questo impulso a lungo termine non paga, in quanto ci tiene ancorati lì, in quella fase dove soffriamo e non ci fa andare avanti.

Altre ancora, si tradisce perché abbiamo conosciuto una persona che ci fa sentire diversi, riesce a risvegliare parti dormienti di noi, sepolte e dimenticate nel gioco di specchi e ruoli che instauriamo con nostra moglie o nostro marito.

Il contesto dell’attuale società consumistica ci porta a voler tutto e subito, a desiderare sempre la novità, a eludere il sacrificio e immolare tutti gli altri valori e persone che ci stanno accanto per la soddisfazione dei nostri desideri immediati e il raggiungimento della felicità.

Resistere alla tentazione di tradire, soprattutto nella nostra società occidentale che ci offre istantaneamente tutto, non è facile. È richiesta una volontà molto forte per resistere. Emmanuel Lévinas ha parlato della “tentazione della tentazione“. È lo stato dell'”essere tentati” ciò che in realtà desideriamo, non l’oggetto che la tentazione promette di consegnarci. Nel momento in cui siamo tentati ci sembra di essere liberi.

Oggi il tradimento è considerato un tabù, tanto che siamo pronti a voler troncare subito una relazione per curare il nostro animo ferito e riaffermare la nostra dignità. Ma è anche una pratica molto diffusa, il che ci porta a considerare che le cose non sono così nette e chiare, divise in bianco e nero.

Una relazione di lunga durata ci offre la garanzia di un amore sicuro e protetto, ma proprio questa stabilità ci instilla la paura di un legame che può diventare soffocante e monotono.  Insomma, cerchiamo all’interno della stessa relazione non solo cose diverse, ma addirittura contrastanti: eccitazione e tranquillità, adrenalina e rassicurazione. Libertà e sicurezza sono valori entrambi necessari, ma sono in conflitto tra loro.

Anche la parola stessa, tradimento, ci porta direttamente a giudicare (anziché comprendere) un atto che potrebbe avere un significato più importante e complesso, e non ridursi a semplice atto da condannare e deplorare

Il significato di Adulterio

Difatti, adulterio deriva dal latino tradĕre “consegnare” e “alterazione”. Con il diffondersi della dottrina Cristiana il tradimento per antonomasia è diventato quello di Giuda che consegna Cristo ai nemici.

Ma come dice Guido Ceronetti

“In amore, in quelli che il linguaggio imbecille si è fissato di chiamare tradimenti, non c’è  di tradimento, nemmeno l’ombra. Ci sono solo delle diverse fedeltà alla vita.”

È un’affermazione estrema? Esagerata?

Ma se proviamo a metterci nei panni di una donna, ad esempio, il cui marito la trascura, non la tocca più, ma con cui ancora condivide dei valori, dei principi, la casa, i figli, la macchina, gli amici, 20 anni di matrimonio… È veramente questa donna solo da biasimare e condannare se, per una notte o per un anno, riesce a trovare negli occhi di un altro uomo quell’intesa, quell’alchimia sessuale, quella complicità, quella tenerezza che erano sbiaditi dal suo matrimonio?

Certo, perché non divorzi, potrebbe obiettare qualcuno. Il divorzio è certamente un’ipotesi da prendere in considerazione, ma quello che vorrei sottolineare è che non è la sola opzione. Il divorzio oggi è visto come l’asso della manica, la soluzione più facile e veloce da prendere per riaffermare la propria indipendenza e autonomia e decapitare la testa di chi ci ha tradito. E lo spazio per il perdono? Per l’empatia, per la comprensione che siamo fragili e fallibili?

Come poter superare il tradimento

Quando veniamo traditi dobbiamo sapere che ci sono diverse fasi da attraversare. Prima di tutto c’è la fase dello shock, del trauma, e per superare questo sia il tradito che il traditore hanno bisogno di tempo.

Ma il traditore vorrà rimediare in fretta per i sensi di colpa che lo attanagliano, e il tradito vuole dimenticare e voltare pagina in quanto ferito.

Cosa fare? Rivolgersi ad uno psicoterapeuta potrebbe aiutare, in quanto permette di frequentare un ambiente protetto, dove si invita a placare gli impulsi primari. Scrivere una lettera, ad esempio, indirizzata al proprio partner potrebbe essere un ottimo inizio.

Superata questa fase, dovremmo cercare di capire le cause che hanno portato al tradimento, perché non si tratta mai di una diretta conseguenza del comportamento ingannevole e fraudolento di uno ma, in qualche modo, entrambi i componenti della coppia hanno contribuito a creare un clima che ha predisposto al tradimento.

Così come in altre circostanze della vita, quando vogliamo capire quando le cose non sono andate come ce le aspettavamo, dovremmo analizzare le responsabilità, e non affliggerci delle colpe.

Se siamo interessati a ricostruire un rapporto, il traditore dovrebbe cercare di capire le cause che l’hanno spinto a tradire, se è veramente pentito, se il proprio partner rappresenta ancora l’amore della sua vita. E il tradito, che non deve certo nascondere la sua frustrazione e il suo dolore, dovrebbe cercare di comprendere le vere motivazioni dell’altro, concentrandosi, anziché sugli scabrosi dettagli sessuali, sulle ragioni profonde che hanno portato il marito o la moglie fuori dal nucleo della coppia.

Esistono alternative al tradimento?

Possono Eros (l’amore erotico) e Agape (l’amore puro, disinteressato) convivere in una relazione matrimoniale a lungo termine?  Questa è una domanda che tormenta la coppia da sempre.

Ma a mio avviso si punta sempre solo l’attenzione sul fatto che una relazione erotica, priva della sfera affettiva, non porti molto lontano, ma ci si dimentica che la relazione affettiva, deprivata del sapiente schermo del mistero ed esaltazione dell’eros, porta, a lungo termine, all’impoverimento della relazione amorosa stessa.

Dobbiamo fare i conti con la nostra carnalità, e dobbiamo avere il coraggio di rischiare. Il coraggio di dare libertà all’altro, di provare il sano fuoco della gelosia che ci brucia le carni ma che ci conferma quanto il nostro partner sia importante per noi; dobbiamo avere la volontà di “disumanizzare” il nostro compagno quando ci cimentiamo nei giochi erotici, di dimenticare la tenerezza nell’atto dell’amplesso e vedere il nostro partner solo come complice sessuale.

In altre parole, di dimenticarci che stiamo facendo l’amore con la madre dei nostri figli o col nostro coinquilino. Si rischia? Certo, si rischia. Ma se non attribuiamo al nostro partner la sua natura sessuale, se non gli riconosciamo la sua carica erotica, se non siamo disposti a toccare vette sublimi e precipitare in bassezze grottesche e brutali nel raggiungimento dell’orgasmo, rischiamo di più: di voler sfogare questi feroci appetiti sessuali con un altro soggetto.

E di giungere quindi al tradimento. Il segreto forse è quindi avere l’immaginazione, la sfrontatezza, la libertà e il coraggio di sdoppiare l’altro, di mettergli una maschera, di dimenticarsi della sua anima o di vederla proprio forse dal baratro delle sue passioni più scabrose, dei sui desideri più reconditi e inquietanti. Con la sicurezza che, una volta finito l’amplesso, ritroveremo il nostro compagno a tenerci per mano e farci addormentare.

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